blakman di blakman
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Amedeo Modigliani, Testa

L’incontro con lo scultore Brancusi fu determinante nella decisione di Modigliani di abbandonare momentaneamente la pittura per dedicarsi alla scultura e approfondire la ricerca sul valore espressivo della linea. L’artista si applicò con intensità dapprima al disegno, procedendo verso una sempre semplificazione delle forme, appiattendo i volti, sottolineando i lineamenti, accentuando il segno del contorno. L’elaborazione avvenuta nel campo del disegno si tradusse poi nelle opere scultoree di quegli anni in una serie di teste in pietra: all’artista era infatti estranea l’idea di forgiare figure con materiali malleabili, come cera o creta, e predilesse sempre la rude e nobile tecnica della scultura “a levare”, cioè per sottrazione di materia da un blocco compatto attraverso martello e scalpello. Nella Testa è evidente come tutto sia stato ricondotto all’essenza: sul volto piatto e allungato si possono individuare una piccola bocca, il naso dal profilo tagliente, gli occhi a mandorla che, sebbene nettamente distinti, appaiono collegati in virtù di una sapiente linea unica. I tratti incisi con forza infondono alle sculture di Modigliani un senso di solenne ieraticità che ricorda le maschere delle popolazioni tribali africane, i grandi esempi della scultura greca arcaica, la misteriosa arte egizia.

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