vero_89 di vero_89
Ominide 447 punti

Courbet

Courbet affermava che l'importanza della pittura sta nella pittura e non nel soggetto.
Nel 1857 rappresenta 2 ragazze di città che riposano sotto gli alberi sulla riva del fiume.
Le ragazze hanno un abbigliamento molto vistoso, non sono in posa, e hanno i vestiti in disordine, non hanno niente di spirituale; sono pigre, pesanti, insonnolite.
Il paesaggio è solo un tratto di sponda, dove c'è un prato con qualche albero.
Tutto ciò che veniva definito poetico non c'è: il bello, il grazioso, il sentimento della natura.
Courbet vuole rappresentare la realtà com'è ne bella né brutta; per farlo butta via tutti gli schemi, i pregiudizi, le convenzioni, le inclinazioni del gusto.
Per rappresentare meglio la realtà elimina la menzogna, l'illusione, la fantasia.
Il quadro ha una costruzione complessa e nuova.
L'orizzonte è alto, il cielo quasi non si vede; oltre il ciglio erboso c'è lo smalto celeste dell'acqua sotto il sole; lo sfondo che avrebbe dovuto dare spazio alla composizione è ricoperto dalla massa folta degli alberi.

Le foglie sono rappresentate una per una per dare il senso dell'aria immonta.
Courbet non ha voluto rappresentare un paesaggio con figure, ma ha voluto rendere l'atmosfera pesante, il torpore tra sensuale e opprimente dell'estate, la vita puramente fisica delle persone e delle cose.
Nel prato fiorito le due donne, con i vestiti scomposti, sembrano due fiori enormi, carnosi, troppo sbocciati.
L'occhio tende a spostarsi da un punto all'altro, cedendo al richiamo delle note di colore squillante, disseminante nel contesto del quadro.
Cerca l'orizzonte in quel piccolo tratto di cielo che c'è, ma viene intercettato dal ramo che si staglia verde sull'azzurro.
La pittura è larga, la scala di colori è limitata a pochi toni: bianchi, rossi, verdi, bruni.
Lo scopo del quadro è quello di:
- bloccare la fuga dello sguardo verso l'orizzonte
- far si che tutte le note coloristiche emergono simultaneamente all'attenzione.
Il quadro non vuole rappresentare un episodio o un'annedoto, ma un piccolo pezzo di realtà; il paesaggio non vuole rappresentare la natura ma un luogo qualsiasi.
Le figure sono rappresentate come delle mere fisiche, senza lo scopo di rappresentare i sentimenti.
C'è il piacere del riposo, ma anche il caldo del pomeriggio; sensualità e noia, bellezza e volgarità, provocazione e pigrizia.
Non c'è bisogno che il pittore ami le cose che dipinge, ne che lo spettatore si innamori del quadro.
Ma il quadro non è la proiezione della realtà, ma è solo un pezzo della realtà.
Courbet è stato un rivoluzionario quasi un ribelle; ha rifiutato la Legion d'Onore, è stato fautore della Comune, e venne imprigionato e costretto a rifugiarsi in Svizzera.
Ma nella sua arte non ha fatto vedere la sua passione politica.
Il realismo di Courbet è la necessità di prendere coscienza della realtà nelle sue lacerazioni e contraddizioni, di immedesimarsi con lei; di formare quella situazione oggettiva, senza la quale l'ideologia non è spinta rivoluzionaria ma pura utopia.


Sepoltura ad Ornans

E' un'opera lunga quasi 7 metri, che mette in scena 50 personaggi a grandezza naturale.
Queste dimensioni di solito venivano date a quadri storici; invece qui c'è la rappresentazione della sepoltura di una persona comune.
In primo piano c'è la fossa, circondata dai cittadini di Ornans dove Courbet viveva prima di trasferirsi a Parigi.

Registrati via email