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Impressionismo

Il movimento impressionista si sviluppa a Parigi nel 1874, quando alcuni pittori, fra cui Monet, Renoir e Degas, espongono le loro opere nella galleria del fotografo Nadar. Proprio in questa occasione viene coniato il termine “Impressionismo”, suggerito dal titolo di un’opera di Monet: “Impressione. Il levar del sol”. In realtà già da una decina d’anni essi dipingevano paesaggi “en plein air” (all’aria aperta) lungo le rive della Senna. I pittori impressionisti sono uniti dal comune desiderio di rompere con le regole dell’arte ufficiale:
• Rifiutano i principi compositivi tradizionali, abolendo l’uso del disegno e delle costruzioni prospettiche;
• Non trattano soggetti mitologici, storici e religiosi;
• Non lavorano in studio (atelier), ma all’aria aperta.

I pittori impressionisti cercano di rappresentare la realtà così come la vedono, cogliendo solo l’impressione generale senza soffermarsi sui dettagli.
Il loro interesse principale è lo studio dei colori e della luce, la cui azione modifica l’aspetto delle cose e della natura. Per rendere questo fenomeno, il colore è steso sulla tela in una serie di macchie e di tocchi che, osservati ad una certa distanza, suggeriscono il movimento e la vibrazione dell’atmosfera.
I colori sono puri e luminosi e sono i protagonisti dei dipinti ed anche le ombre adesso si mescolano.

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