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Impressionismo e fotografia
L'impressionismo è il primo movimento dell'arte contemporanea.
La data ufficiale della sua nascita è il 15 aprile 1874, quando alcuni pittori, fra cui Monet, Renoir, Sisley, Degas, Morisot, espongono le loro opere nella galleria del fotografo Nadar.
Già da una decina di anni, essi dipingevano paesaggi “en plein air” (all'aria aperta), lungo le rive della Senna, aiutati dai progressi della chimica. Il loro interesse principale è lo studio dei colori e della luce, la cui azione modifica continuamente l'aspetto delle cose della natura.
Il colore è steso sulla tela in una serie di macchie e di tocchi che, osservando da una certa distanza, suggeriscono il movimento e la vibrazione dell'atmosfera, attraverso pennellate di luce e riflessi cromatici.
Il disegno e il nero vengono aboliti: i colori sono protagonisti dei dipinti. Anche le ombre si colorano.
La conoscenza e l'uso della fotografia suggeriscono inquadrature rivoluzionarie. Lo spazio raffigurato sembra andare oltre i limiti della cornice, dando l'illusione di una continuità della scena anche oltre i confini del dipinto.
I soggetti preferiti sono paesaggi e scene di vita contemporanea.
Gli Impressionisti hanno cercato di rappresentare le infinite trasformazioni della natura. I loro quadri sono rivolti ad un pubblico borghese, per i quale l'arte và assumendo sempre più importanza.

La fotografia

Nel 1826 Niépce ottenne la prima fotografia.
Già dieci anni dopo, Daguerre ottenne singole immagini fotografiche impressionando lamine di rame argentato (dagherrotìpi), ma è Talbot a scoprire il sistema per realizzare molte copie della stessa immagine
Verso la metà dell'Ottocento le macchine fotografiche erano già identiche a quelle di oggi e nel 1888 vennero venduti in America i primi rullini di pellicola.
Con il tempo la fotografia ha trovato una propria autonomia espressiva, fino ad allontanarsi dalla rappresentazione della realtà.
La rapidità di esecuzione e il basso costo rendono il ritratto fotografico subito molto popolare.
Alcuni fotografi cercano di dare la massima espressività alle loro immagini, caricandole così di valore artistico.
Fra questi il più celebre è certamente Nadar.
Il suo studio diventa un luogo d'incontro del mondo artistico parigino, di cui Nadar stesso fa parte.
Molti dei personaggi che Nadar fotografava erano suoi amici.
Forse anche per questo riesce a rendere in modo stupefacente la psicologia del soggetto, una capacità che lo ha reso celebre.

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