bri_97 di bri_97
Ominide 155 punti

I macchiaioli

Nel decennio che precedette l’Unità Nazionale (1861), a Firenze si aprì una pagina nuova dell’arte italiana e si concretizzò il passaggio da un Romanticismo di ispirazione storica ad un’arte più spontanea e vitale, di orientamento realista.

Riferimenti storici:
Moti del ’48 che creano nel Granducato di Toscana un regime più tollerante.
1861 Unità d’Italia, Firenze Capitale.

Riferimenti politici:
Molti artisti hanno partecipato ai moti del ’48. Si conoscono e si riuniscono insieme a Firenze confluendo da più parti d’Italia tra il 1860-1867.
Il caffè dove si ritrovavano per discutere le loro tesi era il caffè Michelangelo.
Gli artisti che si ritrovano presso questo caffè sono: letterati ed intellettuali mazziniani, repubblicani, garibaldini, laici ed anarchici, alcuni di loro erano esuli.

Riferimenti sociali:

Sono sostanzialmente anticonvenzionali ed amano guardare la realtà sociale senza esaltazione e retorica.
1854 apertura a Firenze del laboratorio fotografico dei fratelli Alinari.

Riferimenti letterari:
Movimento letterario della Scapigliatura lombarda, era un movimento che sorse e si diffuse tra il 1860 ed il 1870, esso era interessato al “vero” ed assunse questo nome proprio per l’atteggiamento eversivo ed anticonformista dei suoi seguaci. Era sostanzialmente la traduzione del termine francese bohème e derivava dal titolo di un romanzo di Carlo Rigetti dal titolo La scapigliatura ed il 6 febbraio, vero manifesto del movimento degli scapigliati.
Ovviamente esiste una corrispondenza tra il movimento letterario della scapigliatura ed il movimento pittorico dei macchiaioli.

Il termine “macchiaioli” è stato coniato in un articolo della “Gazzetta del Popolo”, l’indomani della prima esposizione nazionale che si tenne a Firenze nel 1861 e fu utilizzato in senso ironico. In seguito uno del gruppo, Telemaco Signorini, decise che quel termine calzava a pennello e lo assunse come appellativo del movimento.


I caratteri stilistici dei macchiaioli
• Sentivano l’esigenza di un’arte italiana nuova e moderna.
• Istaurano un rapporto diretto con “il vero”.
• Hanno una visione antiretorica della realtà.
• Aderiscono al reale e si impegnano socialmente.
• Attuarono un’originale revisione della pittura di genere tradizionale(ritratto, paesaggio, nature morte, quadri di ambiente).
• Ricercarono una forma pittorica incentrata sulla contemporaneità e sul quotidiano.

• Lavorarono “en plein aire” (all’aria aperta).
• Contestarono la tradizionale priorità del disegno sul colore, insegnata nelle accademie di arte.
• Teorizzarono la semplificazione delle forme e del paesaggio ricercandone le strutture essenziali.
• Abolirono l’uso del chiaroscuro e delle velature.
• Preferirono gli accostamenti di toni di colore, differenti per luci ed ombre, questa tecnica dava un effetto “a macchia”, analogo a quello dei bozzetti dei lavori preparatori dell’accademia.
• La tecnica a macchia viene perciò definita una tecnica abbreviata.
• In sintesi: “la macchia” serve per costruire un’immagine in modo essenziale e concreto, basato sul contrasto primario (di colori primari) senza trapassi intermedi di ombra e di luce (contrasto tonale diretto fra chiari e scuri).

Gli artisti
Il movimento dei macchiaioli non costituisce una teorizzazione coerente ed univoca.
Si ha una corrente che ruota intorno a SIGNORINI, LEGA E BORRANI , che lavora alla Piacentina, un sobborgo alla periferia sud di Firenze.
Un’altra corrente ruota intorno a FATTORI, ABBATI e SERNESI e lavora intorno a Castiglioncello nella tenuta di DIEGO MARTELLI.

Giovanni Fattori
Livornese (1825-1908) è l’artista più importante del movimento, iniziò per primo a ritrarre scene di vita militare colte dal vero sul campo. Divenne pittore di battaglie risorgimentali (IL CAMPO ITALIANO DOPO LA battaglia di Magenta, 1861-62, commissionato da Ricasoli per Firenze, capitale d’Italia. Oggi a Firenze, Palazzo Pitti, Galleria d’arte moderna).
Dipinse molti temi che avevano come soggetto scene di vita quotidiana (DIEGO MARTELLI A Castiglioncello, 1875, dove viene ritratto il critico d’arte sdraiato all’ombra di una pineta, su una sedia a sdraio, mentre fuma un sigaro).

Silvestro Lega (1826-95)
Originario di Forlì, di scuola Piagentina, dove risiedeva ospite della famiglia Batelli e dove si ritrovava a dipingere con Signorini ed Abbadi scene di vita ordinaria che viene riproposta con attenzione specifica per le atmosfere domestiche e per la verità dei sentimenti. (Il pergolato)

Giuseppe Abbati (1836-68)
Nato a Napoli, noto per lo splendido quadro intitolato Il Chiostro, dove viene dipinto un angolo della Chiesa di Santa Croce a Firenze, allora in restauro, ponendo particolare attenzione per le atmosfere densa di luce di un pomeriggio assolato. Interessante per la radicale stilizzazione delle strutture architettoniche che assumono rilievo plastico per l’accostamento di ampie superfici di colore saturo.

Telemaco Signorini (1835-1901)
Critico d’arte e pittore fu con Diego Martelli il principale sostenitore in ambito teorico della pittura di macchia. Nato a Firenze lo ricordiamo per un quadro in particolare perché può essere messo a confronto con la serie degli alienati di ……, LA SALA DELLE AGITATE AL BONIFACIO DI FRENZE, 1865. L’opera si caratterizza per un accorto equilibrio tonale e per dei dinamici effetti di controluce. Per una rigorosa scansione geometrica dello spazio, ma soprattutto, oltre alla sperimentazione stilistica, perché si misura con il problema sociale della follia, dimostrando la sensibilità dell’artista verso le questioni politiche contemporanee e la consapevolezza che l’arte non si limita ad esprimere valori puramente estetici.

Tranquillo Cremona (1837-78)
L’edera del 1878, collocato a Torino presso la GAM è il quadro che lo rappresenta meglio.
Federico Faruffini, F. Zandomeneghi, G. Cialdi, G. Boldini, Borrani, Sernesi e De Nittis.

Hai bisogno di aiuto in Arte moderna e contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email