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Futurismo e aeropittura

Contesto storico
L’Ottocento si chiude per l’Italia sotto il segno di una violenta reazione autoritaria contro una tensione sociale crescente, che culmina con l’attentato mortale contro il re Umberto I (1900). All’inizio del nuovo secolo l’impulso economico si va rafforzando e anche l’Italia si trova a vivere la propria “rivoluzione industriale”. Nello stesso tempo l’ancora diffusa carenza di infrastrutture e il notevole svantaggio economico e sociale sofferto dalle regioni meridionali, sono all’origine di una grande ondata di emigrazione. Tra il 1900 e il 1915 più di mezzo milione di cittadini italiani va ogni anno a cercare lavoro e migliore fortuna in altri Paesi europei o americani, soprattutto negli Stati Uniti e i n Argentina. Il cambiamento si ripercuote anche sulla vita politica. Artefice principale di questa evoluzione dell’Italia è Giovanni Giolitti. Nello sforzo di costruire una nazione moderna e unitaria egli avverte la necessità di allargare la base sociale e democratica dello Stato, fino a coinvolgere nella vita politica tanto le masse lavoratrici, quanto gli strati popolari del mondo cattolico. L’Europa intera, intanto, precipita in una drammatica crisi politica e nell’agosto 1914 scoppia la Prima guerra mondiale. Il 24 maggio 1915 anche l’Italia entra in guerra, la guerra si conclude il 4 novembre 1918. Dopo la guerra la situazione economica della nazione appare subito molto difficile. La conseguente tensione sociale è all’origine di una serie di agitazioni contadine e operaie che culminano nell’occupazione delle fabbriche torinesi (1920). In questo clima di conflitto Benito Mussolini fonda il movimento dei fasci di combattimento e poi il partito fascista. L’ideologia fascista interpreta il disagio sociale come un segno di decadenza da imputare al liberalismo. All’indomani della “marcia su Roma”, il re Vittoria Emanuele III affida a Mussolini la guida dello governo. Numerose e violente sono le aggressioni da parte di squadre di fascisti nei confronti di molti oppositori politici. Tra il 1925 e il 1926 viene emanata una serie di leggi che stabilisce la soppressione della libertà di stampa, lo scioglimento dei partiti politici, l’introduzione della pena di morte e del confino. L’Italia diviene così uno stato totalitario a regime dittatoriale, in cui sono cancellate le libertà individuali di espressione, di opinione e di disaccordo. La deriva autoritaria sfocia nella alleanza tra Mussolini e Adolf Hitler. Da ciò derivano le leggi razziali, che cancellano dalla vita civile italiana tutti i cittadini ebrei. Con l’aggressione di Hitler alla Polonia, nel 1939, scoppia la Seconda guerra mondiale. L’8 settembre 1943 l’Italia firma l’armistizio con la coalizione internazionale che combatte il nazifascismo. Ha così inizio la lotta per la liberazione dell’Italia e dell’Europa, che termina vittoriosamente del giugno 1945. Il 27 dicembre 1947, viene promulgata la costituzione repubblicana, il documento su cui si fonda l’attuale Repubblica italiana, stato democratico fondato sul lavoro.

