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Impressionismo-caratteristiche

Nella seconda metà dell’Ottocento, l’intera Europa fu caratterizzata dallo scontro fra ideali liberali, espressione della borghesia capitalistica, e ideali socialisti, che ispiravano il movimento operaio. Ad esso corrispondeva, sul piano artistico, il contrasto fra neoclassicismo e correnti antiaccademiche e naturalistiche. Per quanto riguarda queste ultime, si possono citare il realismo e l'impressionismo, accomunati dalla rappresentazione di una realtà quotidiana non idealizzata, ma descritta nella sua semplicità. In particolare, gli impressionisti riproducevano le proprie percezioni soggettive, le proprie "impressioni".
L’Impressionismo nacque nel 1874, quando gli artisti appartenenti al movimento, le cui opere non avevano facile accesso ai “Salons”, le mostre accademiche parigine, organizzarono la prima mostra autogestita e libera nello studio fotografico di Félix Nadar, a Parigi. A questa prima mostra ne seguirono altre sette. I pittori impressionisti sono accomunati da:

- una sensibilità per la modernità, per la vita urbana e gli intrattenimenti parigini;
- l’apertura a temi e soggetti non organizzati secondo un principio gerarchico, ma che hanno tutti la stessa dignità artistica;
- l’originalità nel rendere sulla tela gli effetti di luci ed ombre.
Tuttavia, l’Impressionismo è caratterizzato da due tendenze:
-I radicali: un gruppo di artisti che, guidati da Monet, si impegnavano a rendere il puro effetto visivo, e per raggiungere questo scopo dipingevano “en plain air”, all’aperto: Grazie al contatto diretto con il paesaggio riuscivano a sfruttare la luce naturale e a registrare le varie tonalità cromatiche del paesaggio stesso. Essi ritenevano che si dovesse dipingere soltanto ciò che si vede, rimanendo fedeli al dato visivo, e dunque senza interporre alcun filtro.
-I moderati: altri artisti impressionisti, che, come Manet (il quale non partecipò mai alle mostre impressioniste), restavano fedeli all’attenzione al disegno e alla composizione. A differenza di Monet, Renoir e Pissarro, Manet e Degas sostenevano la necessità di una mediazione tra dato visivo e tela al fine di attribuire importanza anche all’elemento immaginativo.Queste due “anime” coesistono nella produzione di Renoir: nelle opere più mature accosta allo stile del primo gruppo di artisti, a cui inizialmente è più vicino, l’utilizzo di schemi compositivi attinti dall’arte classica.

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