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Manet e il suo “Le Dejeuner sull'herbe”

Questa tela venne esposta molti anni prima della mostra degli Impressionisti, ma fu respinta dal Salon Ufficiale.
Il pubblico e la critica si opposero all'assurdità del soggetto (una donna nuda in un bosco, con accanto due signori vestiti) e per la stesura pittorica senza chiaroscuro e rilievo a zone di colore piatto e anche per un motivo tecnico, il pittore non rispetta le regole accademiche.
Manet apparteneva ad una famiglia dell'alta borghesia, frequentava la società elegante, viaggiava, ed era amico di letterati e poeti.
Si era formato nello studio di un accademico e lavorando al Louvre sulle opere dei maestri del passato come i veneti del 500, gli olandesi del 600, gli spagnoli.
Dei contemporanei lo interessava Courbet, ma non accettava se non in parte, il suo programma realistico.
Manet dichiarò di essere del proprio tempo, e di dipingere quello che si vede; ma non significava ritrarre la gente, narrare la cronaca del proprio tempo.

Ma non era vero che Manet fosse indifferente al soggetto e si preoccupava soltanto dell'effetto coloristico.
Ha studiato molto il tema e la composizione del Dejeuner.
Il tema della conversazione di figure nude e vestite in un paesaggio è quello di un quadro veneto del 500.
Manet non si preoccupava de l soggetto come azione o episodio, ma elabora un materiale compositivo e tematico che appartiene alla storia della pitttura.
La luce non è un raggio che colpisce i corpi, accentuando le parti sporgenti e lasciando nell'ombra le rientranti; la quantità di luce si immedesima con la qualità dei colori.
Il paesaggio ha una struttura prospettica, con 3 aperture a cannocchiale sulla luce del fondo; ma acqua, erba e fronde formano tanti velari trasparenti e paralleli, che si sovrappongono formando zone più dense.
Se la luce s'immedesima col colore, non può modellare la forma con i passaggi o i riscontri di chiaro e di scuro; e non essendoci un effetto di volume, non può esserci un effetto corrispondente di vuoto.
Non c'è distinzione tra i corpi solidi e lo spazio che li contiene; nell'immagine non si sono elementi positivi e negativi, tutto è correlato al colore.
Figure e forme formano un unico contesto.
La natura morta di vesti e di frutta che c'è in primo piano: il celeste delle stoffe ed il verde delle foglie prendono risalto a contatto del giallo del pane e del cappello di paglia.
Il bianco dei lini ed il nero del nastro di velluto sul cappello non sono i due estremi di una gradazione cromatica, ma due note o timbri di colore di pari intensità e valore.
In basso a sinistra c'è una natura morta: il celeste delle stoffe e il verde delle foglie risultano in contrasto con il giallo del pane, del cappello di paglia e con il rosso dei frutti.
Il motivo del quadro è la trasparenza dell'acqua, nell'ombra umida del bosco.
Non c'è distinzione tra luce o ombra, ci sono solo delle macchie di colore che si sovrappongono le une con le altre, influenzandosi a vicenda.

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