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Henri Matisse

“LA DANZA”, è un opera che ha due versioni, voluta dal committente S.Schukin (lo stesso de “La stanza rossa”). Il fondo è reso piatto dall’uso dei due colori puri azzurro (simbolo dello spazio assoluto) e verde (emblema dell’orizzonte terrestre) e, mentre nella prima versione la linea di contorno talvolta si frammenta, nella versione definitiva (1909-10) c’è un’accentuazione del colore e della linea di demarcazione, ma soprattutto del ritmo dei corpi. La loro danza può essere vista come allegoria della vita umana, fatta di un movimento continuo in cui la tensione è sempre tesa all’unione con gli altri. E tutto ciò avviene sul confine del mondo.

“NUDO ROSA” (1935), Nel quadro è raffigurata una donna più grande del normale, che preme contro i confini della tela. Lo sfondo è difficilmente comprensibile come letto o morbido sofà, dà piuttosto l’idea di rigidità e durezza, inoltre in tutta l’opera non c’è armonia né naturalezza ed il corpo appare sproporzionato rispetto ad una testa troppo piccola. L’universale torna ad essere captabile in pochi elementi, come era stato per l’arte primitiva.

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