sbardy di sbardy
Admin 22784 punti

Cubismo in arte

cubismo e sue caratteristiche

Il cubismo nasce nel nord della Francia agli inizi del ‘900, in un quartiere chiamato Mont Martre, un quartiere non ancora sviluppato vicino a Parigi, dove vivevano i contadini e le cose costavano meno.
Il Cubismo matura attraverso un percorso in cui sono state fondamentali due mostre:
- la mostra postuma di Cèzanne del 1907, lui era morto nel 1906 (ricerca della forma e profondità piatta;
- la mostra di arte negra con le sculture fatte a piani.
Il nome “Cubismo” non è scelto dai due artisti ma nasce da una serie di coincidenze:
- Matisse, nell’osservare alcuni dipinti di Braque, dice: “sembrano fatti di piccoli cubi”;
- Louis Veuxcelles, invece, osservando dei loro dipinti parlerà di “bizzarrie cubiste”.

Queste due frasi faranno capire agli artisti che la loro arte sarà cubismo.
I cubisti dicono: “la pittura non deve essere una mera (pura) visione della realtà, non passa solo attraverso la nostra retina ma deve passare anche attraverso il nostro cervello”.
Non rappresentano più, perciò, solo quello che vedono ma si basano anche sulla loro esperienza, come conoscono le cose; la memoria è ciò che ci lega alla coscienza.
- Non esistono più sfondo e soggetto, hanno la stessa importanza;
- dividono le figure e lo sfondoni piani, non c’è più diversità tra colore e luce;
- accostano i piani sulla tela senza un ordine preciso, sovrapponendoli o accostandoli, introducendo la 4° dimensione: dimensione temporale.
Nello stesso periodo del cubismo, Einstein, studiava la scienza della relatività.
Il Cubismo in arte si divide in due:
- Cubismo analitico (dal 1910 al 1911 circa): caratterizzato dalla composizione e dalla scomposizione dell’oggetto in più piani; si prediligevano colori grigi e bruni, c’era un tutt’uno tra sfondo e soggetto;
- Cubismo sintetico (dal 1911 al 1914): la scomposizione dell’oggetto avviene nella mente del pittore, in seguito viene riproposto sulla tela con l’inserimento di elementi estranei come pezzi di giornale, legno e fogli di sughero inventando così la “papier collè”.

Picasso

Nasce a Malaga nel 1881, il padre è insegnante di una scuola d’arte perciò lo avvicina fin da piccolo all’arte.

Quando si deve iscrivere all’accademia si trasferiscono a Barcellona; il padre vorrebbe che frequentasse l’università a Monaco di Baviera perché la riteneva più seria di Parigi, Pablo opta per Madrid.
All’inizio attraversa vari stili infatti si era avvicinato all’impressionismo ed espressionismo.
Terminata l’accademia torna a Barcellona dove frequenta il bar “i quattro gatti” dove si discute di arte e dove organizzerà la sua prima mostra, il 1° febbraio 1900.
In seguito lascia Barcellona e va a Parigi, si trasferisce in un palazzo che viene definito dal suo amico Max Jacob “bateau lavoir” (battello lavatoio) perché aveva un ingresso di legno dove spesso filtrava l’acqua e ricordava molto una vasca da bagno.
Qui attraversa il “periodo blu” dove continua la sua esperienza iniziata in Spagna; questo periodo, caratterizzato dal colore azzurro, ha un significato sentimentale e malinconico infatti aveva perso da poco un amico suicidatosi per amore, i suoi soggetti preferiti erano i mendicanti, i poveri e i disadattati.
Nel 1904, in coincidenza con la conoscenza di Fernand Olivier che sarà sua modella e sua fidanzata, attraversa il “periodo rosa” in cui lo sfondo cambierà colore (rosa) e cambierà anche i suoi soggetti (circo).
Nel 1906 conosce Braque e i due capiscono di avere le stesse vicende artistiche, disegneranno spesso insieme e i disegni saranno molto simili tanto che difficilmente si riconoscono i quadri, in seguito formeranno il trio con Gris (nascita cubismo 1910).
Nel 1907, per qualche mese, Picasso si chiude nel suo studio e dipinge il manifesto del cubismo “Demoiselles d’Avignon”.
Dirà: “davanti a un quadro cubista non bisogna chiedersi cosa rappresenti ma come funzioni”.
Durante la prima guerra mondiale i due si divideranno; Braque si arruolerà in guerra mentre Picasso rimane a Parigi e continua a disegnare, finita la guerra attraversa un periodo definito “neoclassico” dove le figure sono molto pesanti, maestosi nei loro volumi con colori squillanti e accesi.
In seguito si avvicinerà a un nuovo gruppo, i surrealisti, diventa amico di Andrè Breton e comincia a dipingere quadri a sfondo sessuale; in realtà non rientrerà mai nella cerchia stretta dei surrealisti anche se partecipò alla prima mostra del 1926, perché è un pittore che ricerca nuovi stili, nuove tecniche e materiali, continuerà a sperimentare.
Nel 1937 gli viene chiesto di rappresentare un pannello per l’esposizione di Parigi e lui dipinge “Guernica”; continua a sperimentare nuove tecniche, fino ai 70 anni, dove attraversa un periodo di rivisitazione dei capolavori.
Dopo aver lasciato la moglie si fidanza con una sua modella che gli starà vicino fino alla morte; muore nel 1973 con una vita densa di avvenimenti, le sue amanti avranno tutte una fine tragica.

