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Ottocento da un punto di vista artistico

L'800: fra gli ultimi decenni del XVIII e i primi del XIX secolo accadono grandi eventi. Nel 1789 scoppia la Rivoluzione Francese in seguito all'assalto della Bastiglia, il popolo si ribella violentemente contro la monarchia, l'aristocrazia e il clero, giungendo poi alla decapitazione dei regnanti e alla formazione di nuove forme di governo. Anche negli altri paesi Europei, come Austria, Prussia, Inghilterra, Spagna, Piemonte e Regno di Napoli, i monarchi tentano di bloccare le continue rivolte nate come eco della rivoluzione Francese. Compare la figura di Napoleone, che in seguito a varie campagne vincitrici, riesci a farsi proclamare imperatore. Nel 1814-1815 con la caduta di Napoleone il Congresso di Vienna ristabilisce l'ordine precedente all'avvento di Napoleone, restaurando le vecchie monarchie. Un altro importante cambiamento della fine del 700 fu la rivoluzione industriale che fece i primi passi in Inghilterra. Questo avvenimento portò ricchezza per lo stato, ma anche tanti problemi, rovinò completamente il paesaggio, tanto che si diffusero dei movimenti artistici che evocavano un ritorno alla natura, un rifugio in un paesaggio sognato e ideale, lontano dalla società e dal progresso.

NEOCLASSICISMO

Con questo termine si usa indicare il periodo nel quale si pensava di poter raggiungere un "nuovo classicismo", operando il recupero della civiltà antica (Classici, Greci e Romani - classicismo, Rinascimento - neoclassicismo, metà del 700 e primi decenni dell'800). Alcuni ideali del neoclassicismo si rifanno al razionalismo illuministico, ossia l'opposizione agli eccessi e alle stravaganze del barocco e invece l'esaltazione della chiarezza e dell'oggettività. Il più importante pensatore del movimento è il tedesco Winckelmann. Egli riteneva che l'opera d'arte fosse l'espressione del bello ideale, raggiungibile non imitando la natura, ma prendendo i suoi elementi più belli e fondendoli insieme. Riteneva che soltanto i greci fossero riusciti a raggiungere il bello ideale, perciò bisognava imitare l'arte greca, rinunciando completamente al linguaggio contemporaneo. La ripresa dei modelli greci e latini fu possibile perché proprio in questo periodo furono fatti straordinari lavori di recupero negli scavi archeologici di Ercolano e Pompei, le due città romane distrutte nell'eruzione del Vesuvio del 79 d.C.
Un altro pensatore fu Mengs che accanto all'imitazione dei classici aggiunge quella di Raffaello e di Correggio.
Insieme all'ideale estetico di bellezza, i neoclassici prendono in considerazione quello etico di rettitudine morale, equilibrio e armonia. L'illuminismo aveva esaltato la ragione dell'uomo, ritenendo che, essendo dotati di ragione, erano in grado di raggiungere la loro libertà, per la salvaguardia della loro dignità e per impedire di essere sottomessi. Se però l'uomo non è in grado di combattere per i suoi ideali, dovrà pensarci l'eroe, uomo leggendario in grado di salvare l'umanità. L'eroe più importante di questo periodo è sicuramente Napoleone, elogiato ai livelli di Giulio Cesare e Augusto, come il salvatore in grado di liberare l'uomo dall'oppressione della monarchia. E' per questo che molti ebbero fiducia in lui ed è altrettanto vero che molti rimasero delusi quando conquistò il potere assoluto.
Un altro aspetto molto importante di quest'epoca è la prima rivoluzione industriale, legata anche alla nascita dell'urbanistica. La grande migrazione di persone verso le città portò vari problemi perché le città non erano adeguate ad accogliere così tanti abitanti. Molti teorici cercarono di studiare e risolvere questo problema. Owen tentò una riforma sociale che prevedeva la costituzione di piccole comunità agrarie autosufficienti. Fourier pensava invece alla costruzione di grandi palazzi autosufficienti, chiamati falangi, con appartamenti per più di 1600 persone, ma anche con sale per la comunità.

