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Claude-Nicolas Ledoux, Chaux


Dopo il Rinascimento, il concetto di città ideale ebbe una formulazione ancora più teorica e filosofica, senza applicazioni pratiche, se si eccettuano sistemazioni parziali dell'urbanistica di città già esistenti o la creazione di cittadelle fortificate di forma geometrica, la cui funzione restò essenzialmente militare. Con l'illuminismo di metà Settecento e la sua attenzione alla società e al bene comune e con il Neoclassicismo, che segnò il ritorno alla purezza dei modelli classici e alla fiducia in un ordine razionale, l'ideazione di complessi urbanistici ideali ebbe nuovamente fortuna. Spesso questi progetti furono legati alla necessità dei nuovi complessi industriali e manifatturieri, a cui per finalità pratiche ma a volte anche per volontà filantropiche si vollero abbinare delle cittadine operaie. Ne è un esempio la citta di Chaux, in Francia, vicina Besancon, progettata da Claude-Nicolas Ledoux e realizzata solo per metà. Questo ambizioso progetto di città industriale, destinata alla produzione organizzata e razionale di sale, aveva un piano rigidamente geometrico. La pianta era a forma di ellisse; lungo il diametro minore vi erano gli impianti produttivi e la casa del direttore, ideale centro verso cui tutto convergeva. Lungo il perimetro erano diposte le case degli operai con ingressi rivolti verso la casa del direttore; un anello verde, comprendente orti e verde pubblico, circondava l'abitato.

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