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Filippo Tommaso Marinetti (1876 – 1944)

Rappresentante leader del movimento italiano futurista. Il futurismo al contrario del cubismo o il fauvismo è molto più definito, geograficamente, e anche per i membri. Cubismo e fauvismo sono gruppi meno articolati, sono definiti più da elementi estetici.
L’utopia futurista si basa sul miglioramento di un futuro prossimo grazie alla tecnologia e alle macchine. Si differenzia in parte dal resto delle avanguardie per la scarsa influenza del primitivismo, anche se da un punto di vista logico differente potrebbe avere dei nessi (dal primitivismo al futurismo).
Nel 1904, Alomar scrive il primo testo teorico sul futurismo (in catalano).
Ma il futurismo è ricco di manifesti, su diversi temi come la pittura, la moda, la società, la moda, la donna, la scultura, lo sport, etc. ma la madre di tutti questi manifesti viene pubblicato a Parigi sul Figaro. Viene scelta Parigi, perché il futurismo è un movimento che vuole essere cosmopolita.

In questo manifesto vengono introdotte le idee di energia, macchina, movimento, velocità, guerra. Visione della donna come elemento fragile della società, incapace di creare, intellettualmente inferiore.
Nel 1910 viene pubblicato il manifesto della pittura futurista (Carra e Boccioni).
Marinetti crea dei calligrammi, simili alla poesia visuale, però si differenzia perché tramite la combinazione di lettere e parole si creano parole. Vedi → Parole in libertà.
Alcuni esempi simili si trovano in tutta Europa, anche in Russia.
Oltre ai manifesti, altra forma di manifestazione sono le serate futuriste, rappresentate in alcuni disegni.
L’intento nelle opere è quello di introdurre nella pittura elementi di velocità, movimento e dinamismo. Con il film questo è possibile, ma non con la pittura che è un’immagine congelata, e tanto meno con la scultura.
Si parte delle fotografie, e si analizza come cambiano i movimenti. “The art of locomotion”.

Umberto Boccioni (1882 – 1916)

Si parte da una pittura molta figurativa. Influenza impressionista e puntinista (divisionista),
Rissa alla galleria (1910) intento di rappresentazione della rivoluzione, del movimento non solo umano ma anche sociale. Rappresentazione della luce, nuovo elemento moderno.
La città insorge (1910) opera effettivamente futurista dell’autore. Rappresentazione della forza, dell’energia (scelta del colore rosso).
Idolo moderno (1911) Femme fatale femminista.

Nel 1911 alcuni futuristi se ne vanno a Parigi e scoprono il cubismo e ne vengono influenzati.
Stati d’animo, serie di quadri che rappresentano i sentimenti e il dinamismo. Le forme sono moderne, ma i temi sono ancora profondamente simbolisti (emozioni).
Intento di captare la simultaneità delle scene. Visioni simultanee (1912)
Dinamismo di un calciatore (1913) rappresentazione del dinamismo del calcio.
L’artista si avvicina molto all’astrazione, influenza cubista.

Il gruppo dei Futuristi nasce non 1909 con il manifesto futurista.
Nel 1911 alcuni vanno a Parigi, scoprono il cubismo e sarà decisivo per delineare la loro estetica.
Nel 1913 Boccioni si dedica alla scultura, inizia con il gesso e poi successivamente altri riprodurranno le sue opere in bronzo. Si ricerca la dinamicità “statica” nelle 3 dimensioni.
Rappresentazione dell’uomo forte, del Ubermensh, definizione della forza e della potenza.
Un lieve riferimento alla Nike di Samotrace.
Molte sono le opere che rappresentano la dinamicità e la tecnica è sempre simile al divisionismo.
Carrera de llancers (1915) rappresentazione del vigore e del movimento della guerra (anni in cui l’Italia freme per partecipare alla guerra e riprendersi i territori mancanti).

Carlo Carrà (1881 - )

Come tutti gli altri, le prime rappresentazioni sono visioni notturne, perché si può rappresentare la novità dell’elettricità.
Ritratto di Marinetti (1910-11) forme e colori aggressivi, per marcare questa “qualità” di codesto artista.
Funerale del anarchico Galli (1910-1911) scelta di colori forti, per enfatizzare la rappresentazione di conflitto tra le forze dell’ordine e il popolo. Forme che trasmettono energia, cerchi concentrici, raggi, linee che sembrano graffi.

Dopo il 1911, dopo il viaggi a Parigi, forte influenza cubista.
Si interessa particolarmente al collage, es. Cavallo e fantino (1912).
L’opera più rappresentativa futurista e con la tecnica del collage di Carrà è il Manifesto intervenzionista (1914). Arte anche attraverso le parole (evviva il re, evviva l’esercito etc etc) esaltazione della modernità.
L’ovale delle apparizioni (1918) → pittura metafisica: Carlo Carrà, Giorgio de Chirico e Giorgio Morandi. Anni ’20.

Giacomo Balla (1871 – 1958)

Colui che maggiormente si concentra nello studio della velicità.
Rappresentazione sempre della luce, energia, l’alone della luce, non tanto la lampadina ma le vibrazioni che emana. È un po’ la visione di tutti i futuristi, non rappresentare ciò che si vede ma quello che “produce” es: non la bicicletta bensì la velocità di essa, non la lampadina bensì la luce.
Bambina correndo al balcone (1912) rappresentazioni ripetitiva della sagoma del soggetto (come nelle fotografie).
Dinamismo del cane a passeggio (1912) interessante vedere che Balla dipinge la cornice.
A poco a poco diventa sempre più astratto, non tanto nelle forme bensì nel rappresentare il movimento. Balla è l’artista che arriva più vicino all’astrazione.
Anche la moda viene influenzata dal futurismo.

Luigi Russolo (1885 – 1947)

Musicista e compositore, ricerca del rumore della modernità, della quotidianità, della città. Il suo nuovo strumento è “l’intonarumori”.

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