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Divisionismo e Puntinismo


Il divisionismo

Segantini e Pellizza da Volpedo. Tratti più spessi. E’ un movimento lombardo a causa del fatto che la galleria di Grubicy è a Milano. Le teorie del colore alla base degli studi dei puntinisti francesi arrivano alla fine dell’800 in Italia dando vita ad un movimento artistico chiamato divisionismo. I divisionisti come i puntinisti stendono il colore puro sulla tela. Ci sono differenze tecniche tra i movimenti

Giovanni Segantini

Ave Maria a trasbordo

Segantini realizzò Ave Maria a trasbordo con una tecnica pittorica fondata sull’uso di colori sottoposti a scomposizione, anche se applicata in maniera meno rigorosa. La tela è la prima opera divisionista italiana. La scena si svolge nell’atmosfera serale del lago di Pusiano, nella Brianza lombarda; alle prime ombre che calano si oppone in tutta la sua forza la luce del sole che irradia alle spalle la barca. I raggi, resi mediante pennellate parallele e concentriche di colori puri, si riflettono sul manto delle pecore calme e fanno emergere in controluce il volto della madre che abbraccia il suo bambino. Nel dipinto si profilano alcuni aspetti della pittura di Segantini che restano immutati nel tempo: la ricerca del vero e la sensibilità resa dalla luce. Tali caratteristiche tendono qui ad aprirsi a una componente simbolista. Il fascino del dipinto è reso dall’intensità naturale della luce che amplifica il senso di pace e di profondo mistero.

Le due madri

Esposto alla triennale di Brera nel 1891, Le due madri propone un parallelismo tra maternità umana e maternità animale: all’interno di una stalla una contadina sonnecchia seduta su uno sgabello, tenendo in braccio il proprio bambino; accanto a lei una mucca si nutre nella mangiatoia, mentre il suo vitellino riposa. Con un linguaggio divisionista, il pittore descrive tutti i dettagli della scena con estremo realismo e al contempo si avvale del potere degli effetti luminosi per attribuire a una realtà quotidiana e popolare un significato simbolico: il tema religioso della Madonna rappresentata in adorazione del Bambino viene qui sostituito da una sacralità laica che celebra il ciclo eterno della vita, le leggi universali della natura. La luminosità calda e dorata che permea il dipinto emana dalla lanterna appesa al soffitto della stalla, la cui fiamma non è direttamente visibile, poiché il vetro è schermato da un foglio di carta che ne smorza il bagliore. L’artista, che conosceva indubbiamente i pittori del Seicento, i quali avevano fatto un uso sapiente delle fonti di luce, ha creato un’atmosfera di intimità e di calore affettivo attraverso una studiatissima tensione dialettica tra zone di luce e zone in ombra.

Pellizza da Volpedo

Il Quarto Stato

Parte più povera della società che avanza. Spazio in avanti per avanzare. Tutti i generi e le l'età della società. Dal buio alla luce. Presenza di colori complementari, uomini che lottano per i propri diritti, una lotta fiera e a testa alta. C'è un messaggio politico. Fascia orizzontale e a grandezza naturale. Uomo davanti che funge da vertice di una piramide, rispetto alle precedenti versioni troviamo una progressiva scomparsa del paesaggio.

Corteo di lavoratori che protestano per una maggiore libertà, dipinge dei lavoratori che in modo pacifico marciano per ottenere emancipazione e libertà. Viene dipinto uno sciopero.
Il titolo deriva dalla divisione in classi della società francese, il quarto stato corrisponde allo strato sociale più basso di lavoratori (operai, proletari, contadini). Lavoratori che scioperano per ottenere diritti che fino ad ora sono stati negati. Viene dipinta nel 1901 e acquistata dal comune di Milano nel 1920. E’ situata prima della biglietteria per farci capire che tutti noi la possiamo vedere, fa parte del patrimonio dei cittadini di Milano.
Le persone marciano verso il sole che sta tramontando, i colori evocano molto la terra, ogni personaggio è rappresentato in maniera differente, tra le persone che posano c’è anche la moglie, la schiera di persone è ordinata e pacifica. Tra gli individui in primo piano c’è una donna con in braccio un bambino che è sua moglie Teresa. E’ grande ma non è incombente, c’è uno spazio di terreno vuoto che ci permette di vedere i personaggi a scala reale, la marcia viene verso l’osservatore come se lui potesse entrare a fare parte del dipinto. Davanti a quest’opera i primi tre personaggi sono solenni e monumentali come fossero statue classiche. A Roma ha visto la scuola di Atene e la solennità e riprende la monumentalità di questo passo incessante e fiero. Gli operai sono molto dignitosi e fieri, non hanno esitazione. La donna sta camminando e sta dicendo qualcosa allumo al centro:

