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Bartolomeo Ammannati (1511-1592) e palazzo Pitti

Ad Ammannati venne affidato il compito di trasformare Palazzo Pitti a Firenze in una reggia.

Per far questo egli:
1) accecò gli archi laterali mettendo al loro posto grandiose finestre;
2) ingrandì l’edificio con delle ali laterali;
3) fabbricò il cortile.

Il palazzo risultò dunque nuovo e ingrandito, arrivando alle dimensioni attuali, stravolgendo così le sue originarie proporzioni. E’ monumentale.

Cortile
Le facce del cortile sono divise orizzontalmente da cornici e verticalmente da semi-colonne. Per cui gli archi si appoggiano su pilastri.

Le superfici sono rivestite da bugnato compatto al piano inferiore, e a fasce alterne a quello superiore.

Il cortile stabilisce il rapporto natura-palazzo, mediato da:
1) fontana;
2) anfiteatro a “u”.

E’ una natura serena, libera apparentemente, ma controllata dall’uomo. Tutti gli elementi cono controllati armonicamente.

Le rampe di scale, con prospettiva scenografica, salgono fino alla Fontana del Nettuno e sopra alla statua dell’Abbondanza.

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