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Edgar Degas
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• La vita
• Nasce da una ricca e nobile famiglia napoletana. La sua gioventù è tranquilla. Il padre è un banchiere amante della cultura e fa visitare a Degas il Louvre. Quando Degas dice al padre di voler fare l’artista, lui è felice e lo asseconda. Viaggia moltissimo in tutta Italia. Dell’impressionismo non riprende la pittura en plein air, ma preferisce il disegno e la pittura in atelier. L’impressione infatti secondo lui è molto complessa e oltre che colta in modo superficiale, deve essere anche capita e memorizzata. Quindi bisogna andare nella natura, lasciarsi impressionare, tornare in atelier e dipingere il ricordo dell’impressione. In questo modo si riproduce solo quello che ci ha colpiti, cioè l’essenziale. Diventa amico di Manet. Dal 1860 la sua pittura diventa realista. La sua natura non è dipinta per com’è, ma solo dopo il frutto di sensazioni, studi e riflessioni. Dal 1874 la sua famiglia va in crisi economica e Degas deve fare molti sacrifici. Alla fine della sua vita è cieco e va a dormire ospitato da qualche amico. Muore in solitudine e al funerale partecipano trenta persone. La stagione dell’impressionismo è conclusa.

La lezione di danza
•• È il primo dei dipinti appartenenti alla serie delle ballerine. È rappresentata una giovane ballerina che sta provando dei passi di danza sotto l’occhio vigile del maestro, mentre le altre sono disposte in semicerchio osservando e attendendo il proprio turno di prova. La prospettiva è fotografica, e come in un’istantanea alcune figure fuoriescono dall’inquadratura. Questo suggerisce una pittura di getto che coglie l’impressione di un solo momento, mentre l’equilibrio compositivo e i tempi di realizzazione (tre anni) testimoniano come l’opera sia frutto di un difficile e meditato lavoro in atelier. I gesti delle ballerine sono indagati con attenzione quasi ossessiva: la ballerina con il fiocco giallo seduta sul pianoforte si gratta la schiena con la mano sinistra, quella di spalle con il fiocco rosso tra i capelli si sventola con un ventaglio. Si intravede quella che si sistema l’orecchino, quella che si sistema l’acconciatura, quella che osserva, quella che ride, quella che parla con la compagna, come quando in una classe scolastica, al finire della lezione, l’atmosfera è più rilassata e informale. Tutti questi personaggi sono osservati “dal buco della serratura”. Le ragazze sono illuminata da una luce morbida (che in parte proviene da destra dove immaginiamo ci sia una grande finestra e in parte dal fondo dall’altra finestra della stanza affianco) che ne ingentilisce le movenze. Si allontana dall’impressionismo perché non rifiuta né la prospettiva né la sottolineatura dei particolari (come nella figura del maestro, vero fulcro dell’opera) né l’uso del bianco e del nero. Il senso è di realismo.

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