blakman di blakman
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Wols - Bild

Il tedesco Otto Wolfgang Shulze, noto come Wols, maturato a contatto con i surrealisti parigini, dai quali derivò l'interesse per i processi di scrittura automatica e per il concetto di creazione inconscia, Wols aprì la strada, con una mostra di dipinti organizzata a Parigi nel 1947, alla ricerca di molti colleghi, sedotti dal suo "attacco" alla struttura dell'immagine e all'impianto tradizionale del quadro. Tali caratteristiche emergono con evidenza in Bild, dove macchie di colore si sommano a grovigli di tracce libere in una sorta di pittura calligrafica, incentrata sul valore emotivo del segno. Segno che qui scorre sottilissimo, in punta di pennello, sull'intera superficie e che traccia immagini simili a cellule galleggianti nello spazio. Erede di Klee e memore delle proprie ricerche giovanili, fatte di architetture immaginarie popolate di creature fantastiche, Wols indirizzò la propria adesione all'Informale segnico verso l'esplorazione di mondi microscopici e sotterranei. Ne nacque una figurazione lirica, dai riflessi onirici, che alludeva ai processi inconsci della creazione e che, anticipando per questo aspetto l'esperienza di Pollock e dell'Action painting, faceva coincidere la fase di esecuzione del lavoro con la sua finalità stessa: la pittura, intesa come processo di pura espressione di sensazioni e sentimenti, diventa infatti per Wols strumento e, allo stesso tempo, risultato finale della riflessione artistica.

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