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Arte primitiva africana

Arte primitiva: tendenza dell’arte occidentale moderna che si rifà alle forme e agli stili espressivi tipici di paesi, di strati sociali o di soggetti non partecipi della cultura ufficiale. Nel corso della storia dell'arte europea viene riscoperto il fascino di altre civiltà, come l’arte giapponese, africana e dell’Oceania.
A partire dalla fine del Settecento e per tutto il secolo successivo si affermò una tendenza primitivista, che portò alla riscoperta e all'imitazione della pittura del Trecento e del Quattrocento; anche la critica d’arte e i collezionisti si occuparono di arte medievale, facendola conoscere pure a un pubblico più vasto.
Tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del secolo successivo le avanguardie artistiche si caratterizzarono per lo studio e la rielaborazione dell’arte di popoli che vivevano ancora allo stadio tribale, in Africa, nell’Oceania, nell'America meridionale. Gauguin fu uno dei pittori che maggiormente si avvicinarono a un mondo “primitivo”, riconoscendo nella cultura non solo una ricchezza espressiva che era per lui fonte di ispirazione, ma anche uno stile di vita felice ed equilibrato, che il pittore infatti fece proprio, trasferendosi prima a Tahiti e poi nelle isole Marchesi.

Dopo Gauguin, altri artisti si volsero all'arte primitiva (soprattutto africana) per trarne spunti creativi, ad esempio alcuni artisti del Fauvismo come Henri Matisse, e alcuni cubisti, soprattutto Pablo Picasso: la comune passione per le maschere e le statuette africane si rivela ad esempio nel dipinto Les demoiselles d'Avignon di Picasso.
Anche per l'espressionismo tedesco il primitivismo rappresentò una componente importante: la stilizzazione delle figure, l’incisività del segno e la scelta dei soggetti.

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