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Picasso & Braque nella fase cubista

Durante un esposizione al Salon D'Automne, Picasso incontrò, grazie alla mediazione di Guillaume Apollinaire, Georges Braque con il quale intrattene un rapporto di amicizia pittorica; il combustibile delle idee dei due artisti, che si stavano progressivamente allontanando dalla figurazione tradizionale, fu fornito dalle teorie e opere di Cezanne, che nell'ultima fase cercò di creare immagini salde e definite, riconducendo la natura e le figura a forme geometriche essenziali.
Nella fase detta proto-cubista, Braque e Picasso realizzarono sopratutto paesaggi, come avviene per “Case in collina a Horta de Ebro” di Picasso e “Case al'Estaque” di Braque. In entrambi i quadri l'impostazione geometrico-strutturale di Cezanne risulta esasperata, al punto che il paesaggio vegetale e quello umano sono ridotti a poche forme regolari. L'immagine appare rigida e squadrata e la gamma cromatica e ridotta a toni di verde e ocra; geometrizzazione di questi dipinti rende ragione al nome del movimento cognato dal critico Louis Vauxcelles, il quale esprimendo un giudizio negativo parlò di bizzarrie cubiste,era nato il Cubismo.

Nella fase proto cubista seguì la fase detta analitica, fondata sull'analisi della realtà scomposta nelle sue parti costitutive, esaminata in modo sistematico.
In questo periodo la pittura diventa un fatto mentale, ma rende comunque l'essenza della realtà, attraverso figure oggetti o paesaggi mostrate su più facce.
Nella pittura analitica agirono influssi provenienti da Cezanne, dalla scultura africana e dal dibattito sulla qualità del tempo; queste caratteristiche portano a leggere la fase analitica come una resa delle esperienze che il pittore potrebbe avere dell'oggetto.
Analizzando questa idea Picasso realizzò il ritratto di Ambroise Vollard, riproducendo il famoso gallerista in diversi volumi, incastrando varie parti per r creare un ordinamento spaziale; questa scomposizione si estende anche allo sfondo, creando un'unica visione sottolineata della scelta cromatica.
La realtà non è totalmente cancellata , ma liberamente utilizzata per essere smontata completamente e ricomposta per riprodurre una rappresentazione squadernata.
In maniera simile lavorò anche Braque nella tela “Il Portoghese”, dove fissò il ricordo di un musicista lusitani.
La tavolozza dei colori è ridotta, per creare una realtà monocroma, in modo che lo sguardo dell'osservatore non possa concentrarsi su linee e forme. Nel quadro compaiono numeri e lettere che hanno un senso logico ma assumono una valenza grafica tesa ad evocare il mondo reale come a ricercare con esso un rapporto.
Per recuperare un'unità pittorica, Picasso e Braque modificarono di nuovo la direzione della loro ricerca senza però rinnegare il principio di scomposizione. Negli anni 1912-14 il Cubismo giunse cosi alla fase più matura, detta sintetica, fondata sulla sintesi e un processo logico di unificazione di varie parti dell'oggetto.
In questa fase dominano le nature morte, come “Aria di Bach” di Braque è un esempio in cui gli oggetti hanno assunto una assoluta semplificazione in chiara definizione sintetica: il lineare corpo della chitarra e reso con pochi tratti di matita, il bianco spartito e collegato al mondo della musica.
Il cuneo di carta stampata che riproduce le venature del legno rimanda alla pratica del collage inventata da Braque; la ricomposizione dell'oggetto raffigurato avviene nella mente dell'osservatore: si tratta di una nuova forma di realismo, molto più affidabile, in quanto gli oggetti vi si mostrano come sappiamo che sono.
La fase sintetica di Picasso è caratterizzata da una maggiore esuberanza e dal recupero della dimensione cromatica, in questo dipinto l'uso delle parole intere o parziali per indicare oggetti concreti, rappresentazione illusionistiche e allusive di oggetti che lo spettatore deve ricomporre nella sua mente. E una logica formale a determinare il dipinto, i richiami al soggetto reale si innestano in una trama che gli preesistono. In alcuni punti l'artista fa ricorso a piccoli punti colorati, la loro presenza sembra un modo per suggerire il rapporto tra diversi oggetti, cosi come l'ombra proiettata al centro.

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