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Gli affreschi di Santa Maria foris Portas

La piccola chiesa di Santa Maria foris Portas rimase in funzione fino al 1933 e conserva parte di un'eccezionale ciclo pittorico riscoperto nel 1944. L’edificio ha la pianta ad aula rettangolare triabsidata coperta da capriate. Il ciclo pittorico conservato si sviluppa su due registri nell’abside maggiore e nella controfacciata dell’arco trionfale e raffigura scene della vita della Vergine e dell’infanzia di Gesù, ispirate a episodi presenti nei Vangeli apocrifi, molto diffusi in Oriente. La scelta tematica, soprattutto nelle prime scene relative al momento dell’Incarnazione di Gesù, sembra voler affermare con forza la natura divina e umana di Cristo. Il linguaggio figurativo di questi affreschi è coltissimo e di qualità eccezionale, erede della tradizione bizantina. E’ caratterizzato in primo luogo da un’estrema vivacità e da una maestria compositiva che privilegia la continuità della narrazione. Gesti ed espressioni delle figure sono rappresentati con coerenza e con una varietà senza uguali e soprattutto i personaggi agiscono in uno spazio reale, reso tramite architetture ed elementi paesaggistici. Nella scena dell’Annuncio ai pastori l’irrompere dell’angelo è collocato in un campo visivo molto ampio che raggiunge in lontananza le mura della città, rese ancora secondo la tradizione della cultura classica. Anche la tecnica è di alta qualità, perché usa le linee di contorno per racchiudere le figure, conosce il chiaroscuro e impiega la tecnica della sovrapposizione dei colori, in modo da ottenere sfumature e freschezza. La collocazione degli affreschi nell’abside segue però la tradizione locale e non quella bizantina, che avrebbe preferito la navata. L’unicità del ciclo pittorico ha reso molto difficile la sua datazione, probabilmente gli affreschi sono stati conclusi nel 948, perché una scritta graffita sulla superficie dipinta ricorda Arderico, arcivescovo di Milano tra il 936 e il 948.

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