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IL SURREALISMO

surrealismo in arte

Il Surrealismo nasce dalle ceneri del Dada; l’incontro tra Breton e Tzara nel ’20 sembra positivo e sembrano entusiasti l’uno dell’altro.
Dada si distrugge da sola, è come se implodesse; l’evento significativo per la nascita del Surrealismo è il “processo Barret” del 1921, messo in atto da Breton, nel quale Morris Barret viene condannato da una giuria, di cui Breton faceva parte, e in cui il processato non era presente, era rappresentato da un fantoccio.
I surrealisti, a differenza dei dadaisti, volevano costruire la società ed erano positivi; si affiancheranno al partito comunista che voleva cambiare la società a favore del popolo.

BRETON


Breton è uno studente di medicina anti-militarista e, per non partecipare alla guerra, si fa mettere come supporto negli ospedali psichiatrici come quello di Nantes a Parigi dove viene a conoscenza dei metodi e delle teorie di Freud, che avranno larga diffusione grazie ala pubblicazione del libro “l’interpretazione dei sogni” nel ‘900.
Freud sosteneva che noi siamo divisi in tre parti:
- es: l’inconscio, sede delle nostre pulsioni e dei nostri desideri;
- io: filtro che equilibra es e superio;
- superio: la nostra coscienza, l’opposto dell’es.
detto questo, secondo Freud, l’es ci comunica attraverso i sogni i nostri desideri.
Dopo queste teorie molti ospedali psichiatrici cominceranno a lavorare sui reduci di guerra e applicheranno la pratica di indagare sui sogni per vedere dov’è il problema.
Breton intuisce così che i sogni sono sotto forma di immagini e che quindi la pittura è il modo migliore per rappresentarli.
Il termine “surrealismo” che Breton dichiara essere suo, in realtà, era stato usato nel ’17 da Apollinaire in una sua opera teatrale (dramma surrealista).
Breton sosteneva un’arte libera da ogni vincolo della ragione, che lasciasse libero sfogo ai pensieri.
Inventa l’automatismo psichico che consiste nello scrivere senza pensare a cosa si sta scrivendo, lasciando libera la mente così che l’es possa fluire liberamente con i nostri desideri e le nostre paure senza che intervenga l’io.
Nel 1924 scrive il manifesto del Surrealismo e nel ’25 c’è la prima mostra a cui partecipano, fra gli altri, Harp, Ernst, De Chirico, Picasso, Dalì e Mirò; ognuno di questi artisti avrà un modo suo di esprimere come ad esempio Dalì utilizzerà le doppie immagini per un periodo della sua vita.
Breton si affiancherà al partito comunista per un breve periodo della sua vita, come anche Manritte; Breton dice: “se l’uomo si capisse veramente, se capisse le sue pulsioni, potrebbe così cambiare la società”.

DALI’


