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Van Gogh, Vincent (2)

Nacque in Olanda (Groot Zundert) nel 1853 da una modesta famiglia; il padre era un rigido pastore protestante. I suoi studi furono incostanti e prima del 1880 credette di voler essere un predicatore

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Vincent Van Gogh

Nacque in Olanda (Groot Zundert) nel 1853 da una modesta famiglia; il padre era un rigido pastore protestante. I suoi studi furono incostanti e prima del 1880 credette di voler essere un predicatore. Nel 1876 si licenziò da una casa d’arte francese preso cui lavorava e nel 1878, da predicatore condivise la vita misera dei minatori, ma fu allontanato dai supe-riori. Nel 1880 si recò a Bruxelles, dove studiò anatomia, seguendo saltuariamente corsi di disegno prospettico. A l’Aja prese lezioni di pittura; nel 1883 fu nel Brabante dove dipinse la dura vita dei contadini. Raggiunse il fratello Theo a Pa-rigi studiando presso l’atelier di Fernard Cormon dove conobbe Lautrec, uno dei pochi che lo capirono oltre il fratello, qui entrò in contatto anche con Monet, Degas, Renoir e con gli Impressionisti e Divisionisti. Nel 1887 iniziò l’amicizia con Gauguin, conclusasi in modo tragico nel 1888 dopo un soggiorno di due mesi ad Arles sogna una comunità di arti-sti. Agli inizi del 1889 fu più volte ricoverato in ospedale per eccessi di follia e nel maggio di quel anno volle farsi ricove-ra in una clinica per alienati mentali presso Saint-Rémy de Provence. Convinto che la sua malattia dipendesse dal meri-dione decise di tornare al nord, stabilendosi ad Auvers-sur-Oise sotto la protezione del dottor Gachet medico amico de-gli Impressionisti e collezionista. Il 27 luglio del 1890 si suicidò sparandosi nel cuore, morì pochi giorni dopo tra le braccia del fratello Theo. Vincent fu un uomo istintivo dai sentimenti forti e violenti, egli fu sempre incompreso questo stato d’animo lo fece piombare prima, in una profonda depressione, successivamente in una forma di alienazione men-tale che gli procurava tremende crisi durante le quali perdeva il contatto con la realtà; l’unico che riuscì veramente a capirlo fu il fratello Theo.

Mangiatori di Patate
Il dipinto venne eseguito nel 1885 a Nuenen, si tratta di un olio su tela oggi conservato ad Amsterdam. La tela raffigura cinque contadini in una povera campagna, mentre stanno consumando il loro pasto composto da patate e da bollente caffè nero, immersi in una oscurità rischiarata dal lume di una lampada a petrolio. Le loro mani nodose, rappresentano il lavoro nei campi come la semina e il raccolto delle stesse patate che essi mangiano, i volti sono scavati dalla fatica e dalla rassegnazione, che appaiono gli elementi essenziali del dipinto. I colori sono terrosi e pastosi, come l’ocra, il mar-rone e il verde cupo, vi sono le gradazioni di questi ultimi, che danno l’impressione di un dipinto monocromo. Questo dipinto fa vedere come Vincent voglia affrontare i temi sociali di quel periodo, come la vita aspra e dura dei contadini o dei minatori.
AURORITRATTO CON IL CAPPELLO DI FELTRO GRIGIO
Il dipinto venne eseguito nel 1887 e si tratta di un olio su cartone, oggi conservato ad Amsterdam. La giacca è tratta con rapidi tocchi di colore accostati l’uno all’altro; lo stesso viene fatto per il volto, il quale viene modellato con tante linguette di colore che seguono una disposizione a raggio; il fondo ha i toni dell’azzurro e del violetto, composto da pen-nellate di media lunghezza, ordinate secondo le piche del cartone. Inoltre l’artista utilizza gli accostamenti di colori complementari. Gli occhi sono fissi, le labbra serrate, l’estrema magrezza fanno trasparire il carattere instabile del pit-tore (è sempre di tre quarti).

Il ponte di Langlois

Il dipinto venne eseguito nel 1888 si tratta di un olio su tela, oggi conservato ad Otterlo. Qui nel solo del Mezzogiorno francese vi è la riscoperta dei colori caldi. L’equilibrio cromatico è data dal colore cristallino, uniforme del cielo che si riflette nelle acque del fiume; a sinistra alcune donne sono intente a lavare i panni, in primo piano invece, si ha una barca in disuso che è semisommersa dall’acqua.

La veduta di Arles con Iris in primo piano
Il dipinto fu eseguito nel 1888 si tratta di un olio su tela, oggi conservato ad Amsterdam. Anche questo dipinto ricorda il periodo felice trascorso nel sud della Francia, quando disegnava paesaggi caldi e limpidi, impiegando nelle tele il giallo in tutte le sue gradazioni. La prospettiva è realizzata in modo da avere un orizzonte alto e il punto di fuga a sinistra, all’esterno della tela. I giaggioli violacei fanno contrasto con i ranuncoli gialli, questo accostamento esalta ancor di più la luminosità del dipinto. Lo stesso effetto si ha con i tetti rossi delle case e il verde degli alberi e degli orti; il cielo così luminoso è dato dalla sovrapposizione del celeste, del verde acqua e del violetto. Gli alberi in secondo piano formano un filtro tra il paese e i campi inondati di fiori, questo viene contribuito dalla terra e dal cielo; il verde delle chiome si schia-risce per assumere la stessa colorazione del cielo, che a sua volta richiama i tronchi infissi nel giallo dei ranuncoli.

Campo di grano ocn volo di corvi
Il dipinto fu eseguito poco prima di suicidarsi è stato fatto con disperazione e rabbia, oggi è conservato ad Amsterdam. L’opera raffigura una tempesta, presagio di lutto, che si sta per abbattere su un campo di grano tagliato da tre viottoli bordati di verde e dai quali si leva un volo scomposto di corvi neri. Il dipinto è realizzato con violenza, il campo è tratta-to con delle frustate di giallo e il cielo è cupo, dovuto al nero delle nubi. La luminosità del cielo e l’oro lucente del grano stanno per soccombere vinti dal colore scuro delle nubi. L’artista sembra quasi che assista all’evento.
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