blakman di blakman
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Francois Millet, Le spigolatrici

Le opere di Millet si distinguono per il predominante interesse rivolto alla figura umana e agli aspetti più drammatici del lavoro in campagna, che l'artista rappresentò con oggettività assoluta, senza peraltro togliere dignità e sacralità anche ai gesti più umili. Tale senso di nobiltà si ritrova pienamente nelle Spigolatrici: il primo piano è occupato interamente dalle tre donne intente alla spigolatura, una disperata ricerca che contrasta con l'abbondanza dei covoni e dei carri colmi di frumento che appaiono alle loro spalle. Nonostante il lucido realismo di Millet non risparmi nulla allo spettatore - i volti che nello scorcio tradiscono l'abbrutimento, le mani arrossate e deformate dalla durezza del lavoro, gli abiti semplici, i corpi affaticati - non c'è spazio nel dipinto per una pietà fine a se stessa: il gesto immobilizzato delle donne e la monumentalità scultorea dei loro corpi conferiscono alla scena un respiro epico. Quando la tela fu esposta al Salon del 1857 risultò intollerabile l'immagine di miseria descritta da Millet, proprio quando il governo francese si gloriava di averla cancellata. Fu considerata provocatoria la rozzezza delle donne, definite subito "le tre Grazie dei poveri", ma più di tutto si temeva il potenziale eversivo celato nel soggetto, che poteva incoraggiare lotte sociali.

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