•L’atelier del pittore
•È un’allegoria (opera che raffigura un concetto) reale come la definisce Courbet stesso. Nel dipinto ci sono tutti gli ideali artistici e umani dell’autore. Il dipinto è di grandi dimensioni quasi a ricordare questo gusto di gigantismo dei disegni accademici di moda a quel tempo. Al centro del quadro rappresenta se stesso intento a dipingere un paesaggio della sua cittadina natale, Ornans, con un cielo realistico e anticonvenzionale (cupo con le nuvole). L’atelier (un vecchio granaio concesso dal padre) è cupo e fosco e attorno al pittore si trovano una trentina di personaggi vari.
A sinistra ci sono “coloro che conducono un’esistenza banale, come il popolo, la miseria, la povertà, la ricchezza, gli sfruttati e gli sfruttatori” (molto simile al giusto mezzo oraziano), cioè coloro che vivono senza essere consapevoli della loro condizione umana: un bracconiere con i suoi cani, una prostituta, una popolana che allatta, un banchiere ebreo, un prete, un mendicante. Sono tutti realizzati con la testa china e l’atteggiamento pensoso. I loro volti sono senza sorriso e si percepisce la loro vita dolorosa.

A destra si trovano “coloro che aiutano l’autore e lo sostengono nelle sue idee partecipando alla sua azione”, come gli ideali, i sogni e le allegorie. Sono rappresentati la Poesia (impersonata da Charles Baudelaire che legge seduto sul tavolo a destra), l’Amore, la Filosofia, la Musica e la Letteratura, tutti personificati da conoscenti e amici. La Verità è l’unica vera musa dell’artista e sta al suo fianco nuda osservando con partecipazione il suo lavoro, ma il bambino che rappresenta sempre la verità, è semplice e innocente. Questo perché per lui la verità è innocente e nuda.

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