Nasce l’11 maggio 1904 a Figueras, in Catalogna; gli viene dato lo stesso nome del fratello morto nove mesi prima.
A sei anni fa il primo quadro e il padre gli dice che ha talento, per questo va a Madrid in accademia dove incontra il poeta Garcia Lorca con cui ha una relazione; incontra inoltre il regista Bunuel con cui scrive diverse sceneggiature di film surrealisti.
A 28 anni comincia a sperimentare e ad apprendere dai movimenti del periodo: Futurismo e Cubismo; ma sarà con la conoscenza del Surrealismo che capirà di aver trovato la sua strada.
Nel ’29 va a Parigi con Breton, con cui c’è un grande connubio, e frequenta il “cafè le Cyranov”.
Breton dice di lui: “si sono aperte le grandi finestre della mente”; secondo lui Dalì incarnava la figura dell’artista surrealista che esprime i propri sogni ed incubi ma Dalì si sentiva stretto in questo ruolo, in realtà ha allucinazioni anche ad occhi aperti.
Dalì inventa il metodo paranoico critico nel quale, oltre ai sogni, esprime le allucinazioni e le immagini violente o strane che gli vengono a mente fredda.
Nel ’29 fa un incontro significativo, fino ad allora le donne erano insignificanti, incontra il poeta Paul Eluard con la moglie Gala; si innamora perdutamente di Gala da cui avrà inizio la loro relazione amorosa, si sposeranno e staranno insieme per tutta la vita. Gala diventerà una delle sue modelle preferite e sarà spesso rappresentata.
Nel ’36, durante la guerra civile spagnola che dura tre anni, viaggia con la moglie in Italia, Francia e Stati Uniti dove, nel ’37, incontrerà Freud, ma questo incontro non sarà entusiasmante.
Freud dice di lui: “il più grande fanatico spagnolo da me conosciuto” e “se voglio cercare l’inconscio lo trovo in un quadro classico, il conscio in un quadro surrealista”; Freud prendeva così le distanze dal Surrealismo.
Nel frattempo aumentano le tensioni tra Dalì e Breton che scoppieranno quando Breton si allea al partito comunista, i due si accusano a vicenda:
- Dalì dipingerà “l’enigma di Guglielmo Tell”e “infermiera con svastica su braccio”;
- Breton lo accusa per questi due quadri di filonazismo e lo caccia dal gruppo surrealista.
Inizia il periodo delle immagini simultanee o multiple in cui un’immagine può essere due cose:
- “l’enigma senza fine”

- “il grande paranoico”

Breton dirà di lui: “adesso gioca con le immagini simultanee o multiple e sembra che faccia delle parole crociate”; così dicendo lo sminuisce.
Si trasferisce negli Stati Uniti e poco dopo arriva Breton che anagrammerà il suo nome in AVIDA DOLLARS (artista solo in caccia di denaro).
Visto come grande genio comincia a lavorare con Hitchcock (“io ti salverò”) e i fratelli Marx; dopo la guerra torna in Spagna e rimane colpito dalla scoperta della bomba nucleare e dalla scomposizione degli atomi e inventa la mistica nucleare che consiste in una tecnica in cui gli oggetti sembrano esplodere come se fossero atomi e realizza molte opere religiose.

In età avanzata si avvicina alla pop-art e all’espressionismo astratto, fino all’82, anno in cui muore Gala e lui non toccherà più il pennello per un anno.
Nell’84 c’è un grave incendio in cui brucia la casa e lui rimane gravemente ustionato e morirà cinque anni dopo.
Suoi temi fondamentali erano:
- insetti ed escrementi, di cui aveva fobia e rappresentandoli li esorcizzava;
- fissazione per il cibo some sinonimo di sensualità e sessualità

“Cristo di San Giovanni della croce”:

“persistenza nella memoria”: gli orologi rappresentano la sua paura di impotenza; mangiando del formaggio molle gli viene in mente di disegnare gli orologi molli.

MIRO'

Nasce nel 1893 in Spagna e muore nel 1983; dopo un’infanzia felice si avvicina all’arte ma i genitori sono contrari alla sua carriera artistica perché a scuola andava male e lo costringono a lavorare in un’azienda come contabile, lui sta malissimo e si ammala di una grave depressione nervosa a cui segue una febbre tiroidea che costringerà i genitori a portarlo per la convalescenza sulle colline catalane fino alla sua guarigione.
Dopodichè, i suoi genitori, accettano che si dedichi all’arte a Barcellona dove frequenta ambienti letterari e artistici.
I genitori lo sosterranno poco economicamente.
Nel ’19 lascia Barcellona e va a Parigi dove va a trovare Picasso che, per aiutarlo, gli compra un autoritratto, Mirò è senza soldi ed ha una vita molto difficile anche perché non riesce a vendere; va a Mont Parnasse, quartiere più economico di Montmartre; la leggenda vuole che mangiasse una volta a settimana.

