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Salvador Dalì - Vita

L'artista nacque a Figueres l'11 maggio del 1904. Dali era un pittore abile e virtuosissimo, le sue opere bizzarre e surrealiste e il suo peculiare tocco pittorico ebbero un’influenza su altri pittori che si ispirarono al suo stile. Nel 1924 realizzò le illustrazioni per un libro e nel 1926 egli fu espulso dall’accademia, poiché affermava che nessuno in quell’istituto era abbastanza bravo per sottoporre ad esame uno come lui. In quell’anno visitò per la prima volta Parigi, dove lui incontrò per la prima volta Pablo Picasso. Nelle sue opere d’arte egli assorbì influssi da stili artistici diversi, spaziando dalla pittura classica all'avanguardia più estrema. Nel 1931 Dalí dipinse una delle sue opere più famose, "La persistenza della memoria", che presentava la surrealistica immagine di alcuni orologi da taschino diventati flosci e sul punto di liquefarsi.

In quel periodo il principale mecenate di Dalí era il ricchissimo Edward James che lo aiutò ad emergere nel mondo artistico, acquistando molte sue opere e supportandolo finanziariamente per due anni. I due diventarono buoni amici e il ritratto di James viene anche inserito da Dalí nel dipinto Cigni che riflettono elefanti. Artista e mecenate collaborarono anche nella realizzazione di due delle più celebri icone del movimento surrealista: "Il Telefono aragosta" e il Divano a forma di labbra di Mae West. Nel 1939 Breton coniò per il pittore spagnolo il denigratorio soprannome di "Avida Dollars", anagramma di Salvador Dalí che può essere tradotto come bramoso di dollari. Si trattava di un modo per deridere la crescente commercializzazione delle opere di Dalí e la percezione che il pittore stesso avesse cercato di far emergere la propria figura grazie alla fama e al denaro.
Alcuni surrealisti da allora in poi parlarono di Dalí solo al passato remoto, come se fosse morto. Il movimento surrealista e alcuni suoi membri (come Ted Joans) continuarono a polemizzare duramente con Dalí fino al momento della sua reale morte e anche oltre. Nel 1940 scoppiò la Seconda guerra mondiale e Dalì si trasferì negli Stati Uniti. A partire dal 1949 Dalí tornò a vivere nella sua amata Catalogna. La scelta di vivere in Spagna, mentre questa era ancora governata da Franco, gli attirò critiche da parte dei progressisti e da diversi altri artisti. Nel 1960 Dalí iniziò a lavorare al Teatro-Museo; si trattava del suo progetto più grande e richiedeva la maggior parte delle sue energie fino al 1974.
Il pittore continuò poi a fare altre occasionali aggiunte fino alla metà degli anni Ottanta. Nel 1980 la moglie Gala, colpita da una forma lieve di demenza senile, probabilmente gli somministrò un pericoloso cocktail di medicinali senza che gli fossero prescritti, danneggiandogli il sistema nervoso e provocando la precoce fine delle sue capacità artistiche. All'età di 76 anni Dalí era in condizioni di salute precarie e la sua mano destra tremava in modo evidente. Salvador Dalì morì il 23 gennaio 1989 a causa di un attacco di cuore

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