DADAISMO

Il Dadaismo è un movimento artistico che nasce durante lo svolgimento della Prima guerra mondiale. I sogni dei giovani interventisti si erano infranti con il protrarsi della guerra e con il loro immane strascico di morti sia militari che civili. La Svizzera, vicina sia alla Francia che alla Germania, era rimasta neutrale e si presentava agli occhi di molti come una isola felice un rifugio sicuro. Tanti giovani intellettuali ed artisti provenienti da tutta Europa, si ritrovarono a Zurigo. Hugo Ball un imprenditore e poeta tedesco che era scappato dalla Germania per non andare in guerra, fondò il Cabaret Voltaire nel 1916. Questo locale era frequentato da giovani che erano uniti dalla voglia di negare qualsiasi valore del passato che, essendo stato capace di creare i presupposti che avevano portato l’Europa verso la Prima guerra mondiale, era diventato automaticamente solamente negativo. Nasce pertanto il DADA. La parola Dada, che identifica il movimento, non significa nulla. Possibile che sia stata scelta per caso, perché Da era una sillaba usata in modo affermativo dai rumeni appartenenti al gruppo durante i loro discorsi, oppure perché sovente è la prima sillaba pronunciata dai bambini.

Questi artisti erano alla ricerca di un’arte elementare capace di salvare l’umanità dalla follia dell’epoca, quella follia che l’aveva portata verso la guerra. Per fare questo era necessario partire da zero, rifiutare tutte le ideologie e tutti i valori pregressi, compresi la politica e l’ arte. Al Cabaret Voltaire DADA esplose con poesie urlate in tutte le lingue, canzoncine ironiche ed il pubblico era invitato ad interagire anche solo per distruggere un’opera. Ma il DADA non ere, per loro stessa ammissione un movimento, ma solo una tendenza che si esaurì in pochi anni. Finì nel 1922-1923 senza tragedie quasi in sordina; molti artisti passarono al surrealismo altri all’astrattismo e altri cessarono completamente la loro avventura artistica.
Nato in Svizzera nel giro di pochi anni si diffuse in tutta l’Europa; le riviste DADA furono fondamentali per la diffusione del dadaismo. Ne uscivano pochi numeri ma la loro diffusione era capillare negli ambientio dell’avanguardia. Del resto questo era l’unico modo attraverso cui poter diffondere le loro idee essendo un piccolo gruppo di intellettuali completamente contrari alle opinioni dell’epoca. Le caratteristiche principali del Dadaismo erano:
• La negazione dell'arte in quanto espressione dei valori e delle convenzioni borghesi, che frenano la libertà espressiva
• L'atteggiamento irrazionale e dissacratorio, in quanto strumento adatto a perseguire il fine di distruggere l'arte
• La poetica della casualità, il "caso" come migliore garanzia per produrre opere d'arte originali e vicine alla vita
Il dadaismo aveva sicuramente alcune caratteristiche in comune con il Futurismo, le manifestazioni dissacratorie, il rifiuto per l’arte tradizionale, l’utilizzo di manifesti per la propaganda e alcuni poemi dadaisti erano simili alle parole in libertà dei Futuristi. Ma i dadaisti erano pacifisti e non avevano, a differenza dei futuristi, fiducia nella storia o nella guerra.
Uno dei più importanti dadaisti del gruppo zurighese fu Hans Arp. Egli collaborò in modo attivo alla produzione dei collage; faceva cadere a terra dei pezzetti di carta e poi li fermava nel posto dove erano caduti ottenendo delle composizioni astratte. Le sculture erano ottenute da pezzi di legno o dai rifiuti tenuti insieme da chiodi.

Oltre oceano un gruppo di artisti incominciò adf operare in modo simile ai dadaisti e solo in un secondo tempo assunsero il nome di DADA. Il DADA si sviluppò a New York, gli artisti si ritrovavano però non in un locale ma in una galleria d’arte. Uno dei maggiori rappresentante può essere considerato Marcel Duchamp. Molto provocatorio e sostenitore del ready-made,(bell’e fatto). Il ready-made utilizza un comune manufatto di uso quotidiano (un attaccapanni, uno scolabottiglie, un orinatoio, ecc.) che assurge ad opera d'arte una volta prelevato dall'artista e posto così com'è in una situazione diversa da quella di utilizzo. (si pensi alla latrina capovolta che Duchamp intitolerà "Fontana") Quindi un'opera d'arte può essere qualsiasi cosa, e come conseguenza nulla è arte. L'opera dell'artista non consiste quindi nella sua abilità manuale, ma nelle idee che riesce a proporre. Infatti, il valore dei «ready-made» è solo nell'idea. Abolendo qualsiasi valore alla manualità dell'artista, l'artista, non è più colui che sa fare delle cose con le proprie mani, ma è colui che sa proporre nuovi significati alle cose.

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