“Demoiselles d’Avignon”: è il manifesto del Cubismo, il quadro originario era composto da sette personaggi, di cui due uomini che poi sono stati eliminati; Avignon era una via di Barcellona dove c’era un bordello, il quadro però non ha alcun significato sociologico o psicologico, è uno studio.
Le donne sono disegnate a piani, piani cromatici, viene inserita anche la dimensione temporale.

“Guernica”: è un pannello che gli viene chiesto per la mostra di Parigi, decide di rappresentare il bombardamento nazista che colpisce un paesino basco in piena notte perché ne rimane sconvolto. Mette in evidenza gli orrori della guerra, i colori usati sono tre: il nero, il grigio e il bianco.

Riprende lo stile cubista con la sovrapposizione dei piani; ci sono donne che scappano con bambini, finestre incendiate, l’unico uomo è a terra ferito con la spada rotta e con un fiore che regge tra le mani, che è l’unico elemento positivo di tutto il quadro. Ci sono due animali: il toro, che rappresenta la brutalità dei tedeschi e della guerra; il cavallo, che rappresenta il popolo spagnolo. Fa molti disegni, più di 100, di cui molti andranno persi e dice: “mi piacerebbe che questi disegni, come scarafaggi, andassero ad appiccicarsi da soli sulla tela”.
Dirà: “questo quadro non l’ho fatto io ma voi”.

Braque

Nasce nel 1882 ad Argenteuil, il padre fa il decoratore murale e avvicina il figlio che vorrebbe continuasse il suo lavoro.
Nel 1900 arriva a Parigi e comincia a lavorare da solo e a dedicarsi alla pittura; agli inizi si avvicinerà ai Fauves e parteciperà alla prima mostra al “salon d’automne” del 1905, i colori sono molto squillanti, in seguito incontra Picasso e comincia a cambiare il suo modo di disegnare.
Picasso e Braque lavorano con gli stessi intenti e gli stessi metodi, che erano molto simili; con lo scoppio della guerra Braque si arruola ma viene ferito alla testa e deve essere operato.
Dopo il 1917 torna a Parigi e comincia a dipingere però sentendosi più distante dal Cubismo (lo dirà lui stesso); dopo gli anni Trenta inserisce figure umane doppie che rappresentano vita-morte e corpo-anima e inserisce la linea curva.

Verso la fine della sua carriera , nel ’48 riceve il premio della Biennale di Venezia, continua la sua ricerca che diventa una ricerca cromatica; il colore ha più importanza della forma e usa sempre di più dipingere forme che si muovono in spazi blu. Muore nel 1963.

Registrati via email