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Claude Monet

- Impressione, sole nascente 1872 – Musée Marmottan Monet
Quest’opera diede il nome all’intero movimento impressionista. Nell’opera non vi è alcuna traccia di disegno preparatorio e dunque il colore è steso direttamente sulla tela, con pennellate brevi e veloci. Sulla sinistra vi sono alcune navi ormeggiate, mentre sulla destra si intravedono le gru e le strutture del porto, mentre le due barche che solcano le acque appaiono come ombre. Nel dipinto non vi è oggettività, perché Monet intende trasmetterci le sensazioni da lui provate osservando l’aurora sul porto di Le Havre; non intende descrivere la realtà ma vuole piuttosto cogliere l’impressione di un attimo. L’uso giustapposto di colori caldi e freddi rende in modo estremamente suggestivo il senso della nebbia del mattino. Il sole si fa strada lentamente nel cielo e si riflette sul mare, creando dei riflessi sottolineati da pochi e sapienti tocchi di pennello.

- Serie: La Cattedrale di Rouen 1892-1894
Si tratta di una serie di una trentina di tele dedicate alla Cattedrale di Rouen. L’artista dipinge la facciata sempre dalla stessa stanza d’affitto. Ogni tela ritrae lo stesso soggetto ma colto in diverse condizioni di climatiche e a diverse ore del giorno.
Nella Cattedrale di Rouen: il portale (al sole), Monet si dimostra indifferente alla grandiosa architettura dell’edificio e si concentra esclusivamente sul gioco di luci e ombre che la forte illuminazione solare produce sulla bianca superficie della facciata e sul fitto ricamo delle cuspidi e degli archi, creando un’armonia di toni che sazia dal giallo-oro alle ombre azzurrognole (e non grigie) fra le nicchie e le guglie.
Altre varianti: armonia bruna, effetto del mattino, sole mattutino, pieno sole, effetto di luce mattutina, a sera.
- Lo stagno delle ninfee 1899 – Musée d’Orsay
L’acqua era l’elemento che più affascinava Monet e per questo la dipinse in moltissime occasioni, studiandone il colore e la mobilità. Al tema dell’acqua si ricollega la centinaia di dipinti aventi per soggetto le ninfee del giardino di Giverny, nei quali tentò di riprodurre ogni variazione di colore.
Nello Stagno delle ninfee, dipinto nel 1899, Monet rappresenta il ponte in legno in stile giapponese che si era fatto costruire nel giardino. La luce è fredda e verdastra, schermata dalle chiome dei salici piangenti, e genera una sensazione di calma e placida frescura, alla quale si aggiunge quella originata dall’acqua dello stagno, punteggiata qua e là dalle ninfee. L’atmosfera è quasi fiabesca e non c’è traccia di realismo.

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