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Dadaismo, Concetti principali del movimento artistico

Il dadaismo nasce in Svizzera nel 1916, in un Cabaret cui veniva dato il nome di Voltaire, il filosofo illumnista francese sostenitore della ragione contro ogni pregiudizio. Questa corrente artistica nasce dall’atteggiamento dissacratorio, ironico e provocante dei cabarettisti. Il movimento combatte contro i significati tradizionale attribuiti alle parole. Infatti, non a caso, dada non ha alcun significato strutturale. Dada, è contro la letteratura, contro l’arte, contro tutto ciò che si fa passare per bello, perfetto. Infatti, il dadaismo è fondato sulla libertà.
Questa corrente artistica si interessa soprattutto al modo di concepire l’arte; per l’artista, tutto è arte, tutto ciò creato dall’uomo, proprio perché tale, frutto della creatività umana. Il fine ultimo del dadaismo è dimostrare che non esiste l’arte come qualcosa di nobile: anche un pezzo di legno può essere artisticamente considerato bello; tutto è arte.

I più importanti artisti di questo periodo sono: Marcel Duchamp, e Francis Picabia. Una piccola parentesi su Duchamp: già da tempo, aveva fatto sentire la sua voce, sovrapponendo a uno sgabello bianco una ruota di bicicletta, in maniera tale che potesse girare liberamente. Questi due materiali, lo sgabello e la ruota di bicicletta, sono abbastanza eterogenei, ma ambedue utili nella vita quotidiana. Insomma lo scopo di questa nuova corrente artistica era elevare questi oggetti della vita quotidiana, a opere d'arte.

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