MONET E IL SUO STILE PITTORICO

La sua carriera si apre dalla citazione di Manet. Così ripropone una sua versione, lui non gli importava il nudo; colpito dalle attività moderne e dalla borghesia ma soprattutto lo stile, sul quale lui lavora ancora di più, vicino ai macchiaioli. La finalità è trovare uno stile con il quale si capisca subito che il quadro sia suo e che rappresenti la realtà. C’è un distacco importante con la pittura accademica e con quella neoclassica. Forte sostenitore della pittura en plain air (anche grazie alla invenzione dei colori a tubetto) e quindi bisogna dipingere ciò che si vede. Rispetto ai precedenti si ha un distacco dai paesaggi inventati, ed è interessato ai giochi di luci e ombre del paesaggio. “Impressione levar dal sole” porto di Leavre, famoso per i commerci; quando lo videro rimasero esterrefatti, non si aspettavano un paesaggio marino, dettagliato; invece nessun dettaglio, non ce ne sono, ma lui stesso lo ammette, scrivendo nel titolo “Impressione”. “Regate ad argenteuil” bello da vedere da lontano, però se ci avviciniamo vediamo solo le pennellate. Non tratta molto la nave ma tratta molto i riflessi. Piccola parte dei suoi quadri tratta l’urbano.

1874-1886 Seconda parte della sua carriera. Periodo più impressionista, non vuol dire che non lo sia quando muore.
Mentre nei primi anni dipinge paesaggi, negli ultimi anni si appassiona alle serie dipinti, cioè tema del quale dipinge più quadri. Fanno parte i “Coboni” (balle di fieno) seconda “Cattedrali” in teoria solo una, “Ninfee” non da tutti riconosciuta una serie, dipinge questi quadri quando si trasferisce in campagna. Quasi tutti i soggetti degli ultimi anni dipinge soggetti che trova in giardino, viale alberato, ninfee, ponticello giapponese.
Serie Cattedrali: è la cattedrale di Rouen, gli piaceva l’effetto chiaroscurale che creava con la diversa luce. Tutte le rientranze e tutte le sporgenze creano luci ed ombre. Capisce che mentre dipingeva cambiava quello che stava dipingendo. Però visto che doveva fare qualcosa di istantaneo, una impressiona, ha l’idea di rappresentarla nei diversi momenti della giornata e dei mesi. Per farlo inizia la folle operazione iniziava più dipinti e ogni volta che cambiavano le condizioni scambiava il quadro. Era diventata una ossessione (dice che se le sognava di notte). Interessante perché dopo che ne dipingeva moltissime perdeva l’importanza del soggetto. Dimostra che un oggetto qualunque cambia hai nostri occhi in base alla luce. Vera e propria sfida.

Serie delle Ninfee: sono tanti i dipinti in giardino. Linguaggio impressionista sempre più radicale, a differenza di Renoir che alla fine della sua vita diventa un po’ più accademico. Monet già era il più radicale tra gli impressionisti, da anziano accentua. La sua sperimentazione resa più radicale dal fatto che inizia a soffrire di cataratta. Però continua a dipingere quello che “non vedeva”. Questa produzione definita astratta. Monet alla fine della sua carriera padre dell’astrattismo, però non per sua volontà. Si allontana così tanto dalla realtà che contiene poche differenze dall’astrattismo. Non si può definire pittore astratto perchè non ne era consapevole.

Hai bisogno di aiuto in Arte moderna e contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email