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Edvard Munch

Edvard Munch (1863-1944), secondogenito di Christian Munch e Chaterine Bjölstad, nacque a Löten, in Norvegia e fu un pittore norvegese. La sua infanzia è segnata da tragici lutti familiari, quali la morte della madre (1868) e della sorella, che condizionarono profondamente la sua vita e le sue opere. Nel 1979 si iscrive in un Istituto Tecnico, ma nel 1880 lascia gli studi per fare il pittore, dove frequenta i corsi dello scultore Julius Middelthun, ma la sua formazione artistica avviene alla scuola reale di Disegno, a Oslo, e l’ampliamento dei suoi orizzonti culturali si svolse attraverso frequenti viaggi in Francia, Germania e in Italia, dove studiò le opere di Monet, Degas, Van Gogh e Gauguin. Egli lasciò sia l’Impressionismo sia la tradizione ottocentesca e, anticipando l’Espressionismo, elaborò uno stile autonomo, con il quale esprimeva con grande intensità ed efficacia il senso tragico della vita e della morte. La pittura, secondo Munch, doveva rappresentare il mondo reale, ma attraverso la deformazione della realtà, esprimendo così la condizione di disagio esistenziale dell’uomo e la sua solitudine.

Gli esseri umani dipinti da Munch infatti rappresentano l’espressione e la personificazione delle angosce dell’uomo: essi appaiono deformi, disperati, con sguardi allucinati.
Munch nei suoi dipinti preferì utilizzare colori espressivi, colori puri, netti e contrapposti tra di loro, con tonalità accesa anche quando la presenza della morte è incombente. I suoi ritratti più famosi sono:
* il Grido noto anche come L’urlo, è un celebre dipinto realizzato nel 1893 su cartone con olio, tempera e pastello ed è stato realizzato in più versioni. L’opera è un simbolo di angoscia e dello smarrimento che segnano tutta la vita del pittore norvegese. La scena rappresenta un’esperienza vera della sua vita: mentre si trovava a passeggiare con degli amici su un ponte della cittadina di Nordstrand il suo animo venne pervaso dal terrore. Lui stesso descrisse così la sena: camminavo lungo la strada con due amici quando il sole tramontò, il cielo si tinse all'improvviso di rosso sangue. Mi fermai, mi appoggiai stanco morto ad un recinto. Sul fiordo nerazzurro e sulla città c'erano sangue e lingue di fuoco. I miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura... e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura.»
* Sera sulla via Kerl Johan è stato dipinto nel 1892, ed esposto lo stesso anno alla fallimentare mostra di Berlino. Si tratta di un olio su tela.
* La fanciulla malata è stata dipinta tra il 1885-1886, ed è conservata ad Oslo nel museo di Nasjonalgalleriet. Si tratta di olio su tela. Quest’opera ricorda l’angoscia per la sorellina, infatti la scena rappresenta una ragazza dai capelli rossi a letto, con le spalle appoggiate a un’enorme cuscino bianco. Accanto vi è una figura femminile inginocchiata. I due personaggi sono in silenzio.
* la madonna
* pubertà di Munch

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