ANTONIO CANOVA

Maggiore scultore europeo dell'età neoclassica. Si trasferisce a Venezia ancora ragazzo e qui ha luogo la sua formazione. Mentre frequenta la scuola di nudo all'Accademia, imparando a conoscere il corpo umano dal vero, si esercita a disegnare le statue antiche. Le sue caratteristiche sono la sensibilità per la morbidezza, l'amore per la natura e il suo superamento in valore ideale, trasformandola in bellezza. Già nelle prime sculture, come Dedalo e Icaro, si riscontra la ricerca del naturalismo e dell'idealizzazione, soprattutto nel modo straordinario in cui scolpisce l'anatomia dei corpi. Si trasferisce a Roma dove conosce direttamente le opere antiche. La sua fama è talmente grande che lo stesso Napoleone si fa ritrarre da lui. Gli fece opere a mezzo busto, ma lo rappresentò anche intero. Napoleone Bonaparte come Marte pacificatore: è in piedi, nudo, con un braccio alzato appoggiato all'asta e l'altro, più in basso, che regge il globo d'oro con la Vittoria Alata. Fa riferimento alle opere di Policlèto. La figura di Napoleone è sicuramente idealizzata, nella bellezza del corpo e nell'armonia, perché l'autore voleva esaltare la grandezza e la forza dell'imperatore. Il corpo è perfetto, proporzionato. E nudo; perché lo stesso Canova pensava che solo attraverso il nudo si potesse rappresentare la bellezza ideale del corpo umano, non se questo è camuffato dagli abiti.
Le opere migliori del Canova sono senza dubbio quelle in cui rappresenta la bellezza femminile. Paolina Borghese: è rappresentata nell'atteggiamento di Venere, vincitrice del pomo aureo. Giace semisdraiata su un lettuccio, nella posa dei convitati romani, con il busto nudo sollevato e sostenuto dal braccio destro appoggiato sui cuscini. La posa non è per niente innaturale, anzi c'è un passaggio graduale dall'orizzontalità del giaciglio alla verticalità del capo. Andamento sinuoso e sensuale. Le superfici sono trattate con effetto pittorico, ci sono sottili effetti chiaroscurali dovuti alle pieghe sinuose della veste che segue l'andamento delle gambe. Il pittoricismo e la sensualità della composizione sono sottolineate dall'accostamento delle decorazioni dorate e dal colore azzurrino del letto, ma soprattutto dalla patina color ambra che Canova stendeva sulle superfici. Venere Italica: anche qui lo scultore aveva steso una patina ambrata per dare un effetto morbido e rosato e per rendere ancor di più la bellezza del corpo. La statua ricorda il modello delle statue di Prassitele, ma non è una semplice copia. La carne è resa in modo raffinato e morbido, grande sensualità, dolcezza, il movimento accentuato nello spazio (la testa volta in direzione diversa dalle gambe), la delicatezza della luce che bacia le superfici e delle sfumature. Amore e Psiche: la ricerca di equilibrio è ancora più complessa per la posa divergente delle due figure: si uniscono armonicamente mediante l'incrocio delle diagonali formate da un'ala e dalla gamba di amore - da un'ala e dal corpo disteso di Psiche. Ha "forma aperta" (cioè linee che si aprono verso l'esterno) e può essere ammirata dallo spettatore in ogni punto dello spazio. C'è una fusione di pieni e di vuoti che creano grande dinamismo, ma anche dolcezza e armonia. Le Grazie: nelle Grazie non ci sono alternanze di pieni e di vuoti, anzi esse si aggruppano in un caldo abbraccio, unendosi piramidalmente dal basso verso l'alto. La loro posa è molto diversa da quella tradizionalmente rappresentata, innanzitutto la Grazie centrale non è di schiena e poi la composizione del Canova è molto statica, mentre, ad esempio, le tre Grazie nella Primavera del Botticelli, si abbracciano in una calorosa ed armoniosa danza. Egli voleva rappresentare il calore dell'abbraccio, la morbidezza delle forme femminili, la loro sensualità, la dolcezza degli sguardi. Il ricco gioco di luci e di ombre rivela la sua origine veneta.

