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Chagall, un pittore con linguaggio da poeta

Marc Chagall nacque a Vittebsk, in Russia, nel 1887. Era il primo di nove fratelli di una modesta famiglia ebraica, e il suo vero nome era Mose Zaharovic Segal. Trascorse l’infanzia nel piccolo quartiere ebraico della città natale. La madre riuscì a fargli frequentare la scuola pubblica, dalla quale all’epoca erano esclusi gli ebrei, cosicchè potè imparare la lingua russa. La famiglia aderiva a un movimento religioso, il chassidismo, che si distingueva dal giudaismo ufficiale. Sorto nel Settecento il Chassidismo esalta le manifestazioni spirituali nella vita quotidiana e individua nella gioia un sentimento religioso di fondamentale importanza. Inoltre tollera la raffigurazione della figura umana, cosa che permise al giovane Chagall di intraprendere la carriera artistica. Chagall amava profondamente la sua terra, animata dalla gente semplice che lo avevano circondato fin dall’infanzia: spazzini, bambini, governanti, rabbini e macellai. Egli ritrasse questi umili personaggi, talvolta seri, spesso tristi, sempre dall’aria trasognata, tutti calati in un mondo fantastico, dove gli asini e gli uomini possono volare nell’aria come fossero uccelli. Quella che Chagall ricercava nelle sue opere, infatti, non era la realtà oggettiva, ma un’atmosfera da sogno profondamente poetica, tipica delle favole popolari. Uomo di grande moralità, Chagall ci comunica un commovente messaggio d’amore: è nelle piccole azioni quotidiane, nell’abbraccio di una coppia d’amanti, nella presenza mite di tori, uccelli e gatti, che è possibile trovare la felicità.

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