Si avvicina al Surrealismo, si metteva a fissare il muro e aspettava che le allucinazioni della fame gli facessero venire l’ispirazione; in realtà guardava le macchie.
Agli inizi ha un’influenza di tipo realista in cui ci sono tanti elementi simbolici; con l’avvicinarsi al Surrealismo si lascia andare ad un’arte ispirata dall’inconscio andando alla ricerca di un alfabeto criptico che solo il nostro inconscio può capire, fino ad arrivare ad una sorta di geroglifici con figure disegnate esclusivamente con colori primari e con linee nere che disegnano nello spazio per esprimere le sensazioni primitive: paura, gioia, pianto, riso e felicità.
Durante la guerra civile spagnola rimane sconvolto e dipinge quadri che risentono degli orrori della guerra; arriva negli Stati Uniti dove ha un grande successo e realizza una serie di murales e sperimenta anche dei quadri con il collage utilizzando elementi quotidiani che trova in giro.
Morirà novantenne.

MAGRITTE RENE'


Nasce nel 1898 in Belgio e muore nel 1967; quando era piccolo gli piaceva andare a giocare nei cimiteri, questo senso del mistero, dell’arcano e del macabro gli rimarrà per tutta la vita.
A 14 anni un evento lo segna in modo definitivo: la madre si butta nel fiume Sambre e pare sia stata trovata in camicia da notte, con il volto coperto dal pigiama.
In molti suoi quadri le persone sono rappresentate con il volto coperto e alcuni critici dicono che sia per il suicidio della madre.
L’anno dopo incontra Georgette, negli anni ’20 la rincontra nei giardini di Bruxelles casualmente; diventerà sua moglie.
Studia a Bruxelles in accademia anche se sente un po’ stretto l’insegnamento accademico, infatti lui è contro l’insegnamento accademico e contro l’astrattismo.
Nel ’26 fonda, con un gruppo di artisti, la “società del mistero”; nel ’27 arriva a Parigi ma non nella capitale, sta in periferia perché non gli interessa la vita agiata.
Con Breton non scorre buon sangue nell'ambito del surrealismo, i due si avvicineranno quando Magritte si avvicinerà al partito comunista a cui si allontanerà quando il partito gli dirà di cambiare il modo di disegnare.
E’ contro la psicanalisi, la sua opera fa riferimento all’inconscio collettivo e si distanzia da Freud; a lui interessa scoprire il mistero delle cose:
- prende oggetti di uso quotidiano, li estranea dal contesto e li defunzionalizza;
- attua la transustanziazione agli oggetti;
- usa la parola che a volte diventa immagine.
Guardando un suo dipinto si ha una sensazione di smarrimento e shock, vuole lanciare un messaggio all’inconscio collettivo.

“Ceci n’est pas une pipe”: questa non è una pipa, le domande da porci davanti a questo quadro sono: “è la pipa o l’immagine della pipa?” e “la scritta diventa immagine?”

“paesaggio fantasma”: viso di una donna che guarda davanti a sé e sul viso c’è scritto “montagna”; in questo caso la domanda è: “è più importante l’immagine visiva o la scritta?”, non si può rispondere coscientemente ma è l’inconscio che risponde.

“corpo blu”: è una testa antropomorfa e le parole “arbre” e “camon” sono usate in sostituzione delle immagini; anche i titoli devono sottolineare il mistero che viene rappresentato, spesso no ha attinenza con il disegno.

“la condizione umana prima”: c’è rappresentata una tela davanti a una finestra e, apparentemente, rappresenta il paesaggio che c’è dietro, in realtà rappresenta il mistero; “chi mi dice che dietro la tela c’è quello che è rappresentato sulla tela?”, “perché la tenda passa dietro al quadro?”

“Golconde”: la persona viene presa ed estraniata, gli uomini vengono rappresentati come la pioggia; una particolarità è che alcune sagome hanno l’ombra anche nel cielo.

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