JACQUES-LOUIS DAVID

Giunto a Roma in seguito ad aver vinto il Prix de Rome, concorso che gli permetteva di soggiornare nella città, poté conoscere e studiare le opere dell'antico Impero. Tornato a Roma dopo una decina d'anni dipinse il suo primo capolavoro. David, contrariamente a quello che interessava a Canova, esprime l'ideale etico: l'eroe che assume su di sé il compito di liberare la patria. Il giuramento degli Orazi: i tre fratelli Orazi combattendo contro i Curiazi diedero la vittoria alla patria. La scena si svolge all'interno di un cortile, un porticato a tre arcate sullo sfondo divide lo spazio e anche la scena, cioè i tre momenti, i tre diversi stati d'animo. Al centro il vecchio padre affida le spade ai figli, chiedendo loro il giuramento "vincere o morire". A sinistra ci sono i tre giovani pronti a combattere con onore e senza nessun tentennamento. A destra un gruppo di donne, angosciate per la partenza dei giovani e per la difficile impresa. A rendere la determinazione degli uomini sono le linee rette delle spade, della lancia ,delle gambe, delle braccia, e l'impianto prospettico che porta l'occhio dell'osservatore nel punto in cui si incontrano le braccia e gli sguardi dei personaggi. La tristezza e il dolore delle donne è invece sottolineato dalle linee curve, nelle pose e negli abiti. Anche la luce ha un suo scopo: delinea la staticità e la sicurezza degli uomini, mentre le donne sono più in ombra.
La morte di Marat: in onore e memoria di Marat, rivoluzionario ucciso a tradimento da Carlotta Corday. Il titolo scritto in basso a destra in lettere maiuscole non è una semplice dedica, ma vuole lodare il sacrificio di quest'uomo che ha lottato a favore del popolo per la libertà. Egli giace morto nella vasca da bagno, dove era costretto a stare per curare una malattia cutanea, nella mano destra tiene una penna, nella sinistra il foglio, che fu utilizzato dall'assassina come inganno per presentarsi al suo cospetto e per distrarlo. Il foglio è bagnato di sangue e così l'asciugamano appoggiato alla vasca da bagno. Il silenzio che segue l'azione, il pallore del morto e la sua stessa posa del corpo, la luce che sottolinea il viso sottolineano la drammaticità. Non è una rappresentazione scenica, non c'è gusto teatrale come nelle opere del Settecento, ma sono presenti pochi elementi essenziali (la vasca, il tavolino, il calamaio, il coltello insanguinato, ecc.).
INGRES: più che prediligere i contenuti eroici, egli si sofferma sulla bellezza, la ricerca della perfezione formale. E' considerato il più esemplare rappresentante del neoclassicismo; lo conferma il culto per Raffaello e la maggiore importanza data al disegno, rispetto al colore. La linea esprime una grande sensualità e sensibilità. Il suo valore è particolarmente visibile nei ritratti e nei nudi femminili. La grande odalisca o Bagno turco: morbidezza del contorno, dolcezza degli sfumati, bilanciamento compositivo, rapporti cromatici (il colore ambrato del corpo, l'azzurro del tendaggio, il candore del lenzuolo, il giallo della coperta, i gioielli) che creano il risalto plastico. Realismo e particolarismo. Esotismo: evasione dal soggetto storico per rifugiarsi nella bellezza ideale, fuga dalla realtà quotidiana per la ricerca della bellezza in un mondo favoloso e fantastico.
GOYA: può essere capito solo se lo si colloca nell'ambito culturale entro il quale vive. La Spagna è una nazione che è stata una delle massime protagoniste nella storia mondiale, ma che ormai ha perduto ogni potere; è una nazione della quale egli conosce il lusso e la gloria, ma anche la povertà della popolazione. E' un paese occidentale, ma che conserva molte tradizione degli arabi che la abitarono e che conserva una forte componente popolare di zingari, i gitani. Si spiegano così l'eleganza settecentesca e rococò in alcuni quadri di Goya, ma anche i ritratti di corte (che non mancano di una vena ironica, La famiglia di Carlo IV) e le rappresentazioni di sogni o di incubi (ad esempio Il sonno della ragione genera mostri). Questi ultimi tipi di rappresentazione sono coerenti con l'estetica illuminista che da una grande importanza alla manifestazione del sentimento.
Goya sente profondamente il dramma della sua epoca e interpreta in modo eccellente il sentimento popolare spagnolo. Le fucilazioni del 3 maggio: nel buio della notte davanti ad una piccola collina il plotone d'esecuzione sta giustiziando un gruppo di patrioti. I soldati raffigurati controluce e di spalle sono tutti simili tra loro, non appaiono uomini singoli, ma macchine prive di volontà propria. La grande lanterna posata ai loro piedi illumina i condannati, fra i quali emerge al centro, inginocchiato con le braccia alzate, gli occhi sbarrati, che spicca dal gruppo per la camicia bianca e i pantaloni gialli. Il quadro pur esaltando l'eroica resistenza dei patrioti spagnoli nei confronti dell'invasore francese, non ha niente del patriottismo esaltato da David nel Giuramento degli Orazi. Goya esalta la semplicità dell'uomo. Utilizza l'impostazione prospettica obliqua e pennellate rapide e sintetiche. E' in grado anche di rappresentare la sensualità, il fascino della bellezza femminile. Ne sono la prova alcuni ritratti di dame e soprattutto le due celebri Majas, quella vestida e quella desnuda. Giace come una Venere, esprime una bellezza calda, aggressiva, le curve del corpo sono molto accentuate, il viso acuto, incorniciato dai capelli neri e riccioluti.