Sta incitando la folla
Sta chiedendo all’uomo di tornare a casa.
Il bambino che ha in braccio è visto come simbolo di rinascita della classe dei lavoratori, stanno marciando contro il sole del tramonto grazie ai colori, dietro di loro viene lasciato il buio. Marciano verso l’avvenire e il riconoscimento dei diritti.
Guardando i tre personaggi sembra camminino in modo molto spontaneo, non sono distribuiti tutti su un’unica linea retta ma l’uomo in centro è leggermente avanzato. Se fossero tutti allineati sarebbe finta. I personaggi dietro danno l’idea di essere molti in quanto non sono allineati ma sono disposti lungo una s in quanto nel cammino assumono una posizione naturale nello spazio. L’unica cosa studiata come fosse teatrale è che i personaggi del secondo piano vengono disposti leggermente girati quasi a chiudere la scena.
Gestualità di mani e volti che rendono la scena quotidiana. Alla marcia partecipano tutti, uomini, donne e bambini. Pennellata filamentosa di fili allungati con tonalità diverse per rendere luminosa la tela (nella pavimentazione ho pennellate blu ma anche negli abiti). La fiumana è un disegno più materico, si vedono le pennellate.

Fiumana

Quest'opera può essere considerata una delle tante propedeutiche al quarto stato.
Trattandosi di un dipinto preparatorio, al contrario del Quarto stato, i contorni delle figure non sono ben definiti, e l'esecuzione pittorica sembra essere stata molto più veloce. Ma proprio questa indefinizione, sapientemente calibrata, con un'immagine più definita al centro e via via più sfocata ai bordi, accresce il senso di moltitudine e di movimento. I volti sono sbiaditi, alcune figure addirittura trasparenti: con questo Pellizza vuole trasmetterci l'anonimato delle figure, che nonostante siano quasi senza identità, perchè considerati tali dalla classe dirigente, insieme possono riuscire nel loro intento, e definirsi meglio anche come individui man mano che avanzano nella loro lotta di classe. La massa di persone assomiglia proprio ad un fiume in piena, da qui il nome "fiumana", che ricollegandosi alla forza della natura, avanza serrato verso un futuro migliore.
Il colore è steso principalmente per macchie e filamenti, e risalta il contrasto cromatico tra la strada, polverosa e bianca nella luce piena del sole, e la massa degli uomini, costruita dalle macchie blu, gialle, verdi, tracciate a tratti e puntini. Anche dal punto di vista geometrico, la composizione di Pellizza offre una chiara valenza simbolica. La piramide con il vertice in avanti risponde all'idea di una società fondata su una larga base (i cui limiti si perdono oltre il bordo del quadro) e da un vertice composto da pochi personaggi, che rappresentano il gruppo "eletto" dei lavoratori. Sullo sfondo, persino del cielo plumbeo appena rischiarato sull'orizzonte turchese sembra in netto contrasto con il sole accecante del primo piano, un chiaro rinvio simbolico a un passato "scuro" che si vuole lasciare alle spalle, per avanzare verso la luce.
Il dipinto rimase incompiuto.

L’analogia sta nel fatto che i colori non sono mischiati sulla tavolozza, la differenza sta nel fatto che i divisionisti usano pennellate più lunghe e filamentose sovrapposte mentre i puntinisti giustapponevano i puntini. I divisionisti italiani oltre al colore dei puntinisti aggiungono il colore del marrone ossia delle terre. I divisionisti rappresentano la quotidianità attraverso due letture:
Le tele sono molto simboliche e hanno un’iconografia molto profonda, simbolica e sentimentale.
Rappresentano uno spaccato della realtà.