FILIPPO TOMMASO MARINETTI (1876-1944) e l’estetica futurista

Filippo Tommaso Marinetti è l’autore del Manifesto del Futurismo, vale a dire l’atto di fondazione del movimento. Marinetti proviene da una famiglia borghese benestante, trasferitasi in seguito a Milano. Al momento della stesura del manifesto Marinetti ha già pubblicato in lingua francese le sue prima opere, di ispirazione liberty e simbolista, nelle quali si avverte una ricerca di modernità del linguaggi e della forma poetica. Erede di un cospicuo patrimonio familiare, che gli consente una brillante vita sociale, Marinetti dedica d’ora in poi tutte le proprie energie al Futurismo, partecipando in maniera determinante a tutte le principali iniziative di affermazione e di orientamento critico e promuovendone la diffusione. Fondamentale per lo sviluppo e l’identità del movimento futurista è il suo contributo critico e teorico. La scelta di esordire a Parigi è strategica dal punto di vista comunicativo. Parigi, in questo momento, è il più importante tra i centri internazionali dell’arte e della cultura d’avanguardia. essa è la capitale di uno scenario che da anni registra uno stimolante susseguirsi di iniziative di rinnovamento artistico e la nascita di nuovi gruppi e di tendenze di avanguardia. diversa è la situazione in ambito italiano, dove il panorama culturale tende a ristagnare su posizioni conservatrici e marginali. Tra le poche eccezioni si segnala il movimento milanese della Scapigliatura. Il Manifesto del Futurismo si scaglia contro la cultura ufficiale italiana, soprattutto quella delle accademie letterarie e artistiche, l cui unico modello è rappresentato dal legame con la tradizione e con il pensiero conservatore. Nasce così una nuova poetica fondata sul dinamismo e sulla velocità, sulla sintesi e sulla forza, cioè su valori ispirati alla vita contemporanea e al suo nuovo e affascinante scenario. Tale poetica, si basa su un totale rifiuto delle forme e dei valori tradizionali, al punto da esaltare la guerra come mezzo per un vero e proprio risanamento dell’intera società. I bersagli principali diventano allora quelle forme rituali della cultura e dell’arte. Da qui nasce anche il “disprezzo per la donna”, da intendersi come immagine intrisa di sentimentalismo decadente (Gabriele D’Annunzio). Tema centrale del manifesto è la rivelazione di una nuova estetica legata alla tecnologia e alo strumento principale che sta trasformando il mondo: la macchina. La macchina viene intesa come il prolungamento della forza dell’uomo e come un complesso meccanismo dotato di energia propria e capace di movimenti e forme prima sconosciuti. Nella sua manifestazione più clamorosa, la macchina è l’automobile, il mezzo di trasporto che trasforma radicalmente la relazione tra l’uomo e l’ambiente. Questo è l’ambito ideologico entro il quale viene teorizzato il ricorso alla violenta. Punto di riferimento per la nuova proposta teorica è il moderno panorama urbano industrializzato, quello delle metropoli europee. La strategia messa in atto da Marinetti consiste nel cercare con ogni mezzo il contatto con un pubblico più vasto, attraverso una vera e propria campagna pubblicitaria (serate futuriste,si tratta di spettacoli teatrali dal carattere a metà tra la rappresentazione e il comizio, consistenti in declamazione di poesie, esecuzioni musicali, letture di manifesti e proclami). Il pubblico ha spesso reazioni rumorose se non addirittura violente. Che arrivano anche alla rissa.
Il Manifesto dei pittori futuristi ha in prevalenza contenuti teorici. In esso viene ribadito il rifiuto della tradizione e della mentalità accademica e convenzionale. Il Manifesto tecnico offre indicazioni più precise riguardo al principio basilare della pittura futurista, che consiste nel privilegiare l’immagine del movimento, restituendone la sensazione complessiva. A differenza delle altre proposte delle avanguardie internazionali. Il Futurismo persegue una visione estetica che oltrepassa i campi dell’arte e della letteratura, per coinvolgere tutte le varie forme di espressione e di comunicazione, fino all’esperienza politica e sociale. Anche musica e teatro entrarono nel mirino futurista. Il poeta futurista è chiamato a sintetizzare la propria espressione, a trovare nuove immagini e inedite analogie attraverso l’accostamento o il raddoppio dei sostantivi. A questo si aggiunge anche una vera e propria rivoluzione tipografica che sconvolge l’impianto tradizionale della pagina mediante l’impiego contemporaneo di caratteri con forme e dimensioni diverse. Il significato logico delle parole viene arricchito da un ulteriore valore visivo dovuto alla forma che le parole assumono (tavola parolibera). Uno dei primi e dei più noti volumi di “tavole parolibere” è il marinettiano Zang Tumb Tumb. In questo libro Marinetti descrive i momenti di una battaglia, cercando di dare al lettore la sensazione della simultaneità degli eventi. Per fare questo usa una scrittura impersonale, con una narrazione fatta di frammenti collocati in rapida successione, come tanti immagini che scorrono una dopo l’altra.
L’avventura politica del futurismo dura solo due anni. Comincia con la fondazione di un partito politico futurista, culmina in un’alleanza con il movimento dei Fasci di combattimento e si conclude quando Marinetti scioglie questa alleanza per riportare il Futurismo entro i confini della sola esperienza artistica.

UMBERTO BOCCIONI (1882-1916)
Umberto Boccioni, figlio di genitori romagnoli, nasce a Reggio Calabria. Si stabilisce a Roma dove prende lezioni di disegno e frequenta la Scuola libera del nudo. Nella capitale frequenta lo studio del più anziano e già affermato Giacomo Balla, dal quale apprende la tecnica divisionista e il gusto per la pittura dal vero. Si iscrive alla Scuola libero del nudo presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, ma subito dopo si trasferisce a Milano. Nei dipinti di questo primo periodo milanese affiorano da un lato le lezioni di Balla e dall’altro un preciso riferimento alla pittura impressionista e postimpressionista. Decisivo è l’incontro con Marinetti, Boccioni aderisce con entusiasmo al Futurismo e nel febbraio dello stesso anno già collabora alla pubblicazione del Manifesto dei pittori futuristi, diventando il principale ispiratore del Manifesto tecnico della pittura futurista. Partecipa a numerose esposizioni in Italia e nelle maggiori città d’Europa. In particolare, a Parigi ha modo di conoscere direttamente gli esiti del Cubismo. Uno dei lavori più significativi e che segna una tappa fondamentale nello sviluppo artistico di Boccioni è la Città che sale.

