Claude Monet

La vita

Nasce a Parigi nel 1840, di origini famigliari assai modeste trascorre l’infanzia in un piccolo paese di campagna e fin da giovane si mostra assai portato al disegno. L’interessamento di una ricca zia diede a Monet la possibilità di trasferirsi a Parigi per frequentare una scuola d’arte, ma il giovane non si iscrisse mai a corsi regolari e le sue prime frequentazioni di ambienti artistici furono quelle vicino al più anziano Manet. Nel 1861 Monet presta servizio militare ad Algeri dove la luce e i colori dell’Africa contribuiscono a sviluppare in lui la passione per la natura e per le sensazioni che la sua osservazione fa scaturire. A Parigi conosce gli altri impressionisti e quelli che seguono il 1862 sono anni di lavoro accanitissimo, con poche soddisfazioni e molte amarezze acuite anche da una forte depressione e da gravi problemi economici. Dopo il 1880 arrivano i primi riconoscimenti e Monet diventa l’uomo simbolo dell’Impressionismo, dopo un soggiorno a Venezia, città che lo entusiasma, si trasferisce nella casa di Giverny e si fa costruire un giardino, alfine di avere a portate di mano un frammento rigoglioso di natura dal quale farsi suggerire atmosfere e sensazioni sempre nuove e diverse. Ormai quasi del tutto cieco e afflitto da untale incurabile Monet muore nel 1926.


Le opere

Impressione, sole nascente
Come si può notare, non vi è alcuna traccia di disegni preparatori e dunque il colore è dato direttamente sulla tela, con pennellate brevi e veloci. Ogni oggettività è stravolta, c’è la volontà di trasmetterci attraverso il dipinto le sensazioni provate dall’artista guardando l’aurora, Monet vuole cogliere l’impressione di un attimo. L’uso giustapposto di colori caldi e freddi rende in modo estremamente suggestivo il senso della nebbia del mattino tra cui si fa strada un pallido sole i cui primi riflessi guizzano sul mare, evidenziati con straordinaria incisività da pochi e sapienti tocchi di pennello.
Dipinto forse a memoria, la realtà rimane annebbiata, non la cogliamo nei suoi minimi particolari ma cogliamo l’idea nel suo insieme e le sensazioni dell’artista.

I papaveri
Monet vuole trasmetterci con vivace immediatezza il senso di allegria che l’osservazione di quei fiori gli ha procurato. Ecco dunque che dal verde indistinto del prato egli fa emergere delle brillanti picchiettature di rosso, conferendo al paesaggio una nota di serena spensieratezza.

La cattedrale di Rouen,pieno sole, armonia blue e oro
Fa parte di una serie di venti tele successive che ritraggono la facciata della cattedrale di Rouen dallo stesso punto di vista ma in diverse condizioni climatiche e a diverse ore del giorno. Monet è del tutto indifferente alla struttura architettonica e si concentra esclusivamente sul gioco di luci e ombre che il sole della tarda mattinata produce sulla facciata. Attraverso queste successioni di dipinti l’artista ci fa capire come uno stesso oggetto può assumere diverse tonalità a seconda della luce e come sia importante non generalizzare il suo aspetto ma analizzarlo durante diverse posizioni della luce, anche qui si cerca di cogliere l’attimo.

Lo stagno delle ninfee
Vi è rappresentato il ponte giapponese che l’artista aveva fatto costruire nel suo giardino. La luce verdastra, schermata dalle morbide chiome dei salici piangenti, genera una sensazione di placida frescura, alla quale si somma quella generata dall’acqua (uno dei temi prediletti di tutti gli Impressionisti) dello stagno, punteggiata qua e la dallo sgargiante affiorare di ninfee in fiore. La realtà non sussiste altro che come pretesto per dare voce e colore allo sconfinato mondo delle sensazioni.

Boulevard de capussin
La scena è vista da una finestra e si vede un corteo di persone che attraversano una via; i tetti, gli alberi, le persone stesse, ecc. sono tagliati perché Monet vuole darci l’impressione di entrare nel quadro e farci notare che al di là del ostro campo visivo il mondo continua e non può essere “inscatolato”, è la nostra immaginazione che conclude il quadro rendendolo dinamico e non statico.

Covone
È rappresentato un covone di fieno in mezzo a un campo, questo ha la stessa dignità, come soggetto, di una persona. Il covone non è solo un misto di gialli, ma ci sono anche riflessi azzurrini, così come l’ombra non è nera ma ha anche riflessi gialli e verdi. Come gli altri quadri anche questo rappresenta il senso del mutevole, del dinamismo, dell’attimo, anche per la natura il tempo passa e l’artista si rende conto che il covone in questo momento è diverso da ciò che sarà fra poco.

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