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Manet, Édouard - Vita e opere

Cenni sulla vita
Manet dipinge in atelier (laboratorio). Viaggia molto in Olanda, Germania, Austria e Italia. Ammira molto Delacroix, del quale copia la barca di Dante per capirne la tecnica pittorica. Dipinge moltissimo, ma non parteciperà mai a nessuna delle mostre degli impressionisti. Alla sua morte tutti i giovani impressionisti partecipano al suo funerale, per ricordare un 'maestro' (nel senso ampio del termine), che aveva aperto la strada alla pittura contemporanea.


Opere principali
- Colazione sull’erba (1863, Parigi): esposto nei Salon des Refusès (saloni dei rifiutati). Aspre critiche gli furono mosse dalla borghesia per il nudo femminile, ma ricevette anche moltissime visite. Motivi dello scandalo furono:
- la tecnica pittorica usata (sovrapposizione di colori e dipinto piatto), per cui si rifa a Giorgione, che tuttavia rappresenta divinità, mentre Manet le trasfigura in esseri umani;

- l'assenza di prospettiva razionale: vi è sproporzione tra la donna e la barca, inoltre la vegetazione non fa capire bene la grandezza dello spazio.
La natura morta con il cesto di frutta rovesciata crea una contrapposizione di colori caldi (frutta) e colori freddi (abiti della donna).
In questa opera si inizia ad intravedere la pittura virgolettata con le stesse caratteristiche delle stampe giapponesi (giapponismo). Per quanto riguarda i personaggi, la donna in primo piano è una modella di nome Victorine Maurent, i due uomini sono suo fratello e suo cognato.

- Olympia (1863, Parigi): con quest'opera viene cacciato definitivamente dai saloni ufficiali. Il nome dell’opera viene usato per indicare le prostitute. La modella ha uno sguardo provocante, indossa bracciali, e un laccio al collo. L’elemento di maggiore scandalo sono le ciabatte. C’è un gatto nero che simboleggia un amore mercenario. Sullo sfondo abbiamo una donna di colore che porge a Olympia un mazzo di fiori. Questo mazzo è importante perché se visto da vicino si vedono macchie di colore senza senso, ma se visto da lontano appare come un mazzo di fiori (si apre la stagione impressionistica). Importante è l'accostamento di colori caldi e freddi (bianco, nero).

- Il bar delle Folies-Bergeres (1881-1882, Londra): l’anno successivo M. morirà malato di atassia, dipinge ormai con le gambe paralizzate. Il bar era frequentato dalla borghesia. In primo piano c’è una cameriera vestita in modo elegante. L'elemento dello specchio indica che la donna vive due vite separate, ha due personalità: quella in primo piano ha uno sguardo afflitto e perso nel vuoto, è stanca di lavorare ma deve farlo per sopravvivere, la donna riflessa sta parlando con un cliente. Manet ha voluto mostrare l’alter-ego della donna, non una sola persona. Nello specchio è riflesso tutto il pubblico, abbiamo donne che con un cannocchiale guardano un trapezista. Osservando il quadro si ha un effetto di sinestesia: ci sembra di sentire i rumori tipici di quella situazione. Sul bancone ci sono diverse nature morte con frutta e bottiglie (quella a destra porta la firma).

- Il balcone (1868-1869, Parigi): famiglia borghese, ci sono due donne, una in piedi e una seduta, mentre l’uomo sembra sicuro di sé, forse riveste una carica importante. In alto a sinistra c’è un servo (un ragazzino) che ha in mano una caraffa. La famiglia sta vedendo probabilmente una parata o una processione, ma in realtà sono loro lo spettacolo per noi.

Messaggio della pittura di Manet
Il messaggio della pittura di Manet è che la fotografia è morta mentre la pittura è qualcosa di vivo. Vedendo un quadro, ci sembra che le figure rappresentate in qualche modo continuino a vivere, che non avvertiamo guardando una fotografia.

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