Espressionismo Tedesco ed Espressionismo Russo

Edvard Munch

Edvard Munch, pittore norvegese simbolista, esercitò una grandissima influenza sull’espressionismo tedesco. Egli si fece propulsore di un’arte nuova, capace di rivelare l’interiorità umana piuttosto che il mondo esterno. Centro dell’interesse di Munch è, infatti, l’uomo, il dramma del suo esistere, del suo essere solo di fronte a tutto ciò che lo circonda, con i propri conflitti psichici e le proprie paure. Tutto ciò viene espresso con grande intensità ne Il grido, comunemente conosciuto come L’urlo (vedi approfondimento). Egli compare sulla scena a Berlino, esponendo Il Fregio della vita, una serie di opere, tra cui anche Il grido, in cui Munch ha esplorato i temi della vita, amore, paura, morte, malinconia, e ansia. A dominare nelle scene rappresentate dal pittore è sempre un senso di forte solitudine, presente anche quando il dipinto raffigura più personaggi.

L’espressionismo tedesco

L’espressionismo trova la sua prima vera applicazione nel mondo dell’arte quando quattro giovani studenti di architettura si associano in un gruppo chiamato Die Brucke (Il ponte). Inizialmente la scelta del nome fu casuale, ma acquistò poi un significato preciso: il ponte verso l’avvenire, o anche il ponte tra interiorità ed esteriorità. L’obiettivo era infatti la resa della realtà secondo l’emozione che l’incontro con essa ha suscitato nell’artista. Il movimento del Die Brücke (formatosi a Dresda nel 1905 in contemporanea con i Fauves francesi) tratta temi come il disagio esistenziale, l’angoscia psicologica, la critica all'ipocrisia della società borghese. Una volta che il gruppo si sciolse, lasciò le basi per la diffusione dell’espressionismo tedesco. Questo nasce dal vissuto degli artisti, è la ricerca dell'emozionale e dello spirituale della realtà che li circonda; le metropoli, la vita di strada, il circo, divengono riflessioni sulla solitudine dell'uomo, sull'alienazione dell'individuo. Il segno incisivo e la gamma cromatica acida e accentuata divengono tratti distintivi di questo movimento. Se gli impressionisti cercavano di fissare un'impressione sulle loro tele, e si dedicavano alla realtà esteriore, l'espressionismo si dedica all'emozione, alla sensualità, al raggiungimento di una soddisfazione interiore per mezzo dell'occhio.

Ernst Ludwig Kirchner

Ernst Ludwig Kirchner rappresenta l’animo più inquieto e complesso del gruppo che fondò il Die Brucke. Nei primi anni le forme nei suoi dipinti sono semplificate, i colori netti e squillanti, la linea forte ed espressiva. L’opera più interessante di questa prima fase è Marcella. L'immagine malinconica dell'adolescente, mostra il trapasso problematico, dallo stato di fanciulla a quello di donna. La posizione instabile del corpo fragile e dolorosamente contratto, indica il disagio e l'insicurezza della ragazza di fronte all'infelice destino che l'attende, in una società dominata dalle convenzioni e dall'ipocrisia. Il quadro è impostato su pochi toni fondamentali : rossi e gialli, verdi e blu. L’uso di pochi colori giustapposti, le forme sintetizzate, le strane linee di contorno, incisive e marcate, conferiscono alla composizione una notevole drammaticità.

L’Espressionismo

Con il termine espressionismo si usa definire la propensione di un artista a privilegiare il lato emotivo della realtà rispetto a quello percepibile oggettivamente. Se le basi dell'espressionismo nelle arti figurative sono rintracciabili nell'estetica romantica, che ha assegnato all'opera d'arte non più il compito di riprodurre, più o meno fedelmente, la realtà, bensì il ruolo intermedio tra l'artista ed il mondo, tra il sentimento e le idee che l'opera manifesta e l'ambiente che rappresenta, le prime avvisaglie dell'espressionismo sono evidenti nel Simbolismo; basti pensare al principio delle linee curve e del colore resi in funzione dello stato d'animo. L'Espressionismo si manifestò principalmente in due aree diverse: in Francia e in Germania. Gli artisti erano accomunati dalla volontà di esprimere tensioni, stati d'animo e sentimenti attraverso la violenza del colore, la sintesi della forma, l'incisività del segno. I soggetti preferiti furono i nudi, i paesaggi , le scene di vita quotidiana e le città. Il linguaggio degli espressionisti si fonda sull'uso di colori violenti e innaturali e sull'uso di linee dure e spezzate. Essi non applicano le leggi della prospettiva e non cercano di dare l'illusione del volume e della profondità; colori e linee sono sufficienti a comunicare con impetuosa violenza la visione drammatica e pessimistica che questi artisti hanno del mondo e della società in cui vivono.

Vasilij Vasil'evich Kandinskij

Vasilij Vasil'evich Kandinskij nasce a Mosca(1866). Kandinsky pensava che l'arte doveva comunicare spiritualità e per farlo bene ci doveva essere un'assenza della rappresentazione realistica della realtà. Egli si configura in linea di massima come un espressionista con tendenze astrattiste*. Di fondamentale importanza erano, nelle sue opere, la linea, la forma ed il colore.
La linea:
-La linea retta orizzontale produce una sensazione di freddezza e piattezza, in quanto associata ad immobilità e continuità statica.
-La linea verticale significa altezza, e produce sensazione di colore.
-La linea obliqua, in quanto instabile, significa dinamismo.
-La linea curva determina un effetto di calma e tranquillità.
-La linea spezzata produce un effetto di nervosismo, ed evoca il dramma.
La forma(che deriva dal linguaggio delle linee):
-il quadrato è la forma più stabile, ed è spesso associato al rosso.
-il triangolo è la forma che contiene in sè maggiore dinamismo, ed è collegato al giallo.
-il cerchio, forma priva di tensione, tende verso la quiete, ed è in stretta relazione con l'azzurro
Il colore:
-Azzurro: Spiritualità, calma, evoca l'idea dell'infinito
-Rosso: Forza e passione

-Giallo: Dinamismo, triangolo
-Colori "secondari" (verde,arancione,viola): Assumono qualità espressive intermedie ai primari

*L'Astrattismo: è un'esperienza artistica nata nei primi anni del XX secolo, in zone d'Europa lontane tra loro, dove si sviluppò senza intenti comuni. Il termine indica quelle opere pittoriche e plastiche che esulano dalla rappresentazione oggettiva della realtà. L'astrattismo nasce dalla scelta degli artisti di negare la rappresentazione della realtà per esaltare i propri sentimenti attraverso forme, linee e colori.

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