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Espressionismo in arte

Espressionismo
Espressionismo in campo artistico significa l’esaltazione dell’espressione come risposta alla crudele realtà del tempo.
L’Europa della prima metà del XX° secolo infatti è caratterizzata da un complesso di eventi e problemi sfociati in seguito nelle due grandi guerre mondiali : essa vive quindi un lungo periodo di crisi generale.
Cadute le vecchie certezze e la concezione “eroica” della vita umana tipica del secolo precedente, l’uomo del ‘900 sente il bisogno di sostituire agli schemi tradizionali intuizioni soggettive, e di conoscere sempre più profondamente la sua vita interiore.
Questa condizione di inquietudine porta anche gli artisti a dare origine a determinati movimenti con lo scopo di sfuggire alla realtà crudele dell’epoca e rinnovare l’arte del tempo.

L’espressionismo è uno dei movimenti sorti in questo periodo.
In senso storico il termine era usato come risposta all’incupirsi degli ideali umanitari e al conseguente senso di “disagio della società”; in ambito figurativo esso si manifestò in Italia solo apparentemente con Boccioni, in Francia in modo più accentuato con le opere di Matisse e Picasso, che risolsero in un’armonia decorativa le componenti più drammatiche del movimento. Pittori dell’angoscia furono invece considerati Munch, Van Gogh, Gauguin, che rappresentarono nelle loro opere tutta la sofferenza e la crudeltà della loro epoca.
Con violenti e deformanti accostamenti cromatici l’espressionismo punta ad esprimere il dramma interiore dell’uomo moderno, la crisi della coscienza contemporanea che, vittima di una società oppressiva non riesce più a scorgere il senso dell’esistere.
L’espressionismo, come suggerisce lo stesso nome del movimento, puntava a dare rilievo alla “espressione” piuttosto che alla fuggevole “impressione”. Cercava cioè di trasferire nel quadro i sentimenti profondi dell’artista, che desiderava comunicare, attraverso la pittura, sensazioni di angoscia e di sofferenza provate nei confronti della crudeltà e della durezza del mondo esterno. Per questo motivo molti pittori espressionisti scelsero come temi prediletti la povertà, il dolore e la miseria.
Le caratteristiche più evidenti dell’arte espressionistica si notano nel disegno e nel colore: il disegno è deformante ed i contrasti di colore fortissimi. La forte tensione interiore che animava gli artisti “passa” inevitabilmente anche nell’osservatore, che non può di certo rimanere indifferente dal punto di vista emotivo di fronte alle loro opere.

Edvard Munch
Uno dei primi e più significativi esponenti della pittura espressionista europea è senza dubbio Edvard Munch.
Personalità complessa e contraddittoria, Munch nasce in Norvegia nel 1863. L’infanzia del pittore norvegese è segnata da tragici avvenimenti familiari quali la morte della madre e della sorella, che lasciano un’impronta tragica nella sua vita e si riflettono nella sua arte.
La sua formazione artistica avviene alla scuola Reale di Disegno ad Oslo e l’ampliamento dei suoi orizzonti culturali si svolge attraverso frequenti viaggi a Parigi e a Berlino, ai quali il pittore alternerà lunghi soggiorni in Norvegia.
Inizialmente la carriera artistica di Munch fu nettamente influenzata da Manet, per quanto riguarda il ritratto e dagli impressionisti di cui sperimentò la tecnica. In seguito guardò a Van Gogh ed ancora a Gauguin e Degas, artisti che gli permisero di superare il Naturalismo iniziale e acquisire mezzi pittorici atti ad esprimere un’intensa carica sentimentale e quel senso tragico della vita e della morte.
Superato il Naturalismo dei primi dipinti, la pittura di Munch evidenziava la sua personale tensione esistenziale. Alla linea ondulata, fluttuante della sua pittura e alla linea dell’Art Noveau Munch attribuisce un’intensità ed un forza espressiva tali da porre l’artista come uno dei più importanti anticipatori dell’espressionismo insieme a Vincent Van Gogh.
Come ogni artista espressionista, dunque, Munch usa colori e forme per esprimere paure, angosce, sensazioni dolorose che l’uomo prova durante la sua vita.

Nelle opere dell’artista i colori hanno quindi un significato simbolico, sono usati puri e contrapposti tra di loro; presentano tonalità accese anche quando la presenza della morte è incombente: dunque colori irreali per esprimere la sua malinconia e l’atteggiamento pessimistico della vita; in alcune sue opere appariva anche il senso del mistero e dell’infinito. L’artista dipingeva infatti non quello che vedeva ma quello che sentiva dentro.
Tornato in Norvegia nel 1908, Munch muore appena compiuti gli ottanta anni.

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