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Fausto Melotti - Scultura n.21


"Non la modellazione ha importanza,ma la modulazione".
Con queste parole Fausto Melotti descrisse la propria poetica scultorea. Scultura n° 21 è un'opera caratterizzata dall'esattezza delle regole matematiche e dall'impiego rigoroso di uno stesso modulo formale. In dodici gabbie cubiche trovano posto nove sfere e tre dischi di metallo. Non può sfuggire all'osservatore come la struttura regolare del contenitore appaia svuotata di peso, quindi ridotta all'essenzialità delle linee portanti. Lo sguardo, che può penetrare da ogni parte, coglie il gioco di relazione che si viene a stabilire fra la forma piena e dominante delle palle metalliche che riflettono la luce e i tre dischi, appiattiti e ridotti, che le controbilanciano, rompendo una continuità che avrebbe rischiato di generare un effetto di monotonia. Per Melotti, che considerava la musica il proprio principale riferimento artistico, si trattava di ricercare l'armonia attraverso il contrappunto, ponendo quindi una nota contro l'altra, stabilendo rapporti tra forme geometriche diverse. E' attraverso l'euritmia, ovvero l'armonica distribuzione delle parti, che la scultura diventa per Melotti una costruzione poetica, liricamente modulata nello spazio. Più volte, nei suoi scritti, lo scultore sottolineò l'intento più intimo della sua arte, ossia quello di mettere in comunicazione la rigorosa disciplina geometrica con le atmosfere incantate e astratte dell'anima.

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