Ominide 50 punti

Claude Monet

Claude Monet è riconosciuto come il più Impressionista degli Impressionisti ed è il principale fondatore della prima e-sposizione nello studio di Nadar nel 1874 (poiché i suoi quadri non furono accettati nel “Salon de Refusés). Monet nac-que a Parigi nel 1840 e muore nel 1926 a Giverny, un piccolo villaggio a ovest della capitale, nella valle della Senna. Di origini modeste, trascorre la sua giovinezza a Le Havre; fin da giovane si dimostra propenso verso il disegno e l’arte e grazie ad una ricca zia ha la possibilità di trasferirsi a Parigi per frequentare una scuola d’arte. Nel 1859 arriva nella ca-pitale francese, rimanendo affascinato dalla vita artistica e culturale che vi si svolgeva. Egli, però, non si iscrisse mai a regolari corsi accademici, iniziò a frequentare gli ambienti artistici più vicino a Manet. Nel 1861 presta il servizio milita-re ad Algeri, dove la luce e i colori dell’Africa contribuiscono a sviluppare la sua passione per la natura. Nel 1862 è nuo-vamente a Parigi dove conosce Pissarro e Degas e dove continua a preferire la pittura en plein air e le sperimentazioni sulla luce e sulla percezione dei colori. Gli anni seguenti sono anni di lavoro accanitissimo, con poche soddisfazioni e molte amarezze, alimentate da una forte depressione e da gravi problemi economici. Per un certo periodo si trasferisce ad Argenteuil dove dipinge isolato dal mondo e immerso nella natura. Dopo il 1880, anno della sua ultima presenza al Salon, il suo successo era immenso, poiché era divenuto l’uomo simbolo dell’Impressionismo e il battagliero erede di Manet. Nel 1908 si dedica ad un soggiorno a Venezia, dove dipinge il Palazzo Ducale. Adiacente alla sua casa di Ginevry si era fatto costruire un giardino, al fine di avere sempre a portata di mano un frammento della natura quale farsi sug-gerire delle sensazioni sempre nuove; la casa era ormai diventata un ritiro dove viveva circondato dai libri di botanica e da stampe giapponesi. Una delle parti essenziali del giardino era il laghetto delle ninfee, di cui fece un dipinto. Nel giar-dino, oggi trasformato in un museo all’aperto, sono ancora visibili le piante che l’artista curò personalmente. Monet si accorse di essere alla fine della sua vita, ormai cieco e afflitto da un male incurabile. * cicli pittorici: dipinse 70 versioni di una chiesa; il ciclo delle ninfee; 20 versioni di papaveri.

Impressione, sole nascente (Parigi, Musée Marmottan)
Questo dipinto diede il nome all’intero movimento impressionista. Il dipinto è stato realizzato 1872, inizialmente non aveva titolo e quando in occasione dell’esposizione del 1874 nello studio di Nadar gli chiesero che cosa scrivere lui ri-spose “scrivete IMPRESSIONE”. Il 15 aprile 1874 s'inaugura, nello studio del fotografo Nadar, al secondo piano del 35 di boulevard des Capucines, la mostra del gruppo Societé anonyme des peintres, sculpteurs et graveurs, composto da Monet, Cézanne, Degas, Morisot, Renoir, Pissarro e Sisley, polemici nei confronti della pittura, allora di successo, accet-tata regolarmente nei Salons. Monet vi presenta la tela, dipinta due anni prima, Impressione, sole nascente; il critico Louis Leroy prende spunto dal titolo del quadro per definire ironicamente impressionisti il gruppo dei pittori. Nel dipinto non appare alcuna traccia di disegni preparatori, il colore è dato direttamente sulla tela, con pennellate brevi e veloci. Manet attraverso il dipinto vuole trasmetterci le sensazioni che prova osservando l’aurora. Egli non vuole descrivere la realtà, ma vuole cogliere l’impressione di un attimo che è diversa rispetto a quella di un attimo prima o un attimo dopo, utilizza la percezione visiva; utilizza la giustapposizione di colori caldi, come il rosso e l’arancio, e dei colo-ri freddi come il verde tendente all’azzurro, rendendo in maniera suggestiva il senso della nebbia del mattino, attraver-so cui lentamente si fa strada un sole inizialmente pallido, con dei riflessi aranciati che si riflettono sul mare evidenziati dai tocchi di pennello.

Cattedrale di Rouen, Pieno di sole, armonia blu e oro
Venti delle cinquanta Cattedrali dipinte da Monet a Rouen negli inverni del 1892 e del 1893, e poi completate a Giverny, sono esposte in una mostra nel 1895; il pittore le riprese dal secondo piano di un negozio situato di fronte alla facciata occidentale, col consueto metodo di lavorare a ogni tela nel momento del cambiamento della luce del giorno. Il dipinto è stato realizzato nel 1894 e oggi conservato nel Musée d’Orsay a Parigi; il titolo ci aiuta a comprendere le intenzioni di Monet: egli è indifferente alla struttura architettonica della costruzione gotica e si concentra sul gioco di luci e ombre che il sole della tarda mattinata produce sulla superficie della facciata e attraverso il fitto ricamo delle cu-spidi e degli archi fiammeggianti, creando dei toni che tendono al giallo oro nelle zone in piena luce,all’azzurro nelle ombre e al blu intenso del cielo.

Registrati via email