Il periodo Rosa di Pablo Picasso

A partire dalla tarda primavera del 1904 e per tutto il 1905 le tele di Picasso si tingono di caldi e delicati colori pastello. Prevalgono i rosa e i colori carnato in genere, i bianchi sabbia, gli ocra, i viola e i turchese, il colore è opaco e quasi polveroso, le figure appaiono spesso esili e stilizzate, dalla gestualità bloccata, fissate da contorni nervosi e presentate invariabilmente frontali o di profilo. Le immagini vivono in una dimensione appartata e ritrosa e hanno l’aspetto di bassorilievi dipinti. Il tema principale è un mondo marginale: quello degli acrobati o dei buffoni del circo e viene meno l’accorata pateticità del “periodo blu”. Nell’estate del 1906 Picasso a Gòsol crea alcune composizioni di nudo maschile e femminile contemporanee: in esse incontriamo il mito di un’umanità serena e frugale, in perfetto accordo con la natura, armoniosamente e felicemente sessuata (Donna con bambino e capra). Le figure appaiono spesso compresse nelle proporzioni, massicce e perfino tozze, con robuste membra schematizzate geometricamente: poggiano a terra e incedono con la sicurezza che caratterizza le sculture di età arcaica. Picasso è attratto dall’arte pre-classica. Riserva un particolare interesse anche per l’arte iberica (Testa umana), prodotta cioè da popolazioni iberiche entrate in contatto con l’arte greco-romana.

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