Il puntinismo


Teoria del colore

Le teorie del colore sulle quali si basa la pittura divisionista sono quelle di Rood e Chevreul. Le considerazioni da loro fatte sono principalmente due: se due colori primari erano posti l'uno vicino all'altro tendevano a proiettare il proprio completare sull'altro aumentandone così la luminosità del dipinto. Inoltre due punti di colore osservati da lontano vengono percepiti dal l'occhio umano insieme. Chevreul e Rood danno vita a una nuova tecnica pittorica. Essi stendevano sulla tela il colore a piccoli tocchi di pennello puntiformi attraverso la giustapposizione dei pigmenti puri.

Seurat

Caratteristiche stilistiche: Utilizza colori divisi e stesi sulla tela mediante puntini giustapposti.
Le tele sono caratterizzate dall’uso del disegno, tele profondamente studiate con disegni preparatori, oltre l’importanza al disegno c’è forte rigore compositivo (asse di simmetria, mediane, diagonali, sezione aurea).
Unendo il primo e il secondo punto ottengo tele immobili dove l’atmosfera è fiabesca e quasi astratta e surreale, sono tele immobili, prende un momento e lo rende eterno, non si legge mai uno svolgimento temporale (riprende il rigore competitivo di Piero della Francesca come nella flagellazione).


Una domenica pomeriggio sull’isola della Grande-Jate, 1884-1886, 2x3 metri, Chicago

Il soggetto è tipicamente impressionista, paesaggio sulla senna frequentato dai borghesi dell’epoca, parigini benestanti che amavano passeggiare in questa zona. E’ legato alla quotidianità ma quello che vediamo come tela è l’opposto. Frequenta la Grande-Jate e fa degli schizzi su carta disegnati, dettagli e particolari che sono disegni isolati uno dall’altro. Poi in atelier con disegno preparatorio li assembla e ottiene il soggetto finale poi prende la tavolozza e stende puntini.
Prende particolari diversi e li fonde insieme, è lontano dal cogliere l’attimo impressionista, i personaggi sono fermi e non sembra debbano svolgere un’azione, è molto ricca di dettagli alla moda del tempo. C’è una mamma che tiene per mano una bambina vestita di bianco che è una piccola dama. Ci da uno spaccato della società, c’è una donna che pesca e due ragazze che raccolgono fiori e persone che riposano. Ci sono scene tratte dalla quotidianità ma assemblate in un modo che tutto sembra fermo. Profondità spaziale data dal diminuire delle figure e dalla luce, il primo piano è in ombra poi c’è luce e poi una zona chiara di Senna e cielo, l’occhio viene guidato ad osservare lo spazio e per essere sicuro di farci osservare tutto mette una linea di forza data dall’argine del fiume che non infonde dinamismo e non crea scorci prospettici ma guida l’occhio a salire dal primo piano. C’è un asse di simmetria che è nella signora con l’ombrello, crea asse di simmetria e da ordine all’immagine. CI sono studi sulla sezione aurea. E’ post impressionista in quanto il soggetto viene elaborato concettualmente, non ho studi sulla luce e fugacità dell’attimo, esposta all’ultima mostra impressionista nell’86 ha esposto anche al Salon degli indipendenti

Un bagno ad Ansières

Iconologia: grande del soggetto storico, ma scena ordina di vita quotidiana: operai fanno il bagno nella Senna in un momento di svago.
Ambientazione: Senna, sfondo ponte ferroviario e cittadina industriale Clichy
Scena: atmosfera immobile, composta, silenziosa, atmosfera di attesa
Tecnica: studi preparatori atelier e all'aperto. Tecnica pittorica complessa basata sul disegno rigoroso: volumi e spazi => lavoro lento e tradizionale
Colore: stesura di colori puri in contrasto a rapidi tocchi intrecciati
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