ROMANTICISMO

Si indica il momento in cui il sentimento prende il posto del ragionamento, nella convinzione che non esista niente di immobile e perfetto all'uomo è possibile "sentire", piuttosto che "capire", con i rigidi schemi della logica. Il movimento romantico sorge in opposizione al neoclassicismo; il valore assoluto delle regole classiche viene sostituito dalla libera creatività, l'artista romantico vive intensamente tutte le vicende, anche quelle politiche della sua epoca. I Romantici ritenevano che fosse impossibile imparare da altri come si produce un'opera d'arte, poiché questa è espressione del sentimento soggettivo e quindi relativo a seconda della persona, è per questo che l'opera d'arte non è frutto della razionalità, ma dell'intuito. L'intuito e la creatività sono propri del genio, mediatore tra il finito, cioè il mondo, e l'infinito, la natura. Solo il genio è capace di creare, egli grazie all'immaginazione e al sentimento diventa come un Dio in terra. Il genio inoltre non si fa sottomettere dalle leggi, si comporta senza accettare le norme, non soltanto per quanto riguarda l'arte, ma anche la vita sociale, vivendo in modo libero e contrario all'ipocrisia della società e dell'uomo comune. I temi romantici non sono tratti dal mito, ma per la più dal Medioevo. Se la civiltà moderna vuole ritrovare e cantare le proprie origini dovrà cercarle non nell'antichità, così come facevano i neoclassici, ma nel mondo medievale. E' per questo che il movimento si diffuse in paesi come la Germania e l'Inghilterra, e in misura minore anche in Francia, e non in Italia: questi paesi si sono formati come nazioni proprio nel Medioevo, quindi tornare a quell'età vorrebbe dire riscoprire le proprie origini, mentre l'Italia ha vissuto il suo momento di gloria con i Romani e per lei il Medioevo è stato solo un periodo buio e di povertà. Il termine Romanticismo nasce in Inghilterra dal termine "romanzesco", in quanto tratto dal periodo in cui nascono le lingue "romanze" e successivamente diventa sinonimo di medievale o gotico.
Il romanticismo sembra per alcuni aspetti opposto al neoclassicismo, in realtà le differenze sono spesso solo apparenti. Innanzitutto entrambi si fondano sulle teorie estetiche illuministiche. E' il Settecento che sostiene la poetica del sentimento, che culmina nel movimento letterario tedesco dello Sturm und Drang (Tempesta e Impeto), caratterizzato dalla passionalità, dall'irrazionalità, dalla riscoperta dell'arte medievale. Il neoclassicismo ha in sé molti atteggiamenti romantici: la fuga verso una civiltà scomparsa o verso modelli di perfezione, il senso della morte e della vanità del tutto, l'ardore, la ricerca della libertà. Il romanticismo nel corso di tutto l'800 ha nella musica e nella letteratura i suoi linguaggi più adeguati, ma anche nella pittura, poiché grazie agli spazi, alle forme, ai colori e alle luci l'artista può interpretare e creare una sua realtà.

