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Manet

Manet, padre dell'impressionismo (anche se rifiuterà sempre l'impressionismo), aveva deciso di approfondire lo studio diretto delle opere dei grandi maestri antichi e contemporanei a causa del rinnovamento dell'arte che doveva effettuarsi all'interno della tradizione. I suoi interessi erano rivolti principalmente ai pittori che avevano fatto del “colore” una nuova forma di linguaggio: Giorgione e Tiziano, i maestri del 600 olandesi, Velazquez e Goya, Delacroix. In linea con la politica di Corbet, Manet si ispirò alla realtà contemporanea raffigurandola attraverso un linguaggio originale che destò scandalo: i soggetti erano inaccettabili, imperfetta era la tecnica da lui usata per via dell'assenza di volume, di prospettiva e di chiaroscuro, sostituito da campiture piatte di colori resi squillanti dalle tonalità fredde e calde.

Olympia


Olympia è un opera di Manet dipinta nel 1863. È un olio su tela ed è esposto al Museo d'Orsay.
Ci ricorda la Maya Desnuda per la condizione della donna e la sua nudità, e ci ricorda Goya sia in modo diretto, cioè si ispira a Goya , sia in modo indiretto, perché ha viaggiato tanto per l'Europa e quindi dietro questo dipinto si cela il ricordo delle Veneri rinascimentali di Giorgione e Tiziano.
In questo dipinto Manet rappresenta una donna reale, rappresenta Victorine Meurant, donna sicura di sé che ha lo sguardo impudico (diretto verso lo spettatore) molto lontano da quello di una dea; infatti Manet rappresenta una prostituta, la rappresenta nuda, e lei non si vergogna della sua nudità, dunque la rappresenta con realismo.
Lei è una donna ricca di gioielli, ha un servo che le porta un mazzo di fiori che sicuramente saranno da parte di uno dei suoi ultimi amanti e Manet la chiama Olympia proprio perché era un nome diffuso tra le prostitute. Quindi c'è un capovolgimento della figura aulica da cui siamo partiti perché se le veneri rinascimentali sono delle dee, se la donna di goya era si l'amante ed era una donna reale, qui non solo è una donna reale, ma è una donna umile, che fa un mestiere discutibile come quello della prostituta. E' un soggetto destinato a fare scandalo perché la posizione della donna è giocata sulla tradizione, in quanto nella tradizione venivano raffigurate sdraiate le veneri divinizzate, invece lui usa la stessa posa per rappresentare una prostituta.
Il corpo della donna è lineare, i suoi contorni sono lineari, e questo biancore della pelle in contrapposizione allo sfondo scuro insieme alla stesura del colore dà un effetto di bidimensionalità.
Questo dipinto è, in tal senso, un intendimento di denuncia del perbenismo e della morale borghese.

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