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Giuditta – donna fatale – amore e morte di Gustav Klimt

Il dipinto rappresenta la giovane vedova ebrea Giuditta, che seduce il generale assiro Oloferne per poi infine mozzargli la testa liberando in un certo senso la città di Betulia e divenire un’eroina del suo popolo.
La protagonista è una bellissima donna sensuale; indossa un abito trasparente che lascia intravedere il seducente corpo eburneo (avario), accanto a lei la presenza della testa di Oloferne che si vede solo per metà.
Il dipinto rappresenta una donna ambigua, quasi demoniaca, una donna crudele, seduttrice e fredda calcolatrice, capace di portare il proprio amante alla rovina.
La cornice dorata che racchiude il dipinto è stata realizzata dal fratello di Klimt.
La protagonista ha una folta capigliatura, il volto truccato, gli occhi socchiusi e la bocca semi aperta che lascia intravedere i denti.

Il paesaggio ci appare piatto ed è reso in maniera stilizzata.
Il collare indossato da Giuditta sembra che riproduca un gioiello molto di moda all’epoca.
Vengono messi in rilievo la gola e le mani, per dare il tocco di sensualità.
I lembi dell’abito trasparente si aprono scoprendo il petto e il ventre di Giuditta.

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