FRIEDRICH

E' ritenuto un grande paesaggista, non nel senso illuminista, ossia simile a Canaletto, ma nel senso romantico: colui che rappresenta la convivenza dell'uomo, finito e desideroso dell'infinito, con la natura, immensa e possente. I sentimenti dell'uomo nella natura sono la solitudine e l'angoscia di fronte al mistero e alla grandezza di essa. Nella natura egli coglie il sublime: senso di sgomento che l'uomo prova di fronte alla grandezza della natura, sia nel suo aspetto pacifico (cielo stellato), sia nel momento in cui si mostra catastrofica (eruzione del vulcano, terremoto). L'uomo si accorge della sua piccolezza e anche della sua finitezza, ma proprio quando è cosciente di ciò si rende conto che l'anima possiede una facoltà superiore ai sensi. Il naufragio della Speranza: in primo piano vi sono gli enormi lastroni di ghiaccio, imponenti, taglienti e aguzzi; piccola nella parte destra c'è la nave, la Speranza, a sottolineare la piccolezza umana nei confronti della natura. Viandante sul mare di nebbia: l'uomo solitario sulla scogliera guarda davanti a sé, verso l'orizzonte. La grandezza della natura è espressa dal mistero creato dalla nebbia in lontananza che non fa capire cosa ci sia oltre di essa e dalla stessa nebbia che invade la zona sottostante.

FÜSSLI

In Inghilterra si afferma come pittore do storie antiche, medievali, shakespeariane, dantesche o leggende germaniche, ma le sue opere più interessanti sono quelle che liberano l'"io" nel sogno, nel momento in cui l'inconscio prende il sopravvento sulla ragione. Incubo notturno

BLAKE

Anch'egli rappresenta il sogno, attraverso l'uso della linea sinuosa e avvolgente che esclude la costruzione plastica e spaziale

CONSTABLE e TURNER

Nella concezione romantica l'uomo è immerso nella natura, perciò il paesaggio diventa una dei temi preferiti dagli artisti, ma non è una rappresentazione oggettiva, simile a quella di Canaletto, piuttosto legata alla creatività dell'autore. Il primo rappresenta la natura nella sua bellezza e nel suo rapporto "amichevole" con l'uomo, mentre Turner, così come Friedrich, coglie la grandiosità della natura e lo smarrimento dell'uomo di fronte alla sua maestà e alla sua potenza. Pioggia, vapore e velocità o Annibale che valica che Alpi: il paesaggio si dissolve in vortici di linee e di luci, che annullano la consistenza degli oggetti.

PRERAFFAELLITI

Confraternita di pittori romantici inglesi che vogliono essere moderni recuperando temi antichi, dando loro una veste quotidiana e attuale. Si rifanno alla pittura del passato, precedente Raffaello, per recuperare la purezza dell'arte del primo rinascimento italiano.

DANTE GABRIEL ROSSETTI

Autore de l'Annunciazione: simbolismo, intimismo, semplicità, quotidianità, ma anche raffinatezza, colori brillanti. Fece scandalo per l'iconografia strana. Le donne sono rappresentate come angeli, ma anche con sensualità (ambiguità).

MILLAIS

Ofelia o Il cavaliere errante (tema del cavaliere che salva la fanciulla): ambiente idealizzato, grande raffinatezza.

WILLIAM MORRIS

Egli tentò di applicare la stessa raffinata bellezza anche nei prodotti destinati all'uso quotidiano (come la carta da parati, i vetri, i tessuti o i mobili), per contrastare la squallida e uniforme produzione in serie. Decorativismo, raffinatezza. Isotta: nel vestito e nell'ambientazione riprende i motivi floreali.

