Paul Cézanne


••• La vita
•• Il successo per lui arriva tardi, nel Novecento a 61 anni. Ma lui non era povero come gli altri impressionisti perché alla morte del padre aveva ricevuto una grande eredità. Nato in Aix-en-Provence, al sud della Francia e studia insieme con Zola, con cui stringe amicizia per parecchi anni. Va a Parigi contro il volere del padre per dedicarsi alla pittura. Per tutta la vita le sue opere vengono rifiutate ai Salons ufficiali. Stringe rapporti con gli Impressionisti, ma le sue opere mostrano subito grandi differenze rispetto a quelle degli altri Impressionisti e nel 1890 si distacca da loro perché la loro visione sfuggevole della realtà non gli si addice. Dell’impressionismo prende solo il dipingere en plein air e la ricerca di massima luminosità dei colori. Lui si tormentava perché voleva arrivare alla verità essenziale delle cose e con la sola impressione visiva non ci riusciva. Questa ricerca genera in lui insoddisfazione e disgusto per le sue opere che riteneva imperfette e lo facevano cadere in uno stato di profonda frustrazione. Il lavoro è la sua unica ragione di vita. Muore all’aperto mentre disegna durante un temporale, colpito da un fulmine.

••• I giocatori di carte
•• È uno dei capolavori dell’artista, del 1898. Sono raffigurati due uomini in un’osteria di paese che giocano a carte davanti a uno specchio (che ricorda Il bar delle Folies Bergère di Manet o L’assenzio di Degas), ma non c’è più nulla di impressionista in questo dipinto: lo specchio è quasi opaco e sembra fare parte del rivestimento di legno, quindi l’attenzione di Cézanne è tutta rivolta al tavolo e ai due giocatori. Per come sono rappresentati sembrano quasi dei manichini, ma è proprio questo l’importante, cioè l’aver isolato i puri volumi, la geometria di cui sono fatti i corpi e gli oggetti inanimati. Il cappello semisferico del giocatore a destra e il cilindro del giocatore di sinistra, le forme geometriche tronco-coniche delle maniche e la grande massa squadrata delle giacche, il cilindro della bottiglia di vino tra i due giocatori alla fine del tavolo, i parallelepipedi che formano il tavolo su cui è poggiata una tovaglia così rigida da far comparire superfici geometriche semplici. Le pennellate servono per dare volume ai soggetti “geometrici” rappresentati, organizzandosi in “pezzature” di diverso colore.

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