Leonardo da Vinci (1452-1519)

La sua figura appartiene più alla storia dell'arte e a quella della scienza piuttosto che a quella della letteratura c'è infatti lasciato disegni, vari pensieri sull'arte, la scienza, la natura, la vita umana da lui per la verità mai raccolti organicamente in un trattato, ma pubblicati dopo la sua morte i due trattati, "della pittura" e del "moto e misura delle acque".
Uomo non privo di cultura, frequenta il circolo neoplatonico, fondato nella villa di Careggi a Faenza, sotto la protezione illuminata di Lorenzo de' medici, da Marsilio Ficino.
In questi incontri a fino uno spiritualismo teso a congiungere l'umano col divino ad arrivare con la natura forme ideali di bellezza e di amore. Si vantò di essere un uomo senza lettere avversa la tradizione classica, e il suo studio consistette principalmente nell'analizzare i fenomeni desumendoli dalla natura per mezzo dell'esperienza elaborata dalla ragione.

Traspare dai suoi scritti il fascino di uno spirito solitario, per cui alcuni dei suoi pensieri hanno una suggestione di profondità che va al di là del senso immediato delle parole.
Infatti le sue opere sono colme di pagine tecnico-scientifiche miste a quelle letterarie e filosofiche. In esse, comprendendo così tante discipline studiate dal "genio", sono mescolati termini tecnici matematici, geometrici, astronomici, etc... Si sofferma anche molto sull'uso del volgare, che abbraccia più pubblico, e quello della lingua latina, la "lingua dotta", indispensabile per termini scientifici.
La sua prosa, lontana dall'elaborato formalismo classico ma ricca di nuove forme espressive toscane, è decorosa e suggestiva a testimonianza della sua alta poeticità.

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