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-Marcel Duchamp-

La prima fase artistica di Duchamp fu influenzata da Cézanne e Matisse.
Successivamente, superata questa fase, egli presentò il ‘Nudo che scende le scale’ ad una mostra di New York, che suscitò molto scalpore.
In quest’opera si vedono riferimenti al futurismo e al cubismo, per quando riguarda la scomposizione del movimento.
Si trasferì poi a New York, dove incontrò Francis Picabia e Man Ray, coi quali fondò il Dada americano.
Le sue più celebri creazioni sono: il ready-made in ‘Ruota di Bicicletta’ e in ‘Fontana’.
In questo caso, Duchamp limita il proprio intervento alla scelta di un oggetto che, decontestualizzato, assume nuovi significati, arricchiti dall’interpretazione dello spettatore che è chiamato a svolgere un ruolo attivo nella visione dell’opera.
Altra opera di Duchamp è il ‘Grande Vetro’, ricca di riferimenti simbolici all’alchimia.

Il Ready Made: Duchamp rivoluziona l’arte con il ready-made, termine che significa letteralmente ‘già fatto’, ‘già pronto’, ‘già realizzato’.
I tre esempi più celebri sono una ruota di bicicletta, un orinatoio ed uno scolabottiglie; essi diventano un’opera d’arte dal momento in cui l’artista decide di esporli.
A questi oggetti sono apportate leggere modifiche, come iscrizioni, titoli, ma, soprattutto, l’artista sigla l’opera con la sua firma.
Anche la firma stessa può avere valore ironico, come in ‘Fontata’, in cui Duchamp usa lo pseudonimo R. Mutt, che può essere usato in numerosi giochi di parole.
Duchamp individuò diverse tipologie di ready-made:
_ready-made rettificato, che presuppone l’intervento dell’artista (come la ‘Ruota di bicicletta’ o la ‘Fontana’);
_object trouvés, in cui avviene un mutamento della funzione normale dell’oggetto scelto (come in ‘Scolabottiglie’).

-Ruota di Bicicletta-

La Ruota di Bicicletta è il primo ready-made rettificato di Duchamp, realizzato ancora nel 1913.
Esso consiste in una ruota di una bici montata al contrario su uno sgabello.
L’opera ironizza sulle sculture celebrative, dove in questo caso il fondamento è lo sgabello e la “statua” in sé è sostituita da una ruota privata della sua normale funzione.
Lo spettatore ha la possibilità di far girare la ruota e ciò toglie a questa “scultura” ogni tipo di sacralità tipica delle sculture classiche celebrative.

Può essere definito quindi come un ‘antimonumento’.

-Scolabottiglie-

Scolabottiglie è un ready-made di Marcel Duchamp, realizzato nel 1914.
L’opera d’arte è uno scolabottiglie acquistato da un vinaio e portato così come era in una sede espositiva.
L’aspetto iconografico di questa opera è irrilevante, infatti l’oggetto in questione non vuole rappresentare niente ed è semplicemente uno scolabottiglie che ha cambiato destinazione.
L’oggetto così esposto sta a significare però una provocazione e una critica verso la società industrializzata, in cui l’uomo è visto solo come forza-lavoro.

-Fontana-

Fontana è un ready-made esposto da Duchamp, con lo pseudonimo di R. Mutt.
La fontana in questione è un orinatoio rovesciato, di quelli che si trovano nei bagni pubblici.
L’ironia dell’opera è accentuata anche dal fatto che l’artista apponga la sua firma e la data di realizzazione in basso a sinistra sull’orinatoio.
In quest’opera si capisce quale è il senso dell’arte per Duchamp: arte non è più fare, quindi mostra un’abilità prettamente tecnica, ma scegliere, ossia utilizzare l’intelletto.
Chiunque, quindi, può essere artista e tutto può diventare arte, basta riuscire a sottrarsi agli schemi imposti dalla società borghese.
L’originale della Fontana è andato disperso, poiché nel corso di un trasloco venne scambiato per quello che inizialmente era (ossia un orinatoio) e giustamente buttato via.
Per alcuni collezionisti l’orinatoio è visto anche come un grembo materno, anche perché la stessa parola R. Mutt ricorda il tedesco ‘mutter’, madre.

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