Simbolismo e Redon

Il simbolismo è una corrente artistica che nasce in risposta al naturalismo. Con esso si cerca di superare la rappresentazione oggettiva, raffigurando un’emozione e l’espressione del proprio “io”. Si tende a trasfigurare la realtà usando colori che accentuano maggiormente la stato d’animo dell’artista. I canoni fondamentali sono l’idealismo, il soggettivismo e l’emotività, per rappresentare l’oggetto non come tale e appare, ma in maniera soggettiva. Le forme del simbolismo sono rappresentazione di un’esistenza trascendentale profonda, la cui infinità sfugge sia alla riflessione dell’intelletto che alla oppressione dei sensi. “Credo solo ciò che non vedo e unicamente a ciò che sento” –Moreau

Odilon Redon

Odilon Redon (Bordeaux, 20 aprile 1840 – Parigi, 6 luglio 1916) fu un pittore francese. Nel 1855 cominciò i suoi studi di disegno, attratto in modo particolare dalle opere di Eugène Delacroix. In contrapposizione al contemporaneo impressionismo, Redon rifiutò, nelle sue prime creazioni, l'uso del colore, privilegiando i disegni e le litografie. I suoi artisti preferiti (Francisco Goya, Edgar Allan Poe, Charles Baudelaire) e le sue amicizie (Paul Gauguin, Stephane Mallarmé, André Gide) collocano Redon nell'ambito di quel simbolismo del quale fu un precursore e uno dei più autentici rappresentanti in campo figurativo. Nella sua produzione s'intrecciano miti classici e orientali a temi tipici del suo tempo, pieni di ambiguità basata sullo strano, sul bizzarro, sul chimerico e sul grottesco che non mancò di suscitare l'interesse dei surrealisti; ma fu soprattutto l'amicizia col poeta Stephane Mallarmé che permise a Redon di ampliare ed approfondire in chiave decadente i temi dei suoi dipinti.

Ritratto di Violette Heymann

Raffigura una donna, dalla vita in su, seduta e assorta. Essa è priva di chiaroscuri ed è realizzata mediante toni chiari stesi con leggerezza, così da renderne la finezza spirituale, mentre la disposizione di profilo la allontana dalla realtà, evitando di stabilire un contatto tra i suoi occhi e quelli dell'osservatore, e tutto ciò le conferisce un'aria vaga e sognante. L'ambiente è capace di suggerire suggestioni del tutto soggettive a seconda dell'osservatore.

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