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Architettura del ferro

Siamo nella seconda rivoluzione industriale, i materiali, usati per l'edilizia e non, cambiano. Sono derivati da una messa a punto di processi di fusione ad altissime temperature (fornaci). Grazie al carbon coke si hanno temperature elevate nei forni e nascono leghe come la ghisa, il vetro e l'acciaio. Nell'architettura non vengono più usati gli archi e le volte.
Alla figura dell'architetto viene affiancata quella dell'ingegnere, un supertecnico. La formazione degli ingegneri era accademica e li portavano a progettare edifici di un certo tipo.

Viene introdotta la trave a T. Vengono costruiti ponti, ferrovie, stazioni, viadotti e i padiglioni per le mostre, i quali dovevano essere grandi e facilmente smontabili e riutilizzabili. Nel 1852 ci fu a Londra la prima esposizione universale.
Si tenne un concorso per il progetto di un padiglione da realizzare. Il concorso venne vinto da Joseph Paxton.

Joseph Paxton era un costruttore di serre e crea il cosidetto Palazzo di cristallo, avente una superficie totale di 77 mila metri quadrati. La navata centrale è di 500 m con un transetto che la interseca. La copertura è a botte, enorme di ghisa e vetro. Nel giro di un anno viene montato, smontato e rimontato. Nel 1936 un incendio lo distrusse.

Eifell Gustav Alexandre, nel 1889 realizza la torre per l'expo di Parigi. Sintetizza il progresso industriale in questo monumento di 330 m di altezza. Non fa un discorso di forma ma di staticità. Conferisce una forma molto slanciata. Quest'opera diventa simbolo di Parigi.

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