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I Macchiaioli e La Pittura del Vero

Situazione politica e istituzionale dell'Italia pre-unitaria.

Contesto storico-sociale:
in Francia nasce il 2° impero con Napoleone III
in Italia nel 1859 alleanza franco-piemontese e 2° guerra d'indipendenza italiana
1860 Garibaldi conquista l'Italia, l'anno dopo è proclamato il regno d'Italia
Passaggio da un'economia agricola e artigianale a industriale
1864 Prima Internazionale socialista, si diffonde l'analisi sociale ed economica di Marx ed Engels

Leopoldo II: nacque a Vienna nel 1747, figlio dell'Imperatore Francesco I e di Maria Teresa d'Austria. Da adolescente non sembrava promettere niente di buono. Alla vita di corte partecipava svogliatamente, mal sopportava l'etichetta, non si divertiva alle feste, odiava l'esercito e le uniformi; trascurato nell'abbigliamento, usava un linguaggio per nulla appropriato al suo rango; soffriva di malinconia e si sentiva a suo agio con la servitù.

In Toscana come in Francia tra 800 e 900 i Caffè furono importantissimi luoghi di ritrovo e fucine di rinnovamenti culturali per artisti ed intellettuali.
Diego martelli: anima intellettuale del gruppo, scrittore e critico d'arte, teorizzatore della macchia (1856).

Premesse culturali:
Negazione accademia
Abbandono soggetti storici, Mitologico, Tradizionali
La macchia intesa come arma, bandiera

Senso del vero:
Non esiste né il disegno Né la linea di contorno
Il nostro occhio è colpito dai soli colori
I limti di un oggetto sono dati dal passaggio di un colore ad un altro

La 'pittura del vero' si afferma in Italia più tardi che in Francia. Verso il 1856, alcuni artisti che frequentavano il Caffè Michelangelo a Firenze, cominciano a discutere sulla necessità di rinnovare la pittura italiana (rifacendosi alla Francia). L'arte italiana era ancora molto legata alla sensibilità romantica. Si doveva intervenire su temi e tecniche.
I pittori cominciarono a compiere viaggi di studio a Parigi, per vedere le opere di Courbet, Corot e della Scuola di Barbizon. L'arte prodotta in Italia negli anni 60, 70, 80 è detta Arte del vero, o Verismo, poiché si concentra sullo studio della realtà e sull'osservazione del vero, sceglie colori conformi alla natura e rappresenta soggetti riconoscibili, tratti dalla vita quotidiana.
Il Verismo non fu un movimento omogeneo, comprendeva:
Macchiaioli, in Toscana
Scapigliatura, in Lombardia
Verismo sociale, in Campania
Nel 1861, fu organizzata a Firenze un'Esposizione nazionale che segnò l'esordio ufficiale del movimento verista dei Macchiaioli. Il nome 'Macchiaioli' fu usato per la prima volta da un critico per definire con accezione negativa un gruppo di artisti che dipingevano 'a macchie'. Essi volevano ottenere gli effetti del vero con forte accentuazione del chiaroscuro pittorico, costruivano le immagini dei dipinti rimanendo fedeli all'impressione visiva, dipingendo con l'accostamento di masse di colore, le macchie. Nonostante i contrasti cromatici primari e i chiaroscuri mantenevano sempre un senso di concretezza, grazie all'uso della prospettiva.

I Macchiaioli furono uniti dalla tecnica antiaccademica e dalla ricerca di un contatto diretto con la natura e la realtà sociale. I soggetti privilegiati furono i momenti di vita quotidiana, le rappresentazioni del mondo contadino, gli episodi delle campagne militari.
I pittori macchiaioli continuarono ad incontrarsi in una saletta del Caffè Michelangelo per discutere della loro passione patriottica.

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