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Storia del Dadaismo]

Mentre infuria la Prima Guerra Mondiale, nella neutrale Svizzera e negli Stati Uniti nasce un movimento artistico-letterario che ha un unico programma: quello di smitizzare tutti i valori della cultura attraverso azioni che esaltino il primitivismo, l’irrazionalità e la spontaneità creativa.

Nel 1916, a Zurigo, un gruppo di intellettuali, tra i quali poeti come il russo Tristan Tzara e il tedesco Hugo Ball e gli artisti Hans Harp, Max Ernst e Kurt Schwitters, si riuniscono in un locale, “Cabaret Voltaire”. Durante una di queste serate, essi scelgono a caso il nome da dare al nuovo movimento culturale: “Dada”, una parola senza senso. Nel 1918 viene pubblicato sul terzo numero della rivista “Dada” il Manifesto Dadaista. Il nome DADA proviene dal russo e dal romeno. Negli stessi anni il movimento dadaista si diffonde anche a New York dove, nel 1913, l’Armory Show, una mostra internazionale di arte moderna allestita in una armeria aveva fatto conoscere le ricerche europee dall’Impressionismo al Cubismo. Del gruppo new-yorkese fanno parte Francio Picabia, Man Ray e Marcel Duchamp. Più che una corrente artistica vera e propria il Dadaismo rappresenta una forma di provocazione sorta di fronte alla constatazione che le grandi conquiste tecnologiche che avrebbero dovuto portare alla nascita di un mondo nuovo e migliore hanno, invece, condotto alla guerra. I Dadaisti rifiutano i valori come la patria, l’onore e la tradizione e attaccano con feroce ironia le convenzioni e le regole della società borghese, negando totalmente il patrimonio di idee ereditato dal passato.

Secondo i dadaisti, l’opera d’arte deve esprimere sentimenti di ribellione e scuotere lo spettatore; inoltre non deve essere frutto di un progetto razionale, ma deve nascere “casualmente”. Così, le opere dada spesso sono costruite con assemblaggi di materiali diversi: biglietti ferroviari, chiodi, pezzi di legno, tappi di sughero, bottoni o fili di ferro.
Il movimento Dadaista, definito “non arte”, testimonia una nuova forma di espressione, spesso non priva di una sua qualità artistica.
Sotto la guida di Tzara, il gruppo zurighese continua la propria attività fino al 1919, ma già a partire dal 1917 molti dei suoi esponenti si trasferiscono in Germania e negli Stati Uniti.
Intorno al 1920-1921 le due correnti dada zurighese e newyorkese s’incontrano a Parigi dove, nel 1924, l’adesione a questo movimento da parte di un gruppo di letttterati francesi, tra i quali Andrè Breton, determina la nascita del Surrealismo.

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