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Le Secessioni

Le Secessioni, fenomeno che si sviluppa in diversi paesi europei, denota un atteggiamento provocatorio da parte di gruppi di pittori che cercavano di rompere con l’accademia. La cultura ufficiale si rifiuta di riconoscere la validità delle Secessioni, ma a Vienna gli esponenti di tale movimento venivano meno discriminati. Infatti essi usavano preziosità e eleganza espressiva. Il maggior esponente della Secessione Viennese è Gustav Klimt.

Il Palazzo della Secessione, a Vienna, esprime modernità attraverso la purezza formale. È costituito da un parallelepipedo sormontato da una cupola di foglie di alloro in bronzo dorato, rinserrata da quattro torri. La cupola è anche la principale fonte di luce della struttura. È un palazzo pensato per le esposizioni e realizzato in modo tale da risultare una struttura flessibile. Infatti e costituito internamento da uno spazio aperto nel quale si possono disporre dei pannelli divisori in varie posizioni a seconda delle esigenze di esposizione. Sul pavimento sono presenti dei punti di ancoraggio che favoriscono tale procedimento.

Gli angoli, gli spigoli e le cornici dell’edificio sono sottolineate da elementi vegetali dorati, soprattutto alloro, simbolo della gloria.
All’ingresso sono disposte tre teste di Gorgone con sotto i nomi delle tre arti: ARCHITETTURA, SCULTURA e PITTURA.
Sulla parete esterna di sinistra è presente il motto “Ver sacrum” , famoso motto che i romani pronunciavano quando erano pronti per fondare una nuova città.
Per l’interno era stata progettata una stanza interamente decorata da pannelli realizzati da Klimt, col titolo “Inno alla Gioia”.

Klimt

Nel dipinto Giuditta I , la donna rappresentata è consapevole della sua bellezza, matura, moderna (aspetto sottolineato dal taglio di capelli). Il languore e la sensualità sono resi particolarmente dagli occhi socchiusi e dalla posa delle labbra, oltre che dalla seminudità.
Il volto e le parti del corpo scoperte sono rappresentate tridimensionalmente, mentre le parti coperte e lo sfondo sono bidimensionali. Lo sfondo in particolare prende spunto dalla pittura vascolare micenea. Sono evidenti influenze della pittura egiziana e della scultura africana. Inoltre nel 1903 compì un viaggio a Ravenna, dove vide i mosaici e ne rimase favorevolmente influenzato.
Le modalità di uccisione di Oloferne risultano chiare, grazie ad un elemento simbolico: il collare che Giuditta indossa “stacca” nettamente la testa dal collo della donna.
La modella che ha posato per il quadro era una donna borghese molto famosa all’epoca, che fu anche l’amante di Klimt.

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