GÉRICAULT

Con lui il romanticismo francese trova la prima vera affermazione. Crollato il mito napoleonico, caduti gli ideali, deluse le aspettative, rappresenta il dramma della realtà presente con il dipinto La zattera della Medusa, ispirato da un fatto di cronaca. Il quadro esprime insieme la disperazione e la speranza. La prima è rappresentata nella parte sinistra del quadro, dove ci sono i corpi inermi. E' classico l'equilibrio con cui sono disposti i singoli corpi, è classica la bellezza dei nudi, come la pensosità dell'uomo anziano assorto in se stesso, mentre sostiene con una mano il corpo di un giovane morto, che altrimenti cadrebbe in mare. E' tutto movimento. La composizione è piramidale. La zattera si solleva da un lato per le onde, la vela si gonfia per il vento tempestoso. I corpi dei morti sono scomposti, i nudi altamente realistici, come quello sostenuto dal vecchio, tutto nudo con ancora i calzini ai piedi. Dal lato opposto c'è la speranza: all'orizzonte, lontanissima, appare la sagoma indefinita di una nave. La luce incide sui corpi, e livida e sottolinea il tono drammatico.
Gradualmente l'autore trasferisce il suo interesse del dramma collettivo a quello individuale, sempre però in rapporto con la società contemporanea. Nasce la serie dei Pazzi, di essi il pittore rende, attraverso l'espressività degli occhi, il movimento dei piani facciali e il rapporto cromatico, il dolore interiore, la sofferenza di colui che è emarginato.

DELACROIX

Non conta tanto la scelta dei soggetti o l'esotismo, ma lo spirito personale che egli trasfonde in essi. Una delle sue opere più importanti è La libertà che guida il popolo. Nasce in relazione ai moti rivoluzionari del luglio del 1830 che videro il popolo parigino sulle barricate e ai quali egli stesso prese parte. Anche Friedrich o Géricault hanno rappresentato fatti contemporanei, ma sognandoli non vivendoli in modo diretto; adesso l'artista più che evadere, vive intensamente la sua età. Anche qui l'impianto è piramidale. Il giovane morto seminudo, con un solo calzino in un piede, ricorda il naufrago morto sulla zattera. La tela di Géricault è dominata dalla luce livida, dal contrasto fra disperazione e speranza; quella di Delacroix dall'impeto travolgente del popolo che avanza.

SCUOLA DI BARBIZON

Movimento anche detto "Paesaggisti del 1830". Si sviluppa in Francia, in età romantica, ed è un gruppo di artisti che rappresentano paesaggi. Visione soggettiva, legata al sentimento. Fanno parte di questo gruppo diversi artisti.
ROUSSEAU: capo della scuola. Ha dipinto L'abbeverata o La quercia
MILLET: scene legate al mondo contadino, contrasto fra campagna e città. Il seminatore
HAYEZ: fu il pittore romantico più acclamato in Italia, per la scelta dei temi tratti dalla storia italiana. Non tanto per il valore artistico, ma perché rappresentare tali momenti significava evocare l'antica gloria nazionale, momenti di riscatto popolare contro lo straniero. Vespri Siciliani: concepisce teatralmente la scena. E' il momento immediatamente successivo al fatto che scatenerà la rivolta: all'uscita dalla chiesa una donna palermitana è stata oltraggiata da un francese. I protagonisti sono in primo piano, quelli minori in secondo. C'è la donna, che ancora scossa per l'accaduto, si sta appoggiando al fratello; il francese che ferito, sta cadendo a terra tenendosi il petto dove è stato ferito; infine il giovane, che ha reagito al torto fatto alla donna, ha ancora la spada sporca di sangue. Ognuno ha la propria posa, studiata e fissa. Il pittore non ha niente di romantico, è neoclassico in realtà: invece che dinamico, tutto nelle sue rappresentazioni è statico e calcolato. Il bacio: la posa studiata, la falsa storicità del tema vengono riscattati dalle qualità cromatiche, che rivelano l'origine veneziano dell'artista. La veste della donna è resa quasi viva dallo splendido colore azzurro e dalla luce che lo colpisce. Hayez è famoso anche per i ritratti di personaggi famosi, come Camillo Benso conte di Cavour.

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