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Paul Gauguin

Nacque a Parigi nel 1848, l’anno dopo alla morte del padre, era già in viaggio verso il Perù dove trascorse la sua infan-zia. Rientrato in Francia studiò a Orléans e a Parigi. Nel 1865 iniziò a viaggiare per mare prima come marinaio e poi come militare di leva, toccando i più importanti porti del mondo. Nel 1871 si stabilì a Parigi lavorando come agente di cambio, nel 1873 sposò una danese e una terribile crisi economica in Francia lo costrette ad abbandonare il suo incari-co. L’evento non fu traumatico, poiché gli consentì di dedicarsi pienamente alla pittura, la quale lo aveva affascinato già agli inizi degli anni 70. Già dal 1880 partecipava alle mostre impressioniste. Desiderava una vita semplice e libera dai condizionamenti nel 1885 si trasferì in Bretagna a Pont-Aven e nel 1887 si imbarcò vero Panama e per la Martinìca. Rientrò in Francia nel 1888 vivendo per un breve periodo con Van Gogh ad Arles sognando di costruire una comunità di artisti nel Mezzogiorno francese, inoltre stette a Pont-Aven e a Le Pouldu. Vendette tutto per trasferirsi a Tahiti dove visse solo due anni dal 1891 al 1892, fu di nuovo a Pont-Aven e ripartì nel 1895 per il suo ultimo viaggio per Tahiti e le Isole Marchesi, dove morì nel 1903, disperato, stanco e malato in carcere per essersi opposto alla politica razzista del governatore francese. Anche gli inizi di Gauguin furono impressionisti, ma già dal 1888 il suo modo di dipingere era completamente diverso: i colori erano dati per ampie campiture piatte e faceva uso dei colori primari il rosso, il giallo e il blu. Fu sensibile alla pittura giapponese, allora molto di moda per le numerose stampe a colori.

Il Cristo Giallo 1889
Il dipinto raffigura delle donne oranti bretoni nei loro costumi tradizionali con la tipica cuffia bretone, sono inginocchia-te ai piedi della scultura di uno dei tanti crocifissi presenti in Bretagna. Le colline sono gialle, gli alberi hanno una chio-ma fiammeggiante di un rosso vivo e Cristo è contornato di nero e verde, è totalmente giallo. In questo dipinto si ha il recupero della bidimensionalità e l’importanza rivestita dal colore, che non corrisponde a quella dell’oggetto rappresen-tato. Assieme all’antinaturalismo e alla tecnica del cloissonnisme, abbiamo l’essenzialità del paesaggio e delle figure dai tratti leggermente abbozzati, sono delle figure semplici e sintetiche. Il Sintetìsmo è il termine che Gauguin affianca all’impressionismo.
COME! SEI GELOSA? 1892
Il soggetto è tratto da un fatto a cui l’artista aveva assistito veramente; il dipinto rielabora l’episodio di queste due donne, assumendo dei valori soltanto pittorici. Sulla sabbia rosa, nei pressi dell’acqua dove vengono riflesse con delle chiazze di colore grigio,arancio e nero, vi sono due donne che si riposano: una è distesa in pieno sole, mentre l’altra è accovacciata con il braccio destro poggiato sulla sabbia ed è quasi completamente all’ombra. Fra le fanciulle si ha un contrasto immediato, poiché una è il contrario dell’altra, i loro corpi sono fusi in uno solo metà è chiara mentre l’altra è scura. Al perizoma rosso della donna distesa, corrisponde la veste rossa con fiori grigio-verdi, poggiata a terra, dell’altra donna. I volti e i corpi hanno una forte carica erotica e sono trattati sinteticamente, mentre la natura è inna-turale. Se mancasse la scritta esplicativa di Gauguin sul margine inferiore, capiremmo che tra i due personaggi avvenga un colloquio muto, che diventa enigmatico grazie alla collocazione dei due personaggi. Il colore è piatto e uniforme, si ha il chiaroscuro nel braccio della donna. (idea di consuetudine e tranquillità).

Da dove veniamo? Dove andiamo?
Poco prima di un tentativo di suicidio , dipinse una tela di grandi dimensioni che avrebbe dovuto essere una sorta di te-stamento spirituale. È un dipinto molto esteso in lunghezza tanto da essere paragonato ad un fregio. Proprio del fregio classico l’artista voleva dare l’impressione. I bordi superiori presentano a destra la firma e la data e a sinistra il titolo su uno sfondo giallo-oro. Secondo l’artista questo dipinto doveva dare impressione di un affresco con gli angoli rovinati, realizzato su una parete d’oro. A destra troviamo un bambino addormentato con tre donne sedute vicino; due figure vestite di porpora si confidano i loro pensieri; una figura accovacciata leva il braccio e guarda attonita le due donne che pensano al loro destino; al centro c’è una figura che raccoglie i frutti; due gatti accanto a un bambino; una capra bian-ca; un idolo con le braccia alzate misteriosamente e aritmicamente, sembra additare l’aldilà; una donna è seduta per ascoltare l’idolo; infine una vecchia, prossima alla morte è presa dai suoi pensieri mentre uno strano uccello che tiene una lucertola icon gli artigli rappresenta la vanità delle parole. Alcuni significati simbolici sono evidenti la nascita,la vita e la morte sono rappresentati dal bambino, dalle donne e dalla vecchia. Anche il titolo ci dà l’aiuto per interpretare que-sto dipinto, infatti sono i grandi quesiti che l’umanità si pone. Sono anche queste le domande che si pone l’artista e che scaturiscono dalle due figure in rosso. La figura eretta che coglie un frutto da un albero, la più luminosa e l’unica ma-schile può rappresentare l’uomo che coglie il frutto prezioso, oppure può cadere nell’interpretazione ebraico-cristiana del peccato. Il dipinto sarebbe la sintesi tra elementi religiosi occidentali e credenze orientali, rappresenta anche il ciclo della vita. La vecchia appare rassegnata, piena di rimorsi e rimpianti che però come afferma Gauguin non risolvono né i problemi né danno risposte alle angosce della vita.

Tecnica pittorica, La pittura piatta e bidimensionale, linea di contorno, campitura (usa il pennello largo), usa i colori primari (giallo,rosso, blu e bianco e nero), simbolismo (il colore ha un carattere simbolico), pittura allegra (elemento decorativo).

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