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-L’Atelier del Pittore-

L’Atelier del Pittore è un dipinto di Gustave Courbet, conservato al Museo d’Orsay a Parigi.
Nel dipinto il pittore rappresenta tutto ciò che è importante per lui, tutto ciò che è oggetto della sua arte, che quindi è passato dal suo atelier, e tutto ciò che è oggetto di riflessione da parte di Courbet, tutto ciò quindi che ha suscitato in lui ammirazione oppureodio.
Il dipinto ha un’atmosfera misteriosa, datagli dalla luce polverosa che filtra da una finestra, dall’uso di colori densi e dalla definizione sommaria dell’ambientazione.

Il quadro è fortemente simbolico, soprattutto dal punto di vista strutturale:

• Al centro troviamo il pittore che dipinge un paesaggio naturale, inverosimilmente più definito e dettagliato dello sfondo reale della stanza in cui è ambientata la scena; accanto a lui vi è un bambino che osserva il dipinto pieno di stupore: rappresenta l’ingenuità con cui bisognerebbe approcciarsi all’arte, senza bisogno di regole accademiche e o di studi. Dall’altra parte vi è una modella nuda, che segue l’artista nel suo lavoro; questa figura pare sia stata copiata da una fotografia; ella è il simbolo della nuda realtà, infatti Courbet rende il suo corpo con grande realismo e senza alcuna idealizzazione, mostrando la volontà di rappresentare la realtà in modo oggettivo e veritiero.

• A sinistra della tela che il pittore sta dipingendo, si collocano una serie di figure tratte dal mondo in cui l’artista viveva, che generano in lui disprezzo; egli le definisce ‘gente che vive di morte’, cioè tutti coloro i quali sono soffocati dai beni materiali o da dogmatismi.
Dietro al dipinto vi è una figura posta simmetricamente alla modella nuda: si tratta probabilmente di un manichino posto in una posizione del tutto innaturale, forse utilizzato per dipingere una crocefissione; questo è simbolo dell’arte accademica rifiutata dall’artista, a favore dell’arte vera e oggettiva rappresentata dalla modella nuda.
Accanto a lui si trova un teschio posto su un giornale, poiché per lui i giornali rappresentavano i cimiteri delle idee.
Sparsi a terra troviamo un mandolino, un cappello e un pugnale, simboli dell’arte romantica, abbandonata dall’artista.
Da questa parte troviamo anche un prete, un rabbino, un mercante di stoffe, un operaio, un becchino, una prostituta e un bracconiere, ma anche, a fianco alla tela, una donna povera che allatta il suo bambino.

• A destra, la parte più illuminata del dipinto, si trova un folto gruppo di intellettuali dell’epoca che sostennero Courbet nella sua arte, gente che ‘vive di vita’.

Intento a leggere troviamo Baudelaire; davanti a lui una coppia di collezionisti; più avanti uno scrittore seduto su di uno sgabello. Sdraiato a terra vi è un bambino dipinge, per capire che per far arte non bisogna frequentare accademie e conoscere regole, è dunque il simbolo del naturale e veritiero approccio all’arte.

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