La città che sale
(1910)
o protagonista del dipinto è un turbinoso affollarsi di cavalli e di uomini che invade quasi l’intero campo dell’immagine e che lascia emergere sullo sfondo le alte e dritte impalcature di alcuni edifici in costruzione
o scenario: periferia urbana (metropoli moderna)
il suo obiettivo è andare oltre la pura raffigurazione degli oggetti, per approdare a un livello più alto di comunicazione, quello dell’espressione diretta di una sensazione, di un’emozione, di uno stato d’animo.
Criteri della pittura futurista enunciati nei vari manifesti:
- simultaneità della visione intesa come contemporaneità degli eventi e degli aspetti della realtà, non più inquadrabili all’interno di un piano prospettico univoco e unitario (cubismo)
- sintesi tra visione ottica (percezione) e la visione mentale (comprensione) consapevolezza della complessità dell’atto del guardare una forma. La percezione globale di ogni oggetto e di ogni personaggio si compone di due fasi distinte: quella della percezione e quella della memoria delle configurazioni e dei movimenti che quel personaggio p quell’oggetto hanno continuato ad assumere nel tempo
- compenetrazione dinamica  estrema vicinanza e sovrapposizione tra gli oggetti e le loro forme


Forme uniche della continuità nello spazio (1913)
o idea di una possente figura che incede a grandi passi nervosi. Come in una fotografia mossa la scia dei corpi contribuisce a creare la sensazione stessa del movimento la scia sembra solidificarsi nello spazio
o la continuità dei profili e il loro sinuoso e ininterrotto fluire ampliano la figura ben oltre i suo stessi limiti volumetrici sensazione di vorticosa dinamicità e di grande astrazione
o il soggetto non è più basato sulla consuetudine di assomigliare a qualcos’altro o di riprodurre delle sembianza riconoscibili, al contrario si fonda sulla propria autonoma tridimensionalità, intesa come sintesi delle tre dimensioni in un incessante svolgersi nello spazio di forze e di forme

ANTONIO SANT’ELIA (1888-1916)
Antonio Sant’Elia nasce a Como. Dopo le scuole tecniche di Cantù, frequenta la Scuola di Arti e Mestieri di Como. L’anno seguente si trasferisce a Milano per lavorare. Frequenta l’Accademia di Brera, senza però terminare i corsi, e stringe amicizia con numerosi giovani artisti e scrittori. In questo periodo inizia anche la propria attività professionale di architetto. Nel 1914, firmando il Manifesto dell’architettura futurista, il giovane architetto sancisce la propria adesione al movimento futurista. Arruolatasi muore in battaglia.
L’originale contributi di Sant’Elia al Futurismo è costituito da un ampio gruppo di disegni e schizzi, che con tratti vigorosi e di intensa forza espressiva, riescono per la prima volta a dare forma leggibile a un’architettura finora solo evocata nell’immaginario futurista e che ha come scenario la metropoli moderna proiettata nel futuro. La prima occasione per presentare al pubblico questi lavori si offre a Sant’Elia nella primavera del 1914, con la mostra organizzata a Milano dall’Associazione degli Architetti Lombardi. Ben tre delle sedici tavole presentate in mostra sono dedicate al tema della Centrale elettrica. Nello scenario metropolitano questo edificio rappresenta il simbolo della tecnologia moderna, il prodigioso risultato della nuova potenza della macchina, la nuova cattedrale del futuro. Tale valenza simbolica è particolarmente evidente nel disegno dal titolo la centrale elettrica.

La centrale elettrica (1914)
o severo monumentalismo: possenti volumi proiettati verso l’alto, sormontati da tre ciminiere e delimitati in basso da una sequenza di contrafforti che sembra opporsi allo spazio circostante
o scomparsa di ogni accenno di decorazione + assenza di apertura sulle superfici  compattezza dei singoli elementi e loro articolata costruzione
o alle spalle della struttura principale sono collocati i rigidi corpi cilindrici delle condotte forzate
o dinamismo  allontanarsi dei fasci di cavi elettrici ad alta tensione + profili alti muraglioni alle spalle dell’edificio
o scenografia accentuata dall’impostazione dell’immagine prospettica vista dal basso verso l’alto

La città nuova: casamento con ascensori esterni, galleria, passaggio coperto, su tra piani stradali (linea tramviaria, strada per automobili, passerella metallica), fari e telegrafia senza fili (1914)
o tema: metropoli raffigurata attraverso le utopistiche visioni di complessi architettonici dalle dimensioni gigantesche  architettura della città
o evidente monumentalismo e forte senso di profondità tridimensionale
o protagonista: grande e alto casamento dalle pareti gradonate su cui si addossano volumi a torre contenenti ascensori
o superfici vetrate e antenne a traliccio incrementano la spinta ascensionale che carica di dinamismo l’intera visione
o paesaggio urbano popolato da tralicci orizzontali e verticali, ponti, pilastri e contrafforti

LA RICOSTRUZIONE FUTURISTA DELL’UNIVERSO
Ricostruzione futurista dell’universo è il titolo di un manifesto pubblicato da Giacomo Balla e da Fortunato Depero. Questo manifesto riveste un’importanza fondamentale nello sviluppo dell’estetica futurista. Esso contiene una serie di dichiarazioni che esprimono l’intento di mettere in pratica una nuova concezione del mondo. Con questo manifesto trova una completa maturazione non solo la nuova tendenza del Futurismo, ma soprattutto l’impulso a ridefinire le forme stesse del mondo esterno fino a coinvolgere anche gli oggetti e gli ambienti della vita quotidiana. Questo ambizioso intervento si realizza attraverso un nuovo oggetto artistico denominato complesso plastico. Costruito con i materiali più diversi e più comuni, il complesso plastico scaturisce da un accostamento di tante pratiche artistiche diverse. Alla sua formazione concorrono pittura, scultura, architettura, grafica, poesia, musica. Concentrando su di sé tutte le qualità specifiche di ogni espressione artistica, il complesso plastico è un oggetto creato per colpire e coinvolgere tutta la gamma dei nostri sensi, per dare cioè realtà concreta al principio futurista della sinestesia. Non manca il consueto spirito giocoso e fantastico. In base a esso si arriva dunque a prefigurare la nascita dei giocattoli futuristi, di animali metallici, di automi meccanici, di paesaggi artificiali, di fiori magico-trasformabili, caratterizzati tutti dall’essere una sorta di rifacimento artificiale della realtà. Effetto di queste nuove proposte è la nascita e l’affermazione della cosiddetta ambientazione. Essa consiste nel realizzare non più solo singole opere d’arte, ma un’aggregazione di oggetti, arredi e decorazioni che insieme partecipano alla trasformazione di uno spazio, facendone un’opera d’arte totale. Questi principio artistico non costruisce una novità assoluta. Esso è riferimento fondamentale di buona parte della poetica dello Jugendstil. Ma mentre in quel caso si fa riferimento a un’idea dell’arte come valore assoluto, ora le finalità sono tutte diverse. Per il Futurismo l’arte non è più fine a se stessa e non ha come obiettivo la pura esperienza estetica. Essa diviene strumento per affermare una diversa concezione della vita e un suo rinnovamento, nel quale predomina un intento di trasformazione culturale verso la modernità o verso l’idea che il Futurismo ha delle modernità.

DALL’ARTE MECCANICA ALL’AEROPITTURA
Nel periodo compreso tra le due guerre mondiali il Futurismo sviluppa appieno la tendenza innata a estendere la propria visione a tutte le possibili pratiche artistiche e comunicative. Non solo la pittura, la poesia, la letteratura, la musica, la danza, ma anche il teatro, l’abbigliamento, e ogni altra forma espressiva trovano una nuova definizione in quell’ideale che costituisce il riferimento più importante e impegnativo della condotta artistica dei Futuristi. Si possono individuare due linee di tendenza principali. La prima è costituita dal nuovo rapporto che si determina con i gruppi di avanguardia attivi in altri paesi europei come Olanda, Inghilterra, Francia, Germania e Russia. La seconda, invece, p data da un allargamento del fronte futurista a tutto il territorio nazionale, al di fuori dei centri originari di Milano e Roma, con la formazione di molti gruppi futuristi distribuiti nelle varie città italiane. Il Futurismo acquista in questo modo un carattere popolare, che vede crescere il numero dei propri aderenti in misura tale da arrivare alla condizione di costituire un’avanguardia di massa, cioè non più ristretta a piccoli gruppi di artisti o intellettuali. Questo spirito nuovo si basa su una aspirazione a un pluralismo delle forme e dei modi dell’arte, come se si trattasse di un nuovo inizio dopo la bufera tragica della Grande Guerra. Esso è caratterizzato da una diversa considerazione del rapporto tra uomo e macchina, intesa ora non più come una specie di moderno personaggio mitologico, dotato di una sua forza travolgente e inarrestabile, quanto piuttosto nel suo aspetto di meccanismo. La macchina è soprattutto la razionalità che ne è alla base, diviene quasi un modello di comportamento, fatto di precisione e di impersonale funzionalità. L’arte che si vuole ispirare a questi principi diviene a sua volta meccanica e aspira alla stessa razionalità della propria costruzione. L’Arte meccanica costituisce uno dei principali indirizzi di sviluppo del Futurismo tra le due guerre, frutto soprattutto di questo nuovo rapporto di scambio e di attenzioni